Fs, riepilogo 2011 (solo per distratte/i)

Uno sguardo sul meglio della fantascienza uscita nel 2011, una buona annata. C’è un libro o un autore dell’anno? Sì ma – in omaggio alla suspence – lo saprete alla fine.

Perchè solo fantascienza (e stretti dintorni) e non la più vasta prateria del fantastico? Ovviamente c’entrano i gusti e le competenze del rubrichista ma soprattutto il territorio sarebbe troppo vasto da esplorare. Il profano chiederà: qual è il confine? Sentite con quale saggezza Michael Moorcock spiega le differenze fra fantasy e fantascienza. «La magia è un modo per fornire una logica interna alle storie, mentre la scienza va molto oltre ed è un modo per ampliare gli orizzonti narrativi, per raccontare del futuro legandolo al presente e molto altro». Da vero saggio Moorcock applica a se stesso il diritto a contraddirsi, passando da un campo all’altro. Conta se il sugo è buono più che il nome del barattolo. Di lui quest’anno Urania ha ristampato l’introvabile «I.N.R.I», uno choc nel 1967 ma anche oggi graffia l’anima. Urania riserva croci e delizie: libri di buona qualità (quasi sempre) a basso prezzo ma spariti dalle edicole diventano quasi introvabili.

Per restare alla fantascienza doc uno dei migliori libri tradotti nel 2011 è il romanzo breve «Atto primo» (Delosbook) della statunitense Nancy Kress. Una spanna sopra «La città & la città» (Fanucci) dell’inglese China Miéville.

Interessante la produzione italiana 2011. Eccellente l’antologia «Ambigue utopie» uscita da Bietti. Assolutamente da leggere il romanzo «Korolev» (Urania) con il quale Paolo Aresi ha costruito un fanta-omaggio all’uomo che fece volare, giusto 50 anni fa, Yuri Gagarin. Tra fantascienza e territori attigui si muove «Cambio di stagione» (Edizioni il foglio) di Maurizio Cometto: è il suo primo romanzo dopo essersi fatto conoscere come un mago dei racconti. Fra gli esordi Vincenzo Spasaro: il catturante «Assedio» passa in edicola ma con Segretissimo (barattoli appunto). C’è un pezzo di Sardegna in questa carrellata: «La pesatura dell’anima» (Kipple Officina Libraria) di Clelia Farris porta in un Egitto inestitente ma indimenticabile.

Ha senso parlare qui di libri non chiamati fantascienza ma che indubbiamente lo sono? Per capirsi: l’ultimo Stephen King o il bellissimo «La strada» di Cormack McCarthy, ristampato dopo il successo del film. O ancora i recenti libri di Philip Roth, di Gioconda Belli, di Kazuo Ishiguro per dirne solo altri tre. Lasciamoli da parte e fermiamoci su ciò che tutti chiamano fantascienza. Per segnalare che in questo cielo nel 2011 è comparsa una nuova stella, della luminosità di Isaac Asimov e di Philip Dick (perennemente ristampati: il primo da Mondadori e il secondo da Fanucci, spesso in nuove e migliori traduzioni).

L’astro è il canadese Robert Sawyer e il miglior romanzo 2011 è il suo «WWW 1: risveglio», uscito su Urania.La vicenda ha due piani principali che scorrono insieme sin dalla prima pagina più alcune storie “minori” sullo sfondo. Sul piano 1 c’è la giovane Caitlin: simpatica, attiva, quasi un genio nelle scienze ma con una vita resa difficile dalla cecità. Il piano 2 all’inizio risulta indecifrabile: quando l’impossibile avviene tutto apparirà ovvio, inevitabile. Si incontrano di sfuggita la Cina delle catastrofi tenute nascodste e di un coraggioso blogger ma anche una scimmia che ha imparato il linguaggio dei sordomuti e sa dipingere. Se è Urania sarà difficile da trovare? Vero ma quel «1» nel titolo fa capire che siamo alla prima puntata di una trilogia (sui «misteri del www») e dunque attendete con fiducia il seguito.

UNA BREVE NOTA

Questa mia recensione è uscita (parola più, parola meno) il 31 dicembre nel supplemento libri del quotidiano “L’Unione sarda“. Devo però segnalare un errore e un dissidio. Infatti sostiene Cometto – senza essere Pereira – che “Cambio di stagione” è il suo secondo romanzo perchè il primo, intitolato “Il costruttore di biciclette“, uscì nel 2006; devo dargli ragione su questo punto perchè in effetti il romanzo (molto bello) l’ho anche letto, un mio errore perciò. Il dissidio invece è questo: ri-sostiene Cometto (senza ri-essere Pereira) che il suo “Cambio di stagione” è fantastico non fantascienza. Incredibile la sfacciataggine di certi piemontesi. Intanto cos’è fantascienza lo decido io, semmai dopo aver riletto Lewis Carroll; in secondo luogo vorrei ricordare a Cometto che la presunta autonomia autoriale non esiste: chi scrive è notoriamente un prolungamento di chi recensisce, senza alcuna automia di pensiero. La smetta dunque costui di contraddirmi o in una prossima (mia) vita lo retrocedo a un Baricco qualsiasi. (db)

Redazione
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18 commenti

  • Scorretto. Scorrettissimo. Nessuna proporzione tra reato e pena. Perché non dirgli invece, nella prossima vita ti priverò della tua? Essere ridotto al minirango di un Baricco è troppo, veramente terribile! Meglio essere assassinato che torturato in eterno!
    Non ti ci facevo db!

  • Dimenticavo: quel che è fantascienza lo stabilisce ognuno che ne legga. E, sì, l’autore è una, a volte spiacevole, sempre superflua, estensione del recensore. Non a caso Borges ha scritto uno tra i suoi racconti migliori basandolo sulla recensione di un autore inesistente (Menard).

  • Ma non capisco: se “quel che è fantascienza lo stabilisce ognuno che ne legga”, non finisce che può essere fantascienza tutto e il contrario di tutto? Allora i generi non esistono più, o meglio, li stabilisce il lettore a suo piacimento (se vuole)? Allora è relativismo completo? Forse davvero è così, e non mi dispiace affatto.
    In quanto alla pena comminatami, se posso scegliere una sola cosa da avere in comune con Baricco, in modo molto prosaico, scelgo il (suo) conto in banca. In questo dettaglio non si tratterebbe di retrocessione, ma di avanzamento (si tratta sempre di un punto di vista molto, ma molto relativo) 🙂

  • Marco Pacifici

    …ma siete proprio dei materialisti…altro che fanta (scienza o stico?),qui siamo a retroavanzare per qualche centinaia di migliaia di euri…donate,anzi donatemeli e liberatevi di queste borghesi pesantezze… ci “fantastichero'” sopra… 😉

  • non è la prima volta che in questo blog m’imbatto nell’oscuro termine “baricco”.
    si può sapere che diamine significa???

    • non significa niente. Non ti ci affannare, non riuscirai a cavarci un ragno dal buco. Si tratta del nulla in un nulla rivestito di nulla. Impura forma in deficiente contenuto.
      Buon Dio della Francia, esclamavano i Francesi alle prese con i terribili vandeani sanfedisti calabresi, che quello dell’Italia non è per niente buono! Ecco, per dire, il Cardinale Ruffo della letteratura.
      E’ chiaro adesso?

  • Ehi non offendiamo Baricco, ha solo il brutto vizio di voler essere considerato nella Cultura quando lui stesso ci sputa sopra ( anche se, a ben guardare, se lo può quasi permettere). Diciamo che si intende Baricco in senso metaforico “creatura mediocre che ritiene di essere un grande”… per il resto, il Baricco scrittore, da cui l’espressione gergale deriva, può piacere o non piacere, of course ^_____________^
    Per quanto riguarda il nuovo relativismo fantastico, ristretto o generale, concordo in pieno con Moorcock e in parte con Miglieruolo. La fantascienza, come più volte sostengono sia Asimov che Dick, non è altro che la risposta all’industrializzazione della società, è lo studio estrapolativo dell’impatto della tecnologia sull’uomo in ambito privato e sociale. Non per nulla le prime opere vere e proprie di fantascienza, con un loro linguaggio e un loro statuto tematico e immaginativo, sono ascrivibili a H.G. Wells. Il termine “Fantastico”, ben lungi dal voler accostarsi al gotico, al bizarre, al favolistico, viene bene determinato nei suoi ambiti dallo studioso Todorov, quando egli afferma nel suo studio “La letteratura fantastica” che il termine fantastico si riferisce a quella particolare condizione in cui non si sa decidere per una soluzione razionale o metafisica alla situazione presentata nel racconto. Questo inoltre crea un senso di estraneità che porta direttamente alla categoria del perturbante di Freud, immediatamente rinchiusi dunque nello stretto stipetto dell’Inconscio.
    Moorcock dunque non fa che dare veridicità e conferma alle teorie riscontrate da Todorov quando fa le sue affermazioni su magia e scienza… chi si pone nella zona di grigio tra le due, è uno scrittore del fantastico. Chi invece si pone in una delle due strade o addirittura ne costruisce di nuove, è ascrivibile ora al metafisico, surreale, soprannaturale, fantasy, horror mentre dall’altra parte è ascrivibile alla fantascienza e al thriller non disdegnando la narrativa mainstream.
    Per Borges, il discorso cambia radicalmente. Per il Cieco, noi tutti siamo indegni bibliotecari della Biblioteca che è l’Universo, di cui conosciamo a malapena qualche libro a scaffale e alla biblioteca nascosta nella circonferenza infinita che la circonda, non potranno mai accedere. In questa Biblioteca, tutti i libri a scaffale contengono tutto di tutto, il contenuto si ripete in ogni possibile combinazione e in modo infinito e periodico (quasi a catena di DNA, per intenderci). Nella Biblioteca di Babele Borges pone in metafora ciò che spiega in concreto con Peirre Menard, autore del Quicote. Menard vuole ricopiare da bravo amanuense moderno tutta l’opera di Cervantes che dovrebbe rappresentare l’ Idea Platonica di Letteratura, la Letteralità. Ma nonostante tutto, egli non arriverà a cogliere la cosa, poichè non sarà mai una ricopiatura perfetta, ma ci saranno sempre sviste, omissioni o cose in più, che andranno ad aggiungersi ai libri della Biblioteca. Tutto è già stato scritto ma non riusciremo mai a coglierlo, a comprenderlo (comprehensio), anche se ne abbiamo la visio. Essi rimarranno sempre vuoti nomi privi di senso anche se casualmente vengono a formare la Divina Commedia o il Don Chisciotte. E il lettore in questo purtroppo temo si trovi esattamente come il buon Adso da Melk alla fine del “Nome della Rosa”… Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.

  • quel che è fantascienza lo stabilisce ognuno che ne legga…

    mamma mia che brutto modo di esprimersi! involutissimo…

    Maurizio, mannaggia! non lo prendere pure alla lettera! Mai un’espressione presa alla lettera dice quello che è stata incaricata di dire. Volevo solo sottolineare i confini labilissimi del termine fantascienza. Nonché la difficoltà di definirla. Ognuno la fa a modo proprio. Modi diversissimi tra loro. Tanto che ho (quasi) smesso di formulare soluzioni sul quesito che tutti si ostinano a riproporsi (cosa è la fantascienza), nonostante gli insuccessi in merito. Per cui, non trovando risposte esaustive e definitive, ho preferito ripiegare sulla funzione che la fantascienza ha o avrebbe svolto. In relazione a se stessa, alle proprie necessità espressive, nonché a quelle dell’intera letteratura, che ha contribuito a rinnovare.
    Accanto a questo pongo il perché della fantascienza. Il perché sociale che la giustifica. Che la ha anzi promossa. Su questo punto credo di essere approdato a qualche risultato. Bisognerà però vedere cosa ne pensano gli altri. Possibile non siano d’accordo. E che preferiscano invece insistere sulla strada di un “cosa è” che non troverà mai la risposta in grado di mettere d’accordo la maggioranza.

  • mentre preparavo il mio commento, Astrofisico inseriva il suo.
    Non posso far altro che apprezzare e auspicare approfondimenti. La porta del mio blog è sempre aperta, lo tenga presente.

    Nonché chiedere scusa a baricco. In genere non ho la mano tanto pesante, anzi cerco di evitare. Ma cavolo, quei due libri comprati, aperti e richiusi, mi bruciano. Non tanto il primo, quanto il secondo. A Roma si dice, la prima volta è colpa tua, la seconda è colpa mia. Ecco, non so perdonare a baricco la dabbenaggine mia, la mia colpa. E come si sa, chi ha torto, va su tutte le furie.

  • Sbaglio o nel résumé dell’italica produzione duemilaundici manca il Premio Urania Morellini che pure in questo blog è stato (giustamente) esaltato? Saluti, F.

  • Io invece metterei nel novero il grandissimo ‘Vic’ Curtoni, che tra l’altro è uno dei due Vittorio fantascientifici preferiti da Daniele, col suo canto del cigno, “Bianco su nero”, uscito a fine Settembre per Delosbook.
    Imperdibile.
    Vi
    zzz

  • E comunque questa frase è da antologia: “chi scrive è notoriamente un prolungamento di chi recensisce”.
    Chapeau,

  • e io l’ho confermato in pieno…. miglieruolo, dammi il link del tuo blog che vado a godermelo. Comunque il mio discorso era per avvalorare la tua tesi. Non per confutarla. Ti ho mostrato che i confini sono chiari ma le zone di grigio sono tantissime e troppo spesso abbiamo autori che si celano in queste lande. Io in primis. Quando scrivo fantascienza mescolo elementi di fantasy, quando scrivo fantasy mescolo con fantascienza. Asimov ha scritto ottima e imperitura fantascienza ma anche dei perfetti gialli con dei detective memorabili. Le sue storie robotiche hanno solide strutture giallistiche… Philip Dick non ne parliamo… questo per mostrarti come Wells ha gettato le basi dove prima vi erano stati i timidi abbozzi di Verne e la tradizione fantastica ( da Luciano di Samosata a Cyrano de Bergerac, fino a sfociare in Edgar Allan Poe e in parte anche in Mark Twain). Inoltre pure io trovo correttissima e davvero ben detta la tua affermazione “chi scrive è notoriamente un prolungamento di chi recensisce”. Borges, per corroborare ulteriormente la tua tesi affermava che “leggere è una facoltà più nobile dello scrivere, denota la grande capacità di ascoltare…”. Cosa questa ultima che, se posso permettermi, abbiamo perso da troppo tempo nel nostro imbarbarimento culturale e sociale. Andiamo talmente di corsa, presi dalle smanie dei soldi che non ci sono e di impieghi che mai troveremo, da dimenticarci di ascoltare chi ci è accanto e magari ci vuole bene…

    • cliccka sul nome miglieruolo in alto a sinistra del riquadro, il nome che precede tutti i commenti, e il pc ti ci porterà direttamente.
      I due blog sono collegati. Il mio è nato come ausiliario al blog di Daniele, ma possiede una sua piccola autonomia funzionale. I post principali sono gli stessi. Come quello di oggi, a esempio, che riprende quello nel quale stiamo discutendo.
      A ogni buon conto riporto l’indirizzo:
      http://miglieruolo.wordpress.com/

  • grazie a tutti (neanche una donna a commentare? questa fanta-sezione del blog inizia a preoccuparmi).
    devo qualche chiarimento ad appassionate/i e novelline/i
    Sinteticamente (o quasi):
    1 – lo spazio sull’Unione sarda era poco e lì ho dovuto forzare, in blog di solito c’è molto di più; però mi sembrava utile riproporlo come riassunto di un anno e vedo che ha suscitato interesse.
    2 – sì Morellini mi è assai piaciuto e ne ho scritto qui.
    3 – Curtoni stra-merita un omaggio: attendo di leggere il suo ultimo e le ristampe annunciate in Urania Collezione (nome che ogni tanto inverto in Collez Urania, scusate) e ne riparlo sul blog…. spero in compagnia di altre/i.
    4 – ho appena finito di leggere l’ultimo trittico (ottimo) di Miglieruolo e martedì prossimo vi dirò.
    5 – ci sono italiane/i da proporre o riproporre: mi riprometto spesso di trovare il tempo (aiutoooooooooo, il tempo) per esaltare la bravura di Catani… prima o poi mantengo la promessa.
    6 – restando in Italia dicono gran bene di Franco Forte (uscito su “Segretissimo”, come Vincenzo Spasaro) e spero di recuperarlo.
    7 – nella rassegna 2011 qualcosa non c’era anche perchè…. mancava dalle mie letture (a esempio ho ancora da gustare le ultime uscite Delos dove, vado a fiuto, credo che Chiang sia, per dirla con Pippo, yuk-yuk).
    8 – mi obiettano che Sawyer è una conferma (scrive da vent’anni) più che una rivelazione: giusto. Ma, a parte che diventa sempre più bravo, in Italia comincia ad essere amato (e paragonato ai grandi e alle grandi) solo adesso. Fra i libri che ho letto quest’anno “Www-1, risveglio” mi è parso quasi perfetto.
    9 – mi scappano un mucchio di refusi (grave per un ex correttore di bozze): a esempio Cormac è diventato erroneamente Cormack.
    10 – la disputa sul genere, sui barattoli e su autori/autrici che soccombono ai critici è perlopiù scherzosa (io mi sono molto divertito); a tal punto leggera che non abbiamo parlato di mercato… Però io sono serissimo a dire che non scambierei un “grammo” di Com-etto con un “chilo” di Bah-ricco.
    11 – certi libri ormai costano troppo per le mie tasche e la pur fornita, aggiornata, vivace biblioteca di Imola non sempre ha quel che vorrei; dunque leggo in ritardo o buco libri che in altri tempi avrei subito divorato (l’ultimo del ciclo di Eymerich, tanto per dire).
    Da qualche parte c’erano un 12, un 13 e un 14, fors’anche un 15. Ma non li trovo, mannaggia alla seconda legge della termodinamica.
    Finisco ringraziando chi colma le mie lacune (ho appena recuperato Miéville, ora mi accingo a scoprire Matt Ruff).
    Che la Forza sia con voi…. perbacco, questa mi è scappata.
    (Dibbì)

    • uh, ah, eh, ih, oh
      ecco il 12 che prima mi era scappato: la definizione di Moorcock che cito era una risposta all’ intervista – anzi (co-)intervista – di Emanuele Manco e Salvatore Proietti, uscita sul numero 59 di “Robot” che avevo correttamehte citato in blog (digitate “Coleman Finlay e molto altro”) ma poi omesso, per ragioni di spazio, nel riassunto sull’Unione Sarda. Scuuuuuuuuuuuuuuuuuusate.

  • Però io sono serissimo a dire che non scambierei un “grammo” di Com-etto con un “chilo” di Bah-ricco.

    Urca! che tu mi abbia spogliato di questa battuta (entro un paio di secoli sarebbe certamente venuta anche a me) è un torto tale che non ti perdonerò mai.

  • due persone, da poco approdate alla fs, mi pongono – in privato – un quesito per me irrisolvibile e che dunque giro alle lmg (larghe masse galattiche): “nel bilancio di un anno perchè mettere solo i libri stampati in quei risttretti 12 mesi?”. In effetti se X legge “Cristalli sognanti” nel 2012, di certo quello è uno dei libri del “suo” anno. Ma, trattando noi di fantascienza, perchè escludere i libri che arrivano dal futuro? Vi viene in mente qualche libro letto nel 2011 così avanzato da essere qui solo per un inspiegabile salto temporale?
    (Il vantaggio di porre domande è scapolare sulle risposte)

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