Gaza: «15/10/2023»
Heba Abu Nada è stata uccisa da un bombardamento israeliano cinque giorni dopo aver scritto questi versi.
Appuntamento con “la cicala del sabato” (*) e notizie su un libro importante: «Il loro grido è la mia voce» (**)
Il suono che sentiamo è il suono della morte che ci ha
superato per scegliere altri,
siamo ancora vivi e sentiamo il suono della morte di altri che
conosciamo, diciamo:
grazie a Dio, l’ultimo suono che hanno udito non è stato
il suono di un razzo.
Chi sente il suono del razzo sopravvive.
Siamo ancora vivi fino a nuovo avviso.
(traduzione di Nabil Bey Salameh)
In “bottega” vedi Gaza: in ricordo di Heba Abu Nada
(*) Qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, Cicala invia ad amiche/amici per 5 giorni alla settimana i versi che le piacciono e ogni sabato sceglie una poesia da regalare alla “bottega”. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni.
(**) E’ un libro importante «Il loro grido è la mia voce: poesie da Gaza» – 144 pagine per 12 euri – pubblicato da Fazi: è stato curato da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Testi, con la prefazione di Ilan Pappè e gli interventi di Susan Abulhawa e Chris Hedges, E’ anche un’iniziativa concreta di solidarietà con la popolazione palestinese: per ogni copia vendita l’editore darà 5 euri a EMERGENCY «per le sue attività di assistemza sanitaria nella Striscia di Gaza». Del libro riparleremo, per vari motivi fra cui la notizia che un gruppo di musicisti emiliano-romagnoli sta scrivendo le partiture per un concerto che userà come cerniera alcune di queste poesie.

