Giamaica, Molfetta, Alabama, catari e Jim Thorpe

Ex schiavi contro schiavi. In Giamaica molti fuggiaschi si raggruppano in due bande, chiamate Maroon (dallo spagnolo Cimarrones), e resistono agli inglesi. Dopo 10 anni di guerriglia, il 1 marzo 1739 un trattato concede loro 600 ettari: in cambio devono dare la caccia agli schiavi in fuga e aiutare gli inglesi a sedare le ribellioni.

Sono le 13: alla sede de «Il giornale», in via Negri a Milano, muore Paulin Zojza, è il 3 marzo 2004. E’ uno dei purtroppo tanti omicidi bianchi che Paolo Berizzi racconta in «Morte a 3 euro», uscito due anni fa da Baldini Castoldi. Ancor più tragico, quello che accade esattamente 5 anni dopo Molfetta, in una cisterna. Un massacro che purtroppo non è annuale ma quotidiano.

E’ lungo 270 chilometri il reticolato voluto in Libia da Graziani: i lavori iniziano il 5 marzo 1931. In quei lager moriranno circa 70 mila persone.

«Bloody Sunday». I neri furono picchiati, arrestati (3400, fra cui Martin Luther King), alcuni uccisi. A Selma, in Alabama, la polizia impiegò un’arma nuova, pungoli elettrici. Ma quel giorno, il 7 marzo 1965, la storia cominciò a cambiare e poco dopo il presidente Johnson riconobbe ai neri il diritto di voto.

Mohandas Karamchand Gandhi lancia il boycott contro il colonialismo e per l’indipendenza: è la «marcia del sale», partita il 12 marzo 1930. Gli inglesi reagiscono con 60mila arresti.

Gli ultimi catari circondati a Montségur salgono volontariamente ai roghi per non abiurare, almeno 240 le vittime: è il 16 marzo 1244. Una storia raccontata da Domenico Dante in «Il tempo interrotto» (Palomar 2009). Un altro 16 marzo ma del 1968 i soldati statunitensi uccidono 507 persone (perlopiù donne, vecchi e bambini) a My Lai in Vietnam.

Dorothy Day fu suffragetta, femminista, socialista, poi cristiana e impegnata per i senza tetto: era nata il 18 marzo 1897, la sua storia è una di quelle in «La vita a passi di donna» (Emi, 2009).

Il Senato Usa approva un articolo supplementare della Costitzione sui pari diritti uomo-donna: è il 22 marzo 1972 (confermo, avete letto bene: 1972).

Il più grande atleta di tutti i tempi è probablmente Wa Tho Huch cioè Sentiero lucente (noto come Jim Thorpe). Morì il 23 marzo 1952: con l’inganno gli avevano tolto le medaglie olimpiche. La sua vera colpa? Era un pellerossa.

Haywood Patterson è colpevole di aver stuprato due donne: i giudici decisero così il 25 marzo 1931: «scontò 16 anni per un reato che non era neppure avvenuto» racconta Joanna Bourke in «Stupro» (Laterza 2009). La sua vera colpa? Era nero.

La fabbrica Triangle brucia a New York: 146 operaie morte, perlopiù di origine italiana o ebree dell’Est europeo. Ma il 25 marzo 1911 non è ricordato nei libri di storia.

Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona firmano il decreto che espelle tutti gli ebrei dalla Spagna, eccezion fatta per chi si converta al cattolicesimo: è il 30 marzo 1492.

Emma Giacobini, 4 anni, è la prima vittima (poi altre 5) del «mostro di Roma»: il 31 marzo 1924 inizia una storia senza conclusione. Infatti quello che tutti vogliono colpevole, Gino Girolimoni, è innocente e alla fine verrà scarcerato. Alla fine nessun colpevole… Forse l’assassino è il fratello di un gerarca che fa internare il “mostro” all’estero: il prestigio del Fascio viene ben prima della legge.

in uscita: sul numero di marzo della rivista “Cem mondialità”

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