Grecia: giustizia per Zaki

Corrispondenza dalla Grecia di Michele (Mikis) Mavropulos: con brani dai giornali di fine settembre

Il 21 settembre 2018 l’attivista queer e performer drag noto come Zackie Oh viene selvaggiamente picchiato – fino a morirne – nel centro di Atene (*)

«Tre anni di memoria, nessuna giustizia»

 

  • Manifestanti, amici, compagni e la famiglia di Ζak si sono riuniti in via Gladstone dove è stato assassinato e con slogan, applausi e canti si sono uniti in un enorme fiume di rabbia che scorreva verso piazza Costituzione.

«come è possibile tutta la sofferenza stare in un abbraccio?
Mio figlio,
hai fatto diventare più bello il mondo con le tue parole, la tua gentilezza e compassione, la tua anima gentile e il tuo amore.
E tu manchi da tre anni,
e hai lasciato ferite aperte e la tua magia volare in aria cercando un posto dove nidificare.
La polvere d’oro che hai sparso andando via, viaggia nell’atmosfera ed è come chiudere un occhio su di noi e dire «Eccomi, le mie opere, le mie parole, i miei scritti
sono qui».
Continuate finché ogni scarpa che sta calciando non si trasforma in cenere nel suolo dell’inferno».

La sua poesia di ieri a mezzogiorno ha fatto il giro di Internet. Sono le parole e le immagini fatte da una madre che chiede giustizia per l’omicidio del suo figlio e, qualche giorno fa, erano in migliaia a seguire i consigli di Eleni Costopoulou. Sono passati tre anni dal mezzogiorno nero del 21 settembre, quando il suo corpo giaceva privo di sensi sulla strada pedonale di Gladstone davanti a decine di passanti, lasciando il suo ultimo respiro.

EUROKINISSI/ΤΑΤΙΑΝΑ ΜΠΟΛΑΡΗ

Tre anni da quando i titoli dei giornali parlavano di «rapina», tre anni da quando un omicidio ha debuttato sui nostri schermi flirtando con i riflessi più atroci della società. Quest’anno la manifestazione organizzata dall’Iniziativa #Justice4ZakZackie è stata diversa: tra meno di un mese i sei imputati siederanno davanti alla Corte Mista e – finalmente – la Giustizia greca si pronuncerà in primo grado.

EUROKINISSI/ΤΑΤΙΑΝΑ ΜΠΟΛΑΡΗ

«Tre anni di memoria, nessuna giustizia», ​​si è sentito anche durante il corteo l’altro giorno da migliaia di labbra. I manifestanti, gli amici, i compagni e la famiglia di Zaharias si sono riuniti in via Gladstone per formare un enorme fiume che scorreva verso piazza Syntagma, gridando: «Non c’è stata rapina a Omonia, poliziotti e padroni hanno fatto assassinio», fino a quello degli ultimi giorni «Il 20 ottobre saremo tutti lì, Zaki è vivo, schiacciate i nazisti». In testa al corteo c’era lo striscione che recitava «Zackie è viva, schiacciate i nazisti: le nostre vite hanno valore».

EUROKINISSI/ΤΑΤΙΑΝΑ ΜΠΟΛΑΡΗ

«I due imputati che lo hanno picchiato continuano a muoversi liberi, mentre altri quattro, gli agenti di polizia che hanno ammanettato e preso a calci furiosamente il corpo privo di sensi di Zak, continuano a lavorare fino ad oggi», commenta Nikos, che marcia mano nella mano con il suo compagno lungo la strada. «La giustizia si sta muovendo lentamente in un caso che ha scioccato tutti e me personalmente». Nikos aveva 17 anni quando ha visto il video del linciaggio di Zak e all’indomani del suo omicidio ha deciso di dichiarare alla sua famiglia di essere gay. «Da allora partecipo ad ogni corteo, sono ‘presente’ e aspetto giustizia».

ΜΑΡΙΟΣ ΒΑΛΑΣΟΠΟΥΛΟΣ

«Non è solo il fatto che stiamo aspettando da tre anni, scendo in piazza per tutte quelle volte da quando è stato insultato, e la pesante consapevolezza che ci accompagna, del fatto che ognuno di noi potrebbe essere al posto suo», aggiunge Michalis, accanto a lui:» L’ingiustizia più palese del caso Zak, tutta la Grecia ha visto quasi in prima visione il suo omicidio in TV e ancora non è successo nulla, è qualcosa di unico, a me fa molto male»

Poco più avanti e mentre il corteo si dirige verso Syntagma, sta Maria col suo bambino ancora nel passeggino: «Quest’anno è la prima volta che scendo in piazza per protestare per Zak. Il compimento di tre anni ormai mi fa domandare: cosa accadrà, come andrà il processo, se questo capitolo si chiuderà finalmente».

Il corteo arriva in piazza Syntagma, mentre Maria aggiunge: «Cito Zak quasi ogni giorno. Non voglio che i miei figli crescano in un mondo in cui un ministro della Salute è l’ex difensore civico in un simile crimine, né in un mondo in cui la famiglia della vittima non può dormire tranquilla. È mio dovere scendere e scenderò per tutto il tempo necessario d’ora in poi».

EUROKINISSI/TATIANA ΜΠΟΛΑΡΗ

Fuori dal Parlamento, i manifestanti formano la parola «Zak» con candele accese per terra, mentre mormorano la sua canzone preferita.

In sua memoria ci sono state manifestazioni, discussioni chiuse e assemblee aperte per il trauma di un’intera comunità, il volto di Zaki è diventato uno stencil, un graffito, un nome di strada e la sua storia, un verso cantato da migliaia di labbra. E ora arriva il momento in cui la famiglia di Jacques, la comunità LGBTQI e un’intera società stanno aspettando di dare il loro prossimo combattimento, in aula del tribunale, sperando che la decisione dia loro un respiro di libertà.

cfr su “Voci globali”

Zak Kostopoulos, storia dell’attivista greco morto di pregiudizio

Il 21 settembre del 2018 l’attivista queer e performer drag noto come Zackie Oh, viene selvaggiamente picchiato nel centro di Atene. In pieno giorno, sotto gli occhi di decine di persone. Muore in ambulanza, con i polsi ammanettati dietro la schiena. Nei giorni successivi i media danno ampio spazio ad una narrativa dell’accaduto totalmente falsata; nel frattempo, le indagini vengono condotte fra approssimazione e depistaggi. Il prossimo 21 ottobre, dopo ben tre anni, si terrà l’udienza per la morte di Zak, divenuto simbolo dell’omofobia che pervade le nostre società.

 

 

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

  • Il libro “Zak / Zackie Oh” nasce nel 2016 come progetto di narrazione testuale e fotografica della realtà del giovane attivista LGBTQI+ Zak Costopoulos a cura della giornalista Maria Louka e del fotografo Alexandros Katsis. Incontri, discussioni, interviste, fermentazioni con Ζακ hanno portato alla creazione di una cucitura di parole, pensieri e immagini.

    Scene indescrivibili di passione e lotta quotidiana, riflessioni sull’esistenza, l’amore e le grandi questioni sociali, glitter, umorismo, delusioni, emozioni, hashtags, dialoghi spontanei. Un libro che sembra più un diario personale di un uomo che affascina con il suo discorso senza pretese e profondamente politico. Nelle sue pagine, la vita quotidiana di Zak è catturata dall’introversione della sua privacy, dall’estroversione seducente del suo alter ego, la drag queen Zackie Oh. E nella storia di Zak è registrata allo stesso tempo la lotta costante di una comunità per l’uguaglianza e il rispetto.

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