I falsi giovani e i veri bugiardi

di Gianluca Cicinelli (*).

A seguire una noticina della “bottega” a proposito di diogeneonline.

Tra i pochi commentatori privi di fronzoli e banalità, Ilvo Diamanti è persona i cui articoli vanno letti perchè oltre a non essere banali sono basati sempre su ricerche serie. Naturalmente i dati sono lì apposta per essere interpretati e stavolta l’editorialista d’interpretazione ne ha sparata una non all’altezza della sua fama, semmai all’altezza o bassezza della fama del gruppo editoriale Gedi, sottosezione Repubblica. Si parte dai dati raccolti in molti Paesi dall’ Osservatorio Europeo curato da Demos, per la Fondazione Unipolis, dedicato alla Sicurezza. La sicurezza come viene percepita dai cittadini tra pandemia, guerra e crisi economica, la paura che percorre il continente insomma. La ricerca ci racconta come alcune paure che precedevano la pandemia, quella dell’immigrazione su tutte, seppur retrocesse dinanzi a emergenze più attuali, restino latenti e pronte a riemergere con la crisi economica. Non desta meraviglia che tensioni e insoddisfazioni nei Paesi più forti economicamente nella Ue impauriscano il 40% dei cittadini.

Le sorprese si verificano arrivati alla voce “giovani”. Futuro bloccato – e qui cominciano le intepretazioni discutibili – dai “privilegi” conseguiti dalle generazioni precedenti. Naturalmente (non è scritto ma è implicito) su tutte l’accusa che colpevolizza maggiormente gli adulti riguarda il “privilegio” pensionistico, che toglierebbe risorse. In Italia il termine giovane riguarda ormai persone intorno ai 50 anni allontanando la vecchiaia, che ormai viene considerata tale in Italia a partire dai 74 anni contro i 68 della media europea. Questo frena e vincola le aspettative dei giovani veri, bloccati nelle possibilità di carriera e costretti a migrare in quanto svantaggiati nella “mobilità sociale”. Il problema c’è e sarebbe assurdo non vederlo. Quello culturale su tutti: ovviamente a partire dall’esigenza di modificare l’economia per contrastare il riscaldamento globale, provocato, questo sì, dall’incapacità di chi, cresciuto in un mondo dove veniva fatto credere che le risorse naturali fossero illimitate, non riesce a prendere atto che quel modello è insostenibile economicamente e ambientalmente.Conclude Diamanti: “Mentre la vecchiaia avanza. E noi fatichiamo ad accettarla. Così, de-limitiamo il futuro. Dei giovani. E di tutti noi. Con il rischio di perdere di vista l’orizzonte. E dimenticare il passato. Per questo conviene ascoltare i giovani. E guardare avanti. Senza illudersi di fermare il tempo”. Senza illudersi di fermare il tempo, è il messaggio importante di questa lettura. Senza illudersi invece, vorremmo spiegare a Diamanti in un contraddittorio, che se le persone a 50 anni competono sul mercato del lavoro con quelle di venti anni non è a causa della loro pigrizia, costretti per vivere a fare consegne di pizze e altre fatiche di cui farebbero volentieri a meno. Potrebbe chiedere conto Diamanti ai dirigenti del gruppo editoriale per cui lavora quante sono le persone che loro hanno prepensionato poco sopra i 50 anni, togliendo così ulteriori risorse ai giovani per le pensioni future e scaricando sullo Stato i costi della loro incapacità imprenditoriale.

Leggendo le righe di una persona di solito attenta come Diamanti diventa chiarissimo come chi scrive di problemi sociali non ne abbia e soprattutto non conosca la miserabile, nel senso di miseria, concretezza che colpisce chi li ha. Per questo con un gruppo di persone giovani e precarie, coordinate da questo vecchio precario, abbiamo dato vita a “Diogene”, un quotidiano on line che parla della vita … che non compare sugli altri giornali. La vita dei disgraziati, dei ladri di piccola tacca, dei poveracci, dei migranti, dei senzatetto, dei contadini, degli ultimi della terra dall’Italia alla Nuova Zelanda passando per l’India. E vi chiederemo soldi per questo, e li chiederemo agli enti pubblici e privati proprio perchè, noi come altri, siamo tagliati fuori da quell’economia che compie disastri attribuendoli a chi non decide il proprio futuro.

donazioni con paypal a diogene@diogeneonline.info
e tramite bonifico a IT16X0501803200000017121393 Diogene Aps BANCA POPOLARE ETICA

(*) articolo in origine pubblicato https://diogeneonline.info/i-falsi-giovani-e-i-veri-bugiardi/

Una noticina della “bottega” a proposito di diogeneonline.

Chi ci segue con attenzione sa che in questo spazio non abbiamo mai chiesto soldi per il nostro lavoro. Un paio di persone anni fa ci hanno offerto piccoli contributi e noi, dopo averle ringraziate, abbiamo declinato l’offerta (ah, le frasi fatte) e le abbiamo indirizzate verso alcune giuste cause. Nella nostra piccola redazione abbiamo anche discusso sulla possibilità di accettare alcune pubblicità non indegne (libri, per esempio) e abbiamo optato per il no. In qualche occasione invece “la bottega” ha sostenuto campagne di crowdfunding (crowd sarebbe “folla”… ovviamente si fa per dire) o rilanciato appelli sociali. Sostenere un’urgenza oppure un lavoro di lungo respiro – noi pensiamo a ciò che fa l’associazione «Verso il Kurdistan» ma anche «Cittadinanza e minoranze» – è faticoso, soprattutto per chi non nuota nei soldi, ma necessario. Tutto questo lungo “cappello” è necessario per spiegare che vi chiediamo di sostenere il quotidiano Diogene on line. Viviamo in un’Italia sempre più sfrontata nell’esaltare i ricchi (senza chiedersi “di che sangue grondi” quel denaro facile) e nel nascondere l’impoverimento programmato dall’alto: chi – come il gruppo intorno a Diogene – mette sotto i riflettori “gli ultimi” (che tali non sono per scelta o per destino ma per precise scelte in politica ed economia di chi governa) ci aiuta a rovesciare l’infame narrazione dominante. E in prospettiva a dare le gambe (per non esagerare … diciamo le zampette da millepiedi?) a chi tenta di costruire una piattaforma politica per il futuro rimettendo al centro gli interessi del 99 per cento anzichè quelli dell’1 per cento che succhia il nosto sangue. Perciò nella nostra piccola bottega continueremo a riprendere molti articoli “diogenisti” ma voi, se potete, date loro ogni tanto un piccolo contributo economico e/o fate circolare ciò che fanno. Grazie.

ciuoti

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