«I nazisti di Ludwig e il rogo del cinema Eros»

Guido Caldiron sul libro di Saverio Ferrari. Il primo delitto a Verona il 25 agosto 1977  rinchiudendo il nomade Guerrino Spinelli nella sua 126 e incendiandola

 

Davvero una SCOR-DATA questa perchè i Palazzi e i loro media vogliono (devono) farci dimenticare date, fatti, persone dell’ «agenda nera» che ha insanguinato l’Italia: perchè troppo evidenti sono le complicità con quei crimini di gran parte delle istituzioni … che si vorrebbero antifasciste ma raramente lo sono davvero. [db]

 

QUARTA DI COPERTINA DEL LIBRO

Dalla fine della seconda guerra mondiale la strage dell’Eros Sexy Center, con le sue sei vittime, è stata la più grave a sfondo politico compiuta a Milano, seconda solo a piazza Fontana. I neonazisti Wolfgang Abel e Marco Furlan, due giovani della Verona bene, che rivendicavano, tra aquile e svastiche, le loro azioni criminali come Ludwig, furono condannati. Volevano punire dei “viziosi. Un’azione riconducibile a un’ideologia basata sull’affermazione di una “razza” superiore di uomini.

Partendo da questa vicenda viene ora ripercorsa la storia di questa setta assassina, che operò dal 1977 al 1984, compiendo numerosi delitti, riscrivendola con buona pace delle perizie psichiatriche e delle sentenze che hanno ridotto il caso a una questione di follia individuale. L’azione di Ludwig, lucida, feroce e spietata, va, infatti, ricollocata a pieno titolo nel contesto della strategia della tensione, segnata da bombe e manovre eversive, certamente attive fino agli anni Ottanta, ma anche dall’uso terroristico di devianze esoterico-religiose. Ludwig ne è la prova.

Grazie alla documentazione emersa nelle inchieste sulle stragi nere, ora sappiamo che fu il gruppo nazifascista di Ordine nuovo a figliare Ludwig, con ben più di due persone al suo interno, non solo Abel e Furlan. Una di queste, Marco Toffaloni, veronese pure lui, dovrà rispondere prossimamente per la strage di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974.

Quella memoria del sangue che è ancora alla ricerca della verità

di Guido Caldiron (*)

«I nazisti di Ludwig e il rogo del cinema Eros» di Saverio Ferrari, per Red Star Press. Un libro che sulla base di quanto è emerso nelle ultime indagini sulla Strategia della tensione, e in particolare sulla Strage di Brescia, invita a riflettere su cosa si cela dietro i delitti compiuti tra il ’77 e l’84 da due giovani della «Verona bene»

Una lunga scia di sangue, scandita da ventotto delitti raccapriccianti commessi nello spazio di poco più di sei anni, tra l’agosto del 1977 e il marzo del 1984. Le vittime colpite con coltelli da cucina, martelli e accette o bruciate vive mentre dormivano in macchina o in rifugi di fortuna o mentre seguivano la proiezione di un film in un cinema «a luci rosse», l’Eros sexy center di Milano.

TUTTI OBIETTIVI della violenza fanatica di un gruppo neonazista che rivendicava i propri gesti con missive scritte a mano in caratteri runici, testi farneticanti – «La nostra fede è nazismo, la nostra giustizia è morte, la nostra democrazia è sterminio» – se quelle parole non si fossero tradotte in terribili atti concreti.

Quando, nella primavera del 1984, a chi si era celato fino a quel momento dietro la sigla di «Ludwig» si potrà finalmente dare un volto ed un nome, si scoprirà che si tratta di Marco Furlan e Wolgang Abel, rispettivamente 24 e 25 anni, due giovani della «Verona bene», studenti modello e, a detta di chi li conosceva, nazisti convinti. Saranno bloccati mentre cercavano di versare litri di benzina all’interno di una discoteca di Castiglione delle Stiviere, vicino Mantova.

Volevano incutere terrore nei loro coetanei in nome di una «morale» omicida che chiedeva l’eliminazione di ogni diversità e di ogni presunta devianza: avevano ucciso un nomade, un tossicodipendente, una prostituta, un omosessuale, ma anche degli anziani sacerdoti, «il fine della nostra vita è la morte di coloro che tradiscono il vero dio», avevano scritto nella rivendicazione di quest’ultimo delitto. Due giovani deliranti, pur condannati a trent’anni sarà loro riconosciuta la seminfermità mentale, che avevano agito da soli. Tanto da restare nella memoria collettiva del Paese più come dei serial killer che dei terroristi di estrema destra.

RICOSTRUENDONE la vicenda sulla scorta di quanto emerso nel frattempo dalle indagini sulla Strategia della tensione, e in particolare da quella sulla Strage di Brescia, Saverio Ferrari invita invece a porsi nuove domande con il suo I nazisti di Ludwig e il rogo del cinema Eros (Unaltrastoria, Red Star Press, pp. 122, euro 13). Dopo aver sottolineato come nei processi ad Abel e Furlan i giudici abbiano spesso sottostimato l’elemento ideologico insito nei loro crimini, Ferrari indica come invece proprio a questo profilo si dovrebbe guardare con attenzione per comprendere quali legami i due e l’intero percorso di Ludwig abbiano avuto con il circuito della destra radicale dell’epoca.

Ad una giovane conoscente i due avevano confidato, già prima che Ludwig iniziasse a mietere vittime, di far parte di «un gruppo politico-religioso» di estrema destra con alcune decine di aderenti che si riuniva regolarmente a Verona. Un ex aderente ad Ordine nuovo, avrebbe aggiunto qualche anno più tardi che «Ludwig era un’organizzazione composta da una decina di persone. Veneti, soprattutto veronesi, ma anche emiliani e qualche lombardo. Dei fanatici vicini all’associazione Ananda Marga». Una sigla, a metà tra esoterismo e anticomunismo, nata in India e cresciuta dagli anni Settanta anche in Occidente, che in Italia era legata a Ordine nuovo. Più che all’azione di due giovani fanatici, la nascita e la strategia di Ludwig si dovrebbe perciò ad un ambiente che già era stato all’origine di altri progetti di terrore. Senza contare che tra i possibili membri del gruppo, sottrattisi alla giustizia, potrebbero esserci alcuni degli ultimi indagati nella nuova indagine per la Strage di Piazza della Loggia del 1974.

«Alla luce di questa documentazione, la storia di Ludwig va riscritta – scrive Ferrari – , così come va chiarita definitivamente la sua natura, con buona pace delle perizie psichiatriche e delle sentenze che hanno ridotto il caso a una questione di follia individuale». Quanto accaduto andrebbe invece ricollocato «a pieno titolo nel contesto della Strategia della tensione segnata da bombe e manovre eversive». Del resto, «la natura di Ludwig era tutta politica, come politica fu la sua lucida, feroce e spietata azione».

RESTA, OLTRE ALLE ULTERIORI indagini che si possono auspicare e ai possibili nuovi sviluppi nella ricerca della verità, l’amara constatazione che proprio il Veneto, e in particolare Verona, dove Ludwig conduceva la propria campagna di terrore nel segno del «ferro e del fuoco» contro marginalità e diversità, si siano trasformate solo qualche anno più tardi nel laboratorio politico in cui sperimentare tutta la valenza propagandistica di slogan che parlano ancora una volta della necessità di «fare pulizia», includendo implicitamente l’idea che ci si possa sbarazzare in piena legalità di quanti si ritengano scomodi. Anche questa è un’eredità di quella stagione di sangue che andrebbe ulteriormente analizzata.

(*) ripreso dal quotidiano “il manifesto” del 27 luglio

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

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