I vampiri mai visti

Finalmente tradotto «La luce del sole», un bellissimo romanzo di Octavia Butler dove si può assistere al totale rovesciamento di quel che sappiamo (attraverso antiche leggende ma soprattutto libri, film e tv) o ipotizziamo sui vampiri.

Proviamo? Ecco 10 luoghi comuni: escono solo di notte; hanno i canini affilati come zanne; indossano mantelli neri; sono sterili; non riflettono l’immagine negli specchi; temono l’aglio; per ucciderli occorre un paletto di frassino: il crocifisso e l’acqua santa li mettono in fuga; c’è un legame fra i «morti viventi» e le sepolture premature o la malattia detta rabbia; mordono preferibilmente sul collo. Tutto vero? Uno degli umani protagonisti del romanzo – nel suo colorito linguaggio – risponderebbe: «stronzate da film». In effetti 8 di queste 10 affermazioni sono false e lui lo sa bene perché è stato sedotto da quanto più assomiglia a una vampira, cioè la ragazza che lui chiama «rinata» ma il cui vero nome è Shori, come un colorato usignolo africano.

E’ umana Shori, almeno in parte? Se è una vampira…. fino a che punto? O è altro ancora? Il suo popolo è terrestre o no? Ed è unito o diviso da lotte feroci? Schiavizza gli umani o li fa felici? Chi legge avrà oltre 300 pagine per appassionarsi, tremare, confondersi, alla fine trovare qualche certezza e magari schierarsi: le prime 50 pagine sono splendide, con ritmo da crepacuore e colpi di scena da sfiancare chiunque. Poi un poco ci si tranquillizza ma senza un attimo di noia.

Si inizia con tenebre, dolore, fame, vuoti di memoria: «non ricordavo di aver mai parlato» pensa la ragazzina ferita – solo dopo sapremo che è Shori, da dove viene e quanti anni ha – mentre ritrova le forze ed esplora il mondo circostante riconoscendone frammenti ma senza riuscire a decifrare il contesto e soprattutto a capire chi è lei, come è finita lì.

La premiatissima statunitense Octavia Butler (1947-2006) ha esplorato, in una lunga carriera, tutti i territori del fantastico. Qui sa mescolare – con bravura rara – paura e piacere, mistero e azione, sesso e saggezza, molta violenza e un’insolita dolcezza. Il razzismo è in agguato e la Butler (afroamericana) sa di cosa parla. Chi legge avvertirà, come se lo vivesse, che «la solitudine ha un odore»; comprenderà come e perché «in alcune culture» un certo popolo sia stato chiamato «i morti viventi o i non-morti». Rischierà di innamorarsi di Shori o di odiarla per i suoi tradimenti che però sono “benefici”, bisessuali e indispensabili per lei come per i simbionti (così sui indicano gli organismi viventi che traggono vantaggio dalla vita in comune).

«La luce del sole» è pubblicato da Fanucci (traduzione di Marco Raspa: 348 pagine per 14 euro e 90) che ha già in catalogo altre opere della Butler: tutte di qualità ma «L’ultima genesi» resta insuperato ed è un peccato che in Italia non sia più reperibile in libreria.

Due avvertenze. Se decidete di leggerlo non sbirciate la quarta di copertina che rivela un po’ troppo. Se leccare, mordere, azzannare o persino fare/ricevere succhiotti non è il vostro genere state lontanissimo da questo libro.

E se durante la lettura vi viene in mente Lance Armstrong più che Dracula… siete probabilmente in buona compagnia.

L’ABITUALE NOTA

Questa mia recensione è uscita (al solito: parola più, parola meno) sulle pagine culturali del quotidiano «L’Unione sarda» (db)

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.