Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza

Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza A cura di Aldo Nicosia Edizioni Q, 2025, pp. 280. Introduzione di Aldo Nicosia “Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza” (1), raccoglie 222 testi di numerosissimi autori di Gaza, scrittori, poeti, giornalisti o semplici cittadini. Il sottotitolo dell’originale sottolinea che si tratta di testimonianze

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100.000 morti a Gaza: cosa sappiamo sul vero bilancio delle vittime

Il bilancio delle vittime a Gaza, secondo quanto riportato dal Ministero della Sanità palestinese, sottostima la reale portata della crisi, affermano i ricercatori. Fame, malattie e sparatorie israeliane contro i centri di distribuzione alimentare hanno reso la guerra nella Striscia una delle più sanguinose del ventunesimo secolo. di Nir Hasson (*) Lunedì di questa settimana, il Ministero della Sanità di

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Gaza: crimini di fame

Il disumano piano israeliano di distribuzione degli aiuti a Gaza mira a fomentare la fame di Euro-Med Human Rights Monitor (*) Il Piano israeliano di distribuire aiuti umanitari nella Striscia di Gaza non è altro che una nuova manovra volta a prolungare il blocco totale e illegale imposto sul territorio. Questa mossa reintroduce la fame, solo questa volta sotto una

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Una morte risonante: poesie e riflessioni di Fatima Hassouna

Uccisa a Gaza da un bombardamento israeliano Fatima Hassouna, giornalista, fotoreporter, scrittrice, protagonista del documentario della regista iraniana Sepideh Farsi “Put Your Soul on Your Hand and Walk”. di Batool Abu Akleen (*) Fatima Hassouna è una giovane scrittrice, fotografa e giornalista palestinese, nata e cresciuta a Gaza. Un paio di anni fa, Fatima ha conseguito la laurea triennale in

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Gaza. Il nostro destino è forse scomparire ?

Il nostro destino è forse scomparire? Rimanere in silenzio? Morire lentamente? “Veniamo sterminati, uccisi, lasciati morire di fame, e al mondo semplicemente non importa”. di Rita Baroud (*) DEIR AL-BALAH, GAZA: Ogni volta che raggiungiamo il punto in cui pensiamo che le cose non possano peggiorare ulteriormente, il limite della nostra capacità di sopravvivere, il limite della nostra sofferenza e

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