Il cubo del capitale

Una riflessione di Alberto Castagnola (*) “sui meccanismi nocivi e insieme sulle potenzialità dei processi di graduale sottrazione alle logiche diventate dominanti negli ultimi tre secoli”.

 

Una proposta di lettura

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le riflessioni sui rapporti che devono avere le esperienze alternative, in particolare quelle dell’economia alternativa e solidale e le analisi che compongono il pensiero della decrescita , nei confronti del sistema globale capitalistico. Il fatto che la maggior parte di esse si svolge all’interno del sistema che sono convinte si debba sostituire, costituisce indubbiamente un aspetto cruciale delle attività da loro svolte ed è una fonte di molteplici difficoltà (che spesso conducono alla sparizione della stessa esperienza) . Man mano che aumenta la consapevolezza diffusa dei danni prodotti dal sistema dominante, in particolare quelli che stanno turbando gli equilibri del pianeta (quelli che hanno creato nei millenni  l’ambiente adatto per la nascita e l’evoluzione degli esseri viventi) , ogni persona dovrebbe acquisire la coscienza della propria minuscola partecipazione allo svolgimento dei meccanismi nocivi e insieme delle potenzialità (proprie e collettive) di processi di graduale sottrazione alle logiche diventate dominanti negli ultimi tre secoli.

Questa presa di coscienza è particolarmente necessaria in tutti coloro che già da alcuni anni operano tentativi di sottrazione al sistema e di creazione di logiche economiche e sociali alternative al capitalismo, anche se in molti casi questi tentativi sembrano più rispondere ad esigenze di libertà in senso lato o di ritorno ad una semplicità primitiva, piuttosto che di lotta antisistema o di ricerca di una creatività umana libera da vincoli. Per contribuire a questi processi, sempre più importanti man mano che si evidenziano crepe ad alto rischio nel sistema dominante, può essere di aiuto evidenziare in una qualche forma grafica la situazione attuale .

Ovviamente questa immagine  può essere ingannevole, poiché il cubo base intende rappresentare il sistema capitalistico globale e dovrebbe avere delle dimensioni immense rispetto ai due cubi più piccoli, che rappresentano il primo l’economia del dono (cubo giallo), e il secondo più grande le diverse esperienze di economia alternativa  e solidale (cubo blu)  (che l’include logicamente l’economia del dono) in quanto relazioni più corrette e dense di significato dei rapporti di rilievo economico tra le persone.  Lo schema invece può essere utile per sottolineare che le esperienze alternative si svolgono (purtroppo) all’interno delle dinamiche del capitale e gli sforzi di sottrarsi alle sue logiche e di mettere in piedi logiche economiche profondamente diverse sono talvolta immani e spesso soccombenti. D’altra parte, l’immagine evidenzia il fatto che ogni attività alternativa, anche minuscola e isolata, conquista spazio prima dominato dal capitale e quindi dovrebbe costituire un forte stimolo nella creazione, invenzione e immaginazione delle attività alternative. In sostanza il disegno, pur nelle sue sproporzioni, permette di evidenziare tensioni e motivazioni, in processi impegnativi  che richiedono  necessariamente  molto pazienza e molta perseveranza. Ogni esperienza valida, infatti, può vedere costantemente i risultati ottenuti quando riesce a battere le logiche della concorrenza o del profitto, o consegue consistenti riduzioni dei danni arrecati all’ambiente.

Cosa c’è nel cubo più piccolo

Quanto segue trae ispirazione dalle esperienze e analisi del nuovo movimento femminista in materia di dono. La letteratura sul tema è molto vasta e le analisi diventano sempre più profonde  e articolate e a queste fonti si rimanda per una comprensione più stimolante del semplice elenco qui riportato, che è lungi dall’essere completo ed esaustivo, ma che intende costituire solo un primissimo tentativo  di comprendere maggiormente quante delle attività quotidiane potrebbero in realtà essere costituite da rapporti di semplice dono, esterno quindi agli scambi commerciali e ai meccanismi dei prezzi. In altre parole, dobbiamo diventare sempre più del fatto che possiamo intrecciare relazioni interpersonali (che potrebbero passare attraverso acquisti nei supermercati o nei negozi) e che invece possiamo inventare e realizzare attraverso attività personali, manuali o creative individuali o di gruppo. Ogni oggetto ed ogni relazione diventano inoltre qualcosa di ben diverso dell’acquisto di un prodotto con caratteristiche commerciali e industriali, in realtà anonimo e prodotto in un numero spesso incommensurabile di copie: diventa una parte del lavoro di una persona e l’immagine della sua creatività, il dono diventa la dazione di una parte di noi stessi e del nostro tempo per suscitare gioia e piacere nel destinatario. Questo primo elenco è soltanto diretto a far comprendere le dimensioni non trascurabili di ciò che possiamo realizzare senza passare dal mercato e l’intento è solo quello di stimolare in ciascuno altre idee o modalità di fattura:

Quanti doni sono possibili

  • I prodotti dell’orto e i fiori del terrazzo, le piantine di odori, le uova di anatre, oche e galline
  • I cuccioli di animali domestici
  • Consulenze e consigli per le produzioni biologiche, di permacoltura, biodinamiche, bioenergetiche
  • Ricette di alimenti tipici e tradizionali di un luogo
  • Piatti preferiti di ciascuna famiglia o persona
  • Marmellate e conserve
  • Succhi di frutta e liquori casalinghi.
  • Fare insieme pasta e pane
  • Passaggio di vestiti, specie di bambini che crescono rapidamente rispetto al consumo dei tessuti.
  • Scambio di strumenti, attrezzi e macchine da lavoro e da giardino, scale e ponteggi.
  • Scambio di libri, Cd, Dvd, registrazioni
  • Uso di Pc e luoghi di registrazione
  • Uso di biciclette e ricorso a ciclo officine alternative
  • Riparazione di oggetti di uso comune e riciclo di quelli irrecuperabili (Repair Caffè)
  • Banche del tempo
  • Attività di animazione, facilitazione , sostegno delle dinamiche dei gruppi di base
  • Consulenze e consigli tecnici o scientifici sulla base delle rispettive professioni
  • Interventi medici e di medicina naturale o alternativa
  • Tessuti o stoffe ricamate, colorate, disegnate, ecc.
  • Piccoli oggetti artistici fatti a mano (disegni, foto, composizioni di carta o di legno, ecc.)

L’elenco può non essere completo e comunque tiene poco conto delle esperienze in corso in altre culture. Tuttavia, se ci pensate, sono tutti sapori e odori non trasformati industrialmente (e quindi con aggiunta di conservanti, coloranti e potenziatori di sapore, in genere prodotti chimici) e che vi tengono lontani da molti scaffali dei supermercati. Forse non escludono ogni forma di spesa nei grandi magazzini, ma che potrebbero ridurre fortemente l’incidenza  sulla spesa quotidiana, specie nei centri abitati di minori dimensioni. Inoltre concepisce le attività lavorative e gli hobby  come delle attività che possono svolgersi con forti connotazioni collettive e sociali, invece di essere obbligatoriamente collegate a una remunerazione o salario, guadagnati in luoghi fortemente strutturati, valorizzando invece il piacere umano e la possibilità di condividerlo socialmente.

 

Cosa c’è nel secondo cubo, più grande, ma sempre interno al cubo del capitale

La definizione più  ampia che si può dare dell’economia alternativa e solidale, comprendendo tutto ciò che è da tempo in corso in un gran numero di paesi, fa riferimento a numerose attività economiche, che si svolgono secondo principi profondamente diversi da quelli che ispirano i sistemi di tipo capitalistico, e che cercano invece di perseguire scambi corretti ed equivalenti, realizzano prodotti effettivamente rispettosi dell’ambiente, danno la priorità alle buone relazioni tra le persone, siano esse produttori o consumatori, e che riducano continuamente i loro livelli di utilizzazione delle risorse naturali, dell’acqua e delle energie fossili, utilizzando invece ai massimi livelli possibili le energie provenienti da fonti rinnovabili e riducendo al minimo ogni forma di consumo eccessivo e di spreco. L’elenco che segue si arricchisce ogni anno di nuove esperienze e di innovazioni continue, poiché questa parte del mondo è alla continua ricerca di soluzioni e campi di attività che sostituiscano quelli immessi sui mercati dal sistema globale.

Le iniziative di economia alternativa e solidale da tempo attive

  • Agricoltura : produzioni biologiche, permacoltura, biodinamica, bioenergetica, contratti di prefinanziamento, filiere città-campagna, ogni tipo di rapporto diretto produttori – consumatori che si svolge a condizioni predeterminate di comune accordo.
  • Alimentazione : Gruppi di acquisto solidale, consegne a domicilio o ai mercati di prodotti selezionati, mercati contadini, orti urbani, cura giardini e spazi verdi urbani concessi a realtà locali dagli enti locali.
  • Materie prime: Botteghe del commercio equo e solidale
  • Abitazioni in paglia, legno e mattoni in terra cruda, pannelli per edilizia con isolamento in lana.
  • Mercati periodici e fiere
  • Ristorazione: Bio osterie,
  • Risparmio energetico: abitazioni passive, accorgimenti per abitazioni e condomini
  • Energie rinnovabili: autocostruzione solare ed eolica, autocostruzioni ecologiche, imprese di energia alternativa
  • Reti per raccolta e smaltimento rifiuti, rigenerazione apparecchi informatici
  • Servizi : ciclo officine; Caes, assicurazioni; Banche del tempo; punti di riuso, riparazioni, riciclo; costruzione piste ciclabili
  • Palestre e centri sportivi
  • Monete locali alternative
  • Banca Etica , MAG Mutue Auto Gestione, microcredito
  • Assicurazioni etiche
  • Interventi di protezione e restauro di beni artistici e archeologici,
  • Azioni di bonifica e salvaguardia dell’ambiente.
  • Cultura: centri culturali, biblioteche, librerie, centri studio e ricerche
  • Scuole di musica popolare, sale prove, palchi e impianti per eventi
  • Comunicazione: Radio libere, Giornali on line, giornali scolastici
  • Agricoltura sostenuta dalla comunità
  • Consiglio per una politica alimentare regionale
  • Attività di assistenza ai migranti (dalla prima accoglienza alla formazione)
  • Laboratori artigiani animati da anziani fuori del mondo del lavoro

 

 A cosa serve l’immagine del cubo

In primo luogo ad evidenziare una visione spesso trascurata , cioè il fatto che si lavora per il nuovo mondo possibile all’interno del sistema dominante, e cioè che le scelte fatte non permettono di considerarsi “fuori” dalle logiche che ci pervadono e ci circondano. Ciò significa che perfino un eremita che vive da solo in cima ad una montagna può respirare aria inquinata o subire gli effetti del mutamento climatico. Invece è necessario essere molto coscienti dei vincoli e dei condizionamenti che ci circondano e sapere che ogni scelta ben formulata e attuata permette di sottrarsi, sia pure parzialmente, ai meccanismi dominanti mettendo in piedi e alimentando logiche ben diverse. Tutti coloro che sono impegnati in comportamenti alternativi e in una delle realtà sopra indicate  (e che ne creano continuamente delle nuove) devono essere capaci di misurare lucidamente in che misura hanno realizzato o possono realizzare un’area di libertà dal sistema e cosa devono fare per aumentarla ulteriormente. Ogni illusione o balzo in avanti non verificato sono molto pericolosi, perché il sistema dominante tenta continuamente di recuperare qualunque spazio conquistato contro le sue regole ed ha a disposizione molti subdoli metodi per svuotare o irretire le azioni liberatorie in corso. In particolare, si impadronisce delle parole e dei comportamenti alternativi,  denomina “green” attività sempre volte all’ottenimento di profitti, definisce “sostenibili” vecchi processi di accumulazione, copre con la pubblicità “alternativa” le attività produttive che continuano lo sfruttamento di tutte le materie prime con i metodi di sempre.

In secondo luogo, si incontrano abbastanza  spesso dei comportamenti “alternativi” molto concentrati sulle attività prescelte , ma che tendono di fatto a ignorare le attività che si svolgono in altri comparti o i drammatici processi, dalle guerre al clima, che percorrono la complessa realtà globale. In alcuni casi, perfino le  parole “fare rete” o stabilire un collegamento orizzontale nel proprio settore di impegno vengono vissuti come un onere insostenibile, incompatibile con il soverchiante impegno nella propria realtà. Ovviamente non si tratta di assumere un comportamento da generico “movimentista”, cioè che partecipa a qualunque iniziativa di contestazione venga presa, anche fuori dal proprio territorio, ma di essere sempre molto coscienti delle connessioni esistenti tra i propri impegni e di quanto si cerca di fare ai livelli più generali, e di coinvolgersi quando è possibile o drammaticamente urgente. In sostanza l’immagine del cubo invita a tenere presenti gli infiniti legami che esistono tra i meccanismi del capitale e i nostri possibili comportamenti e tende a facilitare un maggior grado di coscienza della portata effettiva delle nostre scelte e delle nostre esperienze.

In terzo luogo, le aree sommariamente sopra descritte sono ormai avvolte in molti paesi da almeno due fasce di attività economiche apparentemente innovative rispetto alle logiche del capitale,  l’insieme delle iniziative che si definiscono “green economy”  e quelle comprese nella cosiddetta “economia circolare”. Rispetto agli innumerevoli danni arrecati dalla megamacchina all’ambiente naturale e al clima, delle attività dichiarate “rispettose dell’ambiente” oppure che esaltano il riuso delle materie prime utilizzate in tanti prodotti industriali tanto da stabilire una circolarità non dannosa, possono apparire come molto vantaggiose o addirittura come la “soluzione” tanto auspicata. Purtroppo si tratta ancora e sempre di attività mosse dalla ricerca ansiosa del profitto e che alla fine fanno emergere la loro sostanziale pericolosità. La logica alla quale si ispira la descrizione del cubo può invece proprio in questi casi costituire una guida per evitare trappole e proposte  falsamente alternative

Un quarto effetto può derivare dall’immagine di riferimento. Il segreto dell’impegno per il mondo alternativo risiede nella capacità di essere contemporaneamente  “dentro” e “fuori”  il sistema, cioè di essere sempre coscienti di quando si è condizionati e di quando si opera in una sfera di libertà, ma soprattutto di sapere quando, sia pure in misura minima o graduale, si sta operando per aumentare la sfera di indipendenza rispetto al sistema dominante. Ovviamente si corre il rischio, non appena valutata a fondo la forza e le pervasività delle logiche e dei meccanismi del capitale globale, di scoraggiarsi subito o di piombare nella depressione. Invece una coscienza maggiore e una capacità analitica più approfondita può permettere di comprendere a fondo il significato di ogni sia pur piccola azione, e di capire che la sottrazione, sia pure graduale, è l’unico modo di accettare la sfida e di aumentare il potere di ciascuno.  Non possiamo naturalmente sapere quando riusciremo a rovesciare i rapporti di forza, e a sostituire il mondo nuovo a quello vecchio, però possiamo da subito essere parte cosciente del cambiamento necessario.

(*) ripresi da “Comune info”

Redazione
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