Il meglio (forse) del blog – 7

andando a ritroso nel tempo (*)

LA LETTERA DI UN LEGHISTA INFILTRATO FRA “I LAZZARONI”

«Vorrei sfogarmi e chiedere un consiglio.

Ecco i fatti.

Sono di sangue emiliano da generazioni. Leghista della prima ora in terra ostile (Bologna la rossa). Nel gennaio 2003 incontro Borghezio e lui mi affida una missione speciale: spiare “i lazzaroni” (insomma gli immigrati) qui, nel cuore delle zone islamo-comuniste.

Sono onorato ma come faccio, chi li capisce quelli?” dico io.

Appunto” mi fa il Borghezio: “tu ora vai a Calcio…” .

Per inciso ricordo che l’ho interrotto: “Ma no il pallone non m’interessa, a me piacciono le bocce”.

E il Borghezio, truce come sa essere lui: “Pirla, belin intendo Calcio in provincia di Bergamo dove c’è la nostra scuola segreta, hai capito? Lì tu imparerai l’arabo e l’albanese alla perfezione, poi torni nella città delle 4 T – torri, tette, tortellini e terroristi – a spiare”.

Così ho fatto.

Dopo 5 anni di studi, eccomi di nuovo a Bologna, so più lingue ostrogote io di Wojtyla, Babele e l’Onu insieme. Sempre con il registratore in tasca per non perdere una frase. Travestito, mimetizzato.

Mi metto vicino a “quelli” in mensa, sulle panchine – le poche rimaste – la domenica, con il carrello subito dietro al market…

Dal 2008 ascolto, ascolto, ascolto, prendo appunti e mando i rapporti al nostro “Sol”, cioè lo “spionaggio operativo leghista”.

In tre anni non ho scoperto un bel cecio: zero.

Tempo perso” ho detto al Borghezio: “questi parlano solo di prezzi che salgono, di figli malati, di turni, di donne (qualcuno in modo un po’ volgare è vero, ma nulla rispetto a mio cugino che sogna di scoparsi pure le statue), di cugini, di calcio e di Bonolis… sembrano proprio italiani, qualcuno persino lumbard”.

Ma il Borghezio a urlarmi: “stanno fingendo, parlano in codice, indaga ancora”.

Non sto a dirvi quanto mi ci sono dedicato. Niente… al massimo qualcuno si lascia scappare un “certo che questi bolognesi sono proprio stronzi, bisognerebbe bucargli le gomme”.

Ma io lì a cercare un codice…

Una volta mi sono messo pure il burqa per infiltrarmi fra le donne. A volte mi sento un incrocio fra Mata Hari e Sherlock Holmes, detto così sembra che sono un transessuale ma insomma ci siamo capiti, no?

Non mi diverto proprio.

Faccio la spia e mi spremo le meningi.

Giorni fa, riguardando gli appunti e ripensandoci, ho avuto un colpo al cuore.

Mi son chiesto: “Se Borghezio sbagliasse? Se loro non fingessero ma fossero proprio come noi?”. Insomma un po’ stronzi in media però non tanto peggio di mio cugino?

Ecco l’ho detto.

Ho ragione?

Devo dare le dimissioni?

E se ora mi fanno una ronda sotto casa e mi tolgono il permesso di soggiorno? Sta a vedere che ho qualche bisnonno arabo, visto che alcuni miei parenti abitano in un posto della Romagna che si chiama Mercato Saraceno.

E’ tutto… Saluti molto perplessi e penso comprenderete perché non posso firmarmi».

Questa lettera – o una simile chissà – fu pubblicata da uno dei “giornalacci” che amo: il mensile «Piazza grande», venduto e persino scritto dai senza fissa dimora, insomma da chi vive in strada. Ed è stata poi riproposta, parola più e parola meno, da qualcuno degli altri fogliacci che frequento. E’ una testimonianza che appartiene – e apertamente lo dichiara per evitare equivoci – a un genere molto particolare: le lettere MAI scritte, apparentate ai discorsi che persone “in vista” NON faranno, alle cronache di avvenimenti GIAMMAI accaduti e se volete alle recensioni di libri mai pubblicati (un genere in cui anche Umberto Eco si dilettò), ai discorsi del papa che lui NON faceva ma anni fa scriveva – sul quotidiano «il manifesto» – la teologa Adriana Zarri . La totale inattendibilità è dunque ammessa in partenza. Siamo nel “cuscino della notte” (dove si aggirano desideri e incubi), nella terra degli Elfi o – se vi piace la fantascienza – in un mondo parallelo.

Una celebre rubrica della «Settimana enigmistica» si intitola: “Vero o falso?”. Io ritengo che una prospettiva simile sia pedante e limitata. Esiste almeno una terza possibilità: il verosimile. E una lettera del genere è appunto verosimile anche se so di certo che a Calcio… non splende – per ora – il Sol, servizio operativo leghista.

(*) Un po’ perché 5600 articoli sono tanti e (nonostante i “santi” tag) si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché nel pieno dell’estate qualche collaborazione si liquefà e occorre cercare post per non star fermi, quando altre/i invece continuano a regalare i loro contributi a codesto blog. Per queste due ragioni ho deciso – d’intesa con la piccola redazione – di recuperare un certo numero di vecchi post… con l’unico criterio di partire dalla coda ma valutando quali possono essere più “attuali”.

Il “meglio” è sempre soggettivo: in questo caso è inteso a ritrovare soprattutto semi, ponti, pensieri perduti… più che a cercare la bella scrittura, l’inchiesta ben fatta, la riflessione intelligente.

Ci sarà fantascienza (il Marte-dì canonico), ci saranno le «scor-date», ci sarà di tutto un po’: con le firme più varie, stili assai differenti e quel misto di serietà e ironia che – noi speriamo – ci caratterizza in questo blog “collettivo”.

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.