In edicola io ricomincio da tre

Recensione a «Fantasy & ScienceFiction» (*)  

Vado in edicola e non troppo convinto prendo il nuovo Urania Collezione (numero 129: un romanzo breve e 3 racconti di John Campbell sotto il titolo «Luna d’inferno») ma in un angolo vedo «Fantasy & ScienceFiction», sotto si legge «edizione italiana» e «anno I, numero 3».

Come? Numero tre?

Ohibò.

Confesso la mia distrazione. O è colpa della cattiva distribuzione? Prendo (5,90 euri per 160 pagine illustrate: si può fare) e guardo. La grafica sembra quella della bolognese Elara libri (avete presente la «biblioteca di nova sf*»?) e infatti il tamburino conferma.

Il lungo editoriale (con tanto di Nutella… confessa, quale antidoto per vincere la pigrizia) di Armando Corridore non dice granché.

I racconti di questo numero – quasi tutti tradotti da vari numeri di «F&Sf» ovvero «The Magazine of Fantasy and Science Fiction» – hanno autori allettanti, in questo caso il maschile presunto neutro è esatto perché non ci sono donne: Paul Di Filippo, Thomas Ligotti dalle parti dell’horror; il cino-americano Ken Liu (con una storia intitolata, oh-oh, nientemeno che «Il demone di Maxwell»); il molto fantasy John Morressy; David Gerrold in versione umoristica; nientepopodimenoche il ripescaggio di una poesia di William Butler Yeats; apre «Esoteric City» ovvero una storia torinese di Bruce Sterling – sempre molto amato (da me quasi mai) – per chiudere con due giganti della fantascienza classica cioè Jack Williamson («I Litlin» del 1993) e il Cordwainer Smith degli strepitosi vecchi e nuovi mondi di «Alpha Ralpha Boulevard» (del 1961). Le illustrazioni, abbastanza classiche, sono di Alan Pollack.

(*) Tre giorni fa a Roma – per l’esattezza al corteo in difesa della Costituzione – a un vecchio amico che da molto tempo non vedevo… ho detto una sciocchezza. Lui mi ha chiesto: «è un po’ che non ne leggo, cosa bolle nella fantascienza?». E io ho cercato di sintetizzare 714 discorsi nello spazio di 3 minuti. Fra le cose certamente errate che gli ho detto è: «in Italia l’unica rivista rimasta è “Robot”, il resto è amatoriale». Ora ho visto «Fantasy & ScienceFiction» e dovrò rettificare un pochino… ma aspettate il prossimo mese, cioè il numero 4 – che si annuncia con «Ray Bradbury, Isaac Asimov, Harlan Ellison e altri» – e sarò più preciso. Un numero è poco per esprimersi, giusto? (db)

 

Redazione
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2 commenti

  • Non so quanti anni hai, io 68, sino a qualche anno fa ho divorato fs, ora ha smesso di stupirmi. Vedo infatti che aspetti qualcosa d’interessante dai soliti e bravissimi noti…l’ultimo che ho acquistato “Lupo nelle tenebre” (il titolo la dice lunga) di Nicholas Pekearo ed. Urania epix, sta sul mio comodino da giu-2012… l’ho aperto varie volte…ma confesso non sono riuscita ad andare oltre pag.53… sarà che la vecchiaia intenerisce , forse per questo per l’ennesima volta ho riletto “La figlia del fuoco” di Jack Williamson…

  • ciao Frantzisca
    tu 68 anni, io 3 di meno. Amo la vecchia fs ma trovo molto di interessante anche fra nuove/i; se scorri i martedì in blog vedrai un po’ di titoli: a parte la mia “cotta” per Robert Sawyer ci sono, a me pare, taaaaaaante cose che stupiscono. Meno di un tempo? Sì, per varie ragioni…. la prima è che il mondo cambia in peggio e il pensiero dominante ci costringe a pensare che i sogni siano pericolosi e persino rispetto agli incubi che dobbiamo “accontentarci” di quelli quotidiani, senza fantasticarci su. Ma boi resistiamo, resistiamo, resistiamo e resistiamo.
    A una prossima, db
    PS: anche io amo l’aglio, ne mangio pure di crudo (ops: quello era un commento a Pabuda, non c’entra con la fantascienza)

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