«La bottega dell’inquietudine» di Mauro Antonio Miglieruolo

Un fantasmatico astrofilosofo, anagraficamente identificato come Fabrizio Melodia, vi invita qui a una fantasmagorica raccolta di racconti del fantamiglior Mau e persino db si unisce al «laudetur»; sia chiaro che i due non hanno percentuali sulle vendite (*)

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In questo Paese di scarsi lettori (un filino di più le lettrici) cioè di poche persone che nell’arco dell’anno acquistano libri, il racconto è andato lentamente svanendo, soppiantato da lunghi e ponderosi romanzi, i quali, in virtù dell’elevato prezzo di copertina, dovrebbero offrire la garanzia di aver speso bene i soldi per una “lunga durata” del piacere. In realtà – ben lo sappiamo – i racconti sono soppiantati dalla estrema concorrenza degli altri media, in particolare di tv e Internet… ma proprio su quest’ultimo stanno invece tornando alla ribalta le “storie brevi” forti anche della sintesi emozionale di cui i migliori racconti sono esemplificazione. La Rete si muove nel senso della brevità e della velocità: allora niente è meglio di un racconto, sia esso a livello di un tweet da 120 caratteri (abbastanza per un aforisma) sia che si contenga nelle 7500 battute – spazi inclusi – del racconto davvero breve, quasi un bonsai.

Stephen King amava definire i romanzi come un matrimonio, dove il rapporto a lungo termine fra scrittore e lettore/lettrice si stabilisce con una relazione stabile e duratura. Il racconto invece è l’equivalente di un bacio rubato nel buio, magari fugacemente o di fraudolenza, sempre nell’attimo indefinibile e irripetibile della bellezza.

Jeffrey Deaver, grande giallista americano (e maestro di Giorgio Faletti) suole dire che i racconti sono come le pallottole di un cecchino. Se così è, il buon Mauro Antonio Miglieruolo, detto anche Mau, è un cecchino – non cecato – di prima classe.

Infatti nella raccolta «La bottega dell’inquietudine» si sparano pallottole calibro 7,65 con una precisione degna di Tex Willer.

Il racconto «Oniricon» inizia in questo modo: «Mi svegliai con la spiacevole sensazione di camminare in un incubo… Il Marziano era là e mi fissava serio con i suoi grandi occhi rotondi e gialli». Il protagonista Milland (ehm-ehm dirà chi conosce l’indirizzo di posta elettronica di Mau) è scambiato per colui che può decidere le sorti dello scontro galattico tra Iptrne e Trfaldor. Ma lui non sa pfangare… com’è possibile che sia il prescelto? Secondo il Ragno Musicale, suo consigliere personale, si tratta di un errore del Catosto. Si snoda così un’avventura che affettuosamente ironizza e tresca con un certo tipo di “vecchia” fantascienza: alla fine però la “trama” stessa della realtà sarà minacciata, con una bella strizzatina d’occhio al miglior Douglas Adams e al nostro Gianni Rodari. Insomma un racconto abrasivo che non mancherà di farvi morire… dalle risate.

Ancora? «Arrivano»: I dischi volanti stanno arrivando, sono ormai nei pressi dell’orbita di Nettuno. Gli avvistamenti si moltiplicano. La storia si intreccia con le vicende personali di Costanzo. «L’Italia attonita assiste a un singolare fenomeno di isteria collettiva che non trova uguale nella storia più recente. L’illusione cresce a dismisura. Tutti sembrano esserne persuasi: fra poco assisteremo a una benevola invasione di alieni. Imballati nei loro meschini litigi i partiti non suggeriscono alcunché di ragionevole. L’incertezza e la passività del momento fanno intravedere il prossimo disordine, l’imminente rovina». Mentre l’isteria aumenta, per difendere il sistema costituito le autorità si danno alla feroce repressione delle manifestazioni popolari. (Per caso vi ricorda qualche evento recente?). Ma i dischi volanti sono veri? O strane meteore? Oppure la materializzazione collettiva di un desiderio di cambiamento? O sono altro?

«Nelle nebbie della realtà» eccovi un computer capace di scrivere opere letterarie, e il suo inventore che ne presenta l’opera prima a un editore. Ma questo è solo un racconto, all’interno di un racconto, che scopriremo all’interno di un racconto, in un gioco quasi infinito di scatole cinesi. La vita è sogno… o siamo all’interno di una storia (scritta da chi?) come in una gemma dalle mille sfaccettature?

Mauro Antonio Miglieruolo si destreggia particolarmente bene con le scatole cinesi e il paradosso di Zenone, dove Achille alla fine non riuscirà a raggiungere quella pigrona della tartaruga, sempre avanti di un millimetro.

Se volete immergervi in una realtà alla velocità del proiettile – unico effetto collaterale: risate in abbondanza – non perdete questa raccolta di Mauro Antonio Miglieruolo.

Per acquistarla, cliccate qui La Bottega dell’Inquietudine

(*) concordo con Melodia e in “bottega” ne avevo scritto; come si può vedere rintracciando Pfangare è possibile (db)

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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