La lotta di classe? E’ dall’alto

di Sergio Segio (*)

 

La lotta di classe dall’alto (cfr. il compianto Luciano Gallino: “La lotta di classe dopo la lotta di classe“, a cura di Paola Borgna, Laterza, 2012) avanza ormai da decenni. Incontrastata, anche perché di quella dal basso è stata dolosamente azzerata la memoria e la nozione.

Non può perciò stupire come e quanto il tecnonazismo, la “coalizione Epstein” e la plutocrazia tentino la spallata finale per garantirsi dominio e impunità e annichilire una volta per tutte il nemico di sempre, in primo luogo sinistre radicali, ceti e popoli oppressi e in generale il dissenso, i diritti e le libertà politiche e sociali. Esattamente come ogni fascismo ha storicamente fatto.

George Monbiot su “The Guardian” in un articolo dal titolo «I miliardari all’attacco dei diritti umani», meritoriamente al solito tradotto da Internazionale (il link è qui sotto) riferisce che il mese scorso in un vertice internazionale organizzato dal governo degli Stati Uniti (di cui pochi hanno colto la pericolosità e il carattere per molti versi inedito di “Internazionale nera”) alcuni esponenti dell’amministrazione Trump – Marco Rubio, Stephen Miller e Scott Bessent – hanno spiegato di aver reindirizzato il lavoro dell’antiterrorismo dal jihadismo alla «sinistra radicale». Ma per “giustificare” tale svolta sono dovuti tornare agli anni Settanta del Novecento per trovare esempi minimamente credibili. Naturalmente, era presente anche il governo Meloni – ansioso di recuperare punti e credito con Trump – che ha subito zelantemente esemplificato le intenzioni, con l’attacco al popolo Notav, con i rastrellamenti e le identificazioni di migliaia di persone, con l’intensificazione di sgomberi e arresti, con il proposito di ampliare la sorveglianza totale e gli strumenti di “polizia preventiva” con l’utilizzo della AI, con la rinnovata garanzia di scudo legale per poliziotti (e gioiellieri).

Nulla di nuovo, in realtà, come ricorda Monbiot, si tratta di una strategia consolidata, utilizzata anche dai nazisti, secondo i quali tutti i dissidenti facevano parte di un complotto comunista internazionale. Echeggia il nazismo anche nel retroterra culturale razzista di queste nuove élites di decisori globali. Musk, senza che ciò provochi stupore e sanzioni, non solo teorizza ma lavora esplicitamente in prospettiva eugenetica. Thiel non è diverso o da meno. 

Chi protesta, chi si oppone e manifesta è, insomma, da mostrificare, denigrare, inferiorizzare, disumanizzare per poter essere meglio eliminato – fucilato per la strada come Alex Pretti e Renée Good o incarcerato per decenni. Proprio come Israele ha fatto in questi anni a Gaza, portando a termine un test genocida e una sperimentazione dell’uso bellico dell’AI i cui risultati (anche in termini morali e giuridici, con l’imposizione della legge del più forte e la criminalizzazione a livello internazionale dell’opposizione e la delegittimazione di ogni indignazione) sono ora a disposizione di questi nuovi padroni del mondo.

Il dato di novità è, semmai, il silenzio distratto o impaurito e l’assenza di reazioni da parte dei democratici che accompagnano questa vera e propria dichiarazione di guerra contro le “sinistre radicali”, gli antifa e ogni movimento di opposizione internazionale al genocidio e all’ecocidio. Mentre il dato di pericolosità è dato dalla pervasività ed efficacia dei nuovi strumenti tecnologici di repressione e controllo e dall’ormai avanzato venir meno delle garanzie dello Stato di diritto di novecentesca memoria. 

Dunque, la “lotta di classe dall’alto” ha ora prodotto un salto di qualità, una resa dei conti totale con i sistemi democratici e di welfare, per come sono stati edificati nella seconda metà del secolo scorso. 

Troppi, anche a “sinistra”, non l’hanno ancora compreso e nemmeno si sono accorti degli strappi in corso da parte dell’amministrazione Trump e dei suoi referenti e sodali tecnofascisti.

Ma troppi, anche, non comprendono che questa nuova fase di normalizzazione del sistema della guerra e del genocidio non è prodotto dai (soli) Trump e Netanyahu, ma semmai dal “complesso industrial-militare-finanziario-tecnologico” che governa (e sta distruggendo) il mondo e sta ora puntando sul warfare quale traino per una nuova fase di accumulazione e di restaurazione del dominio.

Basti ricordare quanto teorizzava e indicava quindici anni fa, ad esempio, J.P. Morgan, una delle più potenti banche di affari del mondo, in uno studio sulla crisi dell’euro: «All’inizio della crisi, si è generalmente assunto che i problemi nazionali ereditati fossero di natura economica. Ma, come la crisi si è evoluta, è diventato evidente che ci sono problemi politici a livello periferico che, a nostro avviso, hanno bisogno di essere modificati […]. I sistemi politici periferici sono nati in seguito all’abbattimento di dittature e da quelle esperienze sono stati influenzati. Le Costituzioni di questi Paesi tendono a mostrare una forte influenza socialista». Più esplicito di così! O si può ricordare la considerazione soddisfatta del governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi, amico e referente anche di certe “sinistre”, oltre che del governo ombra globale incentrato sulla grande finanza: «Il modello sociale europeo è morto!». O, ancora, l’aggressione della Troika alla Grecia.

Il pericolo “comunista”, insomma, non è l’ossessione personale di Trump, ma quella dei miliardari per restare al titolo di Monbiot, del loro sistema di potere (e di polizia). In una parola, del capitalismo neoliberista. 

Forse, ripartire dai fondamentali anziché limitarsi (alla meglio) alle lamentazioni contro i cattivi (come se gli Obama e persino i Biden fossero i buoni in cui sperare e per cui parteggiare), consentirebbe di riprendere la lotta di classe finalmente dal basso verso l’alto. 

Non tanto per ragioni ideologiche, quanto più semplicemente e immediatamente per autodifesa e sopravvivenza, oltre che per elementare giustizia. Prima che sia troppo tardi.

https://www.internazionale.it/notizie/george-monbiot/2026/08/05/miliardari-diritti-umani?fbclid=IwdGRjcATiov1jbGNrBOJ413Bkb2YBZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExWnNGY0dYUTZqS3N2OFBKdHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6T8KVKkNl51x8CI321J52h

(*) ripreso da Facebook

LA VIGNETTA (di Vauro) + stata scelta dalla redazione del blog.

 

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Un commento

  • È il trionfo della CD controrivoluzione liberista che cominciò negli anni ’70 … (Vedi anche 25 anni dal G8! : continuità militaresca della sicurezza e delle polizie, multimage 2026

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