«La Luna e l’Eden»

db consiglia (a terrestri e non, a elfi e fate) i racconti di Laura Silvestri

Non sembrava il solito drin. Ho dato il tiro. Poi sono sceso a vedere. La cassetta della posta era leggermente luminiscente. Allora ho capito: non era «drin» ma «rill» ovvero Riflessi di luce lunare (*). E si sa che RILL suona sempre due volte dunque nella cassetta si facevano compagnia «La Luna e l’Eden» della romana Laura Silvestri (cfr qui sotto) e «Oggetti smarriti» (ne saprete il prossimo Marte-dì; male che vada fra 336 ore circa, insomma 14 giorni).

Laura Silvestri o del tocco lieve. Qui con 10 racconti variamente fantastici (per gli etichettatori-etichettatrici pertinaci: fantascienza quasi classica, fantasy e altro) con l’introduzione di Alberto Panicucci, la simpatica e complice “non prefazione” di Giorgia Cappelletti e in coda un’intervista all’autrice.

Marino, tenero, imprendibile «La pescatrice di perle» con l’inquietante «mio padre vuole sempre qualcosa da me».

Triste e intenso «Mila», forse il più fantascientifico: nuovi modi per vendere carne umana.

Insolito, perfino nell’ambito del fantastico, «Chiari di lune e male parole»: è ambientato nella Ciociaria del 1294, vi costringerà a ripensare ai mooooolti sottintesi di «ambaraba-ciccì-cocò tre civette sul comò» con quel che segue.

Con titolo alla Ursula Le Guin «Oltre la valle» ci trascina in un dopo catastrofe: si sa che «tirare le pietre contro il Male degli Antichi» non serve e «la Purga dei Padroni» fu solo un comodo esorcismo. Il finale aperto costringe a chiedersi: chi chiude gli occhi, le orecchie e la bocca è solo vile o profondamente criminale? Sul futuro Laura Silvestri sembra “pessottimista” (rubo la definizione a Emil Habibi).

«La terra non dimentica» è il racconto ideale da regalare al signor X e alla signora Y che pensano l’ecologia e la definizione di vita essere esercizi per oziosi: se X e Y non si fanno venire dubbi dopo aver letto questo racconto “perdete ogni speranza» come scrisse quel tipo.

Il colpo di scena in «Leucosya» spiazzerebbe perfino le bussole e commuoverebbe i sassi.

«Come si fa a non vendersi l’anima… » cantava Gino Paoli. In «A casa del Diavolo» l’autrice osa l’ennesima variazione su un tema vecchio… come Lucifero. Facendo centro. Nella risposta alla domanda «che lavoro fai?» c’è una battuta memorabile: «faccio le pentole ma senza i coperchi».

Poi una (quasi) versione orientale del libro-film «L’invasione degli ultracorpi» ma con finale e contesto completamente spiazzanti: è il racconto «Chi c’è dietro di te?», gran bella conclusione.

«Diverso vuol dire anche speciale»: nel racconto «Le lunghe ombre dell’Eden» (titolo giustamente ambiguo) Laura Silvestri torna sulla Luna e dalle parti dell’empatia. Io mi sono commosso assai.

Divertente ma esile l’ultimo racconto «La saggezza di Tamerlax». Per chi è romano il «tiranno di Guidonya» fa sorridere; «quando le diligenze arrivano in orario» dovrebbe piacere a tutti.

Tutti e 10 belli dunque ma il mio 30 e lode con brindisi, bacio e osanna va proprio al racconto, ambientato sulla Luna, che in qualche modo dà titolo all’antologia, dunque «Le lunghe ombre dell’Eden».

Molte frecce all’arco di Laura Silvestri. E allora io – para/citando un famoso film – le dico: «Al cuore Laura, sparami al cuore». Traduzione: aspetto con ansia il suo prossimo libro.

LA LUNA E L’EDEN – 134 pagine per 10 euri; la copertina è di Valeria De Caterini – è il decimo libro della collana “Memorie del futuro”, curata da RILL per le edizioni Acheron Books.

(*) Qualche parola in più su RILL – Riflessi di Luce Lunare – che se le merita.

Da oltre un decennio ogni anno fra dicembre e gennaio recensisco l’antologia annuale di RILL (con i migliori racconti) e dal 2011 anche un volume della collana “Memorie del futuro”. Per me è una bella occasione di confermare il buon bilancio (qualche anno ottimo) sullo stato del “fantastico” italiano e di ripetere il mio plauso a chi coltiva l’arte del bel racconto breve nel nooooooioso tempo degli obbligatoriamente lunghi romanzoni-pipponi. Altre notizie qui: https://rill.it/ (vi conviene iscrivervi alla newsletter) e se vi dilettate in racconti… occhio alle scadenze dei prossimi concorsi.

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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