La provvidenza autoritaria italiana

di Gianluca Cicinelli

L’uomo forte, anzi gli uomini forti – comunque uomini, comunque forti – alla guida di una società sempre più fragile. Generali, commissari, poteri speciali. La velocità come motivo principale, da sempre nemica della democrazia: dobbiamo fare in fretta. L’emergenza che c’è (indubbiamente c’è) ma quella sanitaria c’è da un anno mentre l’emergenza in tutte le sue declinazioni non abbandona l’Italia da oltre 40 anni. Troppi a parlare, ci dicono sempre per evidenziare i limiti della democrazia – che è basata esattamente sul diritto di parlare- e a un certo punto ci vuole uno che decide. Infine la colpa: dei partiti, degli elettori che li hanno votati, di chi non ce la fa più a sopportare l’isolamento, di chi non ha nessuna colpa se circola il virus. Alla fine l’uomo forte, gli uomini forti sono arrivati. A un passo dall’ultimo strappo istituzionale nel Paese della più bella e democratica Costituzione del mondo, quella che separa nettamente politica, magistratura e forze di polizia. Sono arrivate tutte ottime persone, detto senza ironia, che fanno il loro dovere: banchieri, generali, dirigenti della polizia, che spendono da anni le loro energie al servizio del Paese; niente da dire, non hanno rubato, mai uno screzio o uno sgarbo. La stampa plaude. L’opinione pubblica, che venera i capi fino all’ultimo secondo in cui sono in carica, concorda: ci voleva una stretta, adesso tutto cambierà. Non ci sarà uno strappo. Perchè non ce n’è più bisogno.

ciuoti

2 commenti

  • Mario Zorzetto

    Caro Cicinelli perché non tiene in considerazione il fatto che l’opinione pubblica trova accettabile istituzioni autorevoli e democratiche che garantiscano cabine di regia democratiche nazionali tale da fornire uno Stato organizzato e decentrato in armonia con le cabine di regia nazionali? Le pensa che avere un Salvini premier o un sindaco d’Italia di egocentrica cultura farebbe bene al nostro Paese? Credo che nel suo articolo manchi la descrizione della storia politica fascista e neofascista fino ai giorni nostri quella che vuole Salvini premier autorevole capo della Nazione, some è scritto nel simbolo del suo partito e una Italia frammentata in tanti governatorati regionali ad autonomia differenziata e arlecchina…….Noi democratici ci accontentiamo di uno stato organizzato e decentrato e denunciamo l’altro Stato dei fanatici arroganti di potere

    • Gianluca Cicinelli

      Mi sembra abbastanza chiaro dal tono dell’articolo/commento che non apprezzo affatto l’idea dell’uomo forte e meno ancora quella dell’uomo rozzo e primitivo di Salvini. La invito però, proprio guardando alla storia del nostro Paese, a notare che questi “fenomeni” in Italia sono sempre accompagnati da un grande consenso popolare. Fu così per il fascismo, è stato così per Berlusconi ed è così adesso per la Lega e per FdI, perchè storicamente gli italiani guardano con favore agli uomini forti che sospendendo la democrazia e riportano “ordine”. Se non ragioniamo su come si crea il consenso intorno all’autoritarismo ne resteremo prigionieri.

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