«La vera crisi è l’incompetenza» disse Albert Einstein

Con lui – ma anche con il Covid, a scuola e il capitalismo – dialoga “Astrofilosofo” ovvero Fabrizio Melodia nella puntata 184 di «Ci manca(va) un Venerdì»

«La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono meriti. È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora; senza crisi qualsiasi vento diventa una brezza leggera. Parlare di crisi significa promuoverla; non parlarne significa esaltare il conformismo. Cerchiamo di lavorare sodo, invece. Smettiamola, una volta per tutte, l’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla» rifletteva quel geniaccio di Albert Einstein, spesso citato da molti “motivazionisti” per qualche sua perla in stile marketing.
Eppure che altro si potrebbe dire? Magari “chi si ferma è perduto” per usare un vecchio adagio. Vale anche nelle zone rosse, arancioni e gialle con governanti (non solo in Italia) che invece di mantenere saldo il timone continuano a sbandare da una parte all’altra, gettandoci nel caos. Aspettando il vaccino (per tutti e presto?) si scatena la guerra fra No Vax, negazionisti, terrapiattisti, apocalittici e dis-integrati: ovvero il meglio del meglio che la Scuola del Complotto ma anche le BigPharma (sul lato opposto del “fideismo”) sanno mettere in atto.
La scuola, fonte della conoscenza e del pensiero critico e costruttivo, cosa fa? Si arena nella DAD (didattica a distanza) mentre gli insegnanti disoccupati affondano nella MAD (domande per supplenza temporanea… senza risposta alcuna). A me pare che la ministra Azzolina abbia tentato in tutti i modi di rendere difficile l’istruzione dei futuri cittadini: concorsi partiti e bloccati, fondi insufficienti e chiamate alle armi totalmente inefficaci.
In aiuto al vecchio Albert le parole di Charles Peguy: «le crisi dell’insegnamento non sono crisi di insegnamento; sono crisi di vita».
Però le super-crisi delle scuole italiane sono frutto di tagli sempre più profondi (e di favori alle privatte): una piaga finora senza vaccino. Più che crisi… catastrofe.
La frase di Einstein si potrebbe ri-articolare così: la pigrizia nell’affrontare la crisi va di pari passo con l’incompetenza ma è soprattutto un tentativo mal riuscito di nascondere le pessime politiche sull’istruzione (ex pubblica e gratuita) e quelle a favore dell’ignoranza di massa
Già Alexis Tsipras aveva avuto modo di denunciare: «In Grecia, in Italia e nell’Europa del Sud siamo testimoni di una crisi senza precedenti, imposta attraverso una dura austerità che ha fatto esplodere a livelli storici la disoccupazione, ha dissolto lo Stato sociale e annullato i diritti politici, economici, sociali e sindacali conquistati. Questa crisi distrugge ogni cosa che tocca: la società, l’economia, l’ambiente, gli esseri umani».
La pandemia in atto è lo specchio deformato di un tumore, causato dall’economia capitalista; gli interventi sono da considerarsi puro accanimento terapeutico?
Affido la provvisoria conclusione al “vecchio” Ivan Illich: «Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Come i malati, i paesi diventano casi critici. Crisi, la parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire “scelta” o “punto di svolta” ora sta a significare: “Guidatore, dacci dentro!”. […] Ma “crisi” non ha necessariamente questo significato. Non comporta necessariamente una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo. Può invece indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa. Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero».

 

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

2 commenti

  • angelo maddalena

    grande! L’ultima frase di Illich sulla crisi l’ho messa all’inizio del libro Se canti non muori, mi piace anche tutto l’insieme, Tsipras compreso

    • Fabrizio Melodia

      Grazie, dinanzi all’ incompetenza dilagante, al senno di poi e mai di prima, ai domicilii coatti e agli arresti domiciliari, alla psicosi da untori, si contrappone l’ ironia dell’ intelligenza. L’ Italia ha i capi che ha deciso di avere. E a noi resta il divertimento.

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