Loveless – Andrey Zvyagintsev

(visto da Francesco Masala)

Alyosha, un bambino di 12 anni, un peso per i genitori, è il non protagonista del film.
il mondo va veloce, soldi, lavoro, lusso, non c’è posto per un bambino, è un ostacolo alla felicità.
se il film non fosse in russo si potrebbe scambiare per un film Usa, o europeo, il mondo è diventato (quasi) tutto uguale.
la polizia fa finta di cercarlo, ma in realtà chi lo cerca è un esercito di volontari (ah, i volontari, come da noi) che svolgono le funzioni che i poteri pubblici abbandonano (come da noi, che coincidenza)
Andrey Zvyagintsev fa pochi film, e tutti fanno male, sono impietosi, l’occhio del regista è un po’ il nostro specchio, non ci lascia tranquilli.
fotografia e musica davvero potenti.
naturalmente il film è in un pugno di sale, riemergerà solo se vincerà l’Oscar per il miglior film straniero.
voi cercatelo, se potete, non vi farà stare bene.

https://markx7.blogspot.it/2017/12/loveless-andrey-zvyagintsev.html 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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