Maria Kalogeropoulos: divina voce

di Mauro Antonio Miglieruolo

 

Era nata a New York il 2 dicembre 1923, morì a Parigi il 16 settembre 1977. Il cognome originario era Kalogeropoulos. All’arrivo negli Stati Uniti il padre lo semplificò in Kalos, che successivamente diventò il nome d’arte Callas. La divina. La più famosa delle cantanti operistiche, rivale di un’altra grandissima: Renata Tebaldi. Insieme hanno caratterizzato un’epoca, una stagione irripetibile della musica mondiale.

Dotata di una voce particolare – estesa, agile e dal volume notevole (riconoscibile per il timbro anche dai non iniziati) – contribuì alla rinascita e diffusione del “belcanto”, in particolare del repertorio di Bellini e Donizetti. “Casta Diva”, dalla «Norma »di Vincenzo Bellini è l’interpretazione più conosciuta. Ma è doveroso citare almeno: “Una voce poco fa” da «Il barbiere di Siviglia» di Gioacchino Rossini; “Mercè, dilette amiche” da «I vespri siciliani» e “Libiam nei lieti calici” da «La traviata» di Giuseppe Verdi; “O mio babbino caro” da «Gianni Schicchi» di Giacomo Puccini…

Donna di grandi passioni ha ispirato quella del grande pubblico, in un periodo che ha conosciuto gli ultimi fasti dell’opera come mito, ottenendo un riconoscimento che andava oltre i cultori abituali. Come accade in tutti i campi è il grande interprete – quello che supera i confini normali della competenza – che accende la fiamma dell’interesse anche in persone normalmente distratte. O normalmente disgustate del mediocre al quale le si costringe ad abituarsi. Osservazione valida in ogni campo. Per esempio, in quello letterario, che allontana i lettori proponendo messe di libri che non valgono la carta su cui sono scritti. La gente non legge anche perché, dopo svariate delusioni, si convince che è puro tempo perso prendere in mano un libro. Altro esempio: è la mediocrità dei politici concausa della decadenza della politica. Non tanto in ragione dell’abnorme predisposizione a mentire e all’impudicizia dei loro comportamenti; quanto per la piccineria, le anguste prospettive all’interno delle quali si muovono. Al contrario sono le Callas che inaugurano le grandi stagioni di un genere, in ogni genere. O rianimano, rinviando la fine di quel genere.

Ho letto di lei che «Il successo artistico e mediatico ha costruito un mito attorno a lei, attribuendole l’appellativo di Divina». Mi permetto di correggere: il mito da cui fu investita era conseguente al perdurante mito dell’Opera, costruito per mezzo di grandi compositori del calibro di Rossini, Bellini, Verdi, Donizetti, Puccini e compagnia cantando. Costruito anche a mezzo della rivalità con l’altra grande, Renata Tebaldi, per alcuni ancora più straordinaria come interprete che però non possedeva uguale intensa teatralità, non la capacità di suscitare dibattito.

Aggiungo tre link che possono risultare utili:

«Libiam nei lieti calici» https://www.youtube.com/watch?v=aVaKOHz8yYk&list=RDx3DCIZMGp7Y&index=7

«O mio babbino caro» https://www.youtube.com/watch?v=l1C8NFDdFYg&list=RDx3DCIZMGp7Y&index=2

«Casta diva» https://www.youtube.com/watch?v=B-9IvuEkreI

 

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

Miglieruolo
Mauro Antonio Miglieruolo (o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

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