(Noi?) “polli di allevamento” e l’Antropocene

di Giorgio Chelidonio

#00000a;">Proprio ieri, in una incursione al supermercato, dopo molti mesi ho portato a casa un “polletto d’allevamento” in forma già arrostita cioè pronta a un rapido uso alimentare.
Mi torna in mente che nei primi anni ’70 si faceva anche 20-30 km. per “andare sul lago” (di Garda) a mangiare il pollo allo spiedo: così diverso da quello arrosto (al forno) casareccio che imbandiva le tavole domenicali degli anni ‘50 e ’60, quando i polli si dovevano “studiare” [LINK 1].
Dunque, in una manciata di decenni i pollastri ruspanti [LINK 2] si sono involuti in “polli d’allevamento” industriale, intesi come produttori di carne per l’alimentazione umana a basso costo [LINK 3] con le conseguenze, salutistiche e di sapore, immaginabili anche sotto il profilo delle modalità di allevamento [LINK 4].
Gli antenati evolutivi dei polli attuali erano animali selvatici, classificati (nel 1758) come “
#00000a;">Gallus gallus domesticus#00000a;">”, originari dell’India [LINK 5]: me ne resi conto nel 1985, mentre stavo preparando (con altri amici) la stesura di un libro di preistoria dedicato al Lago di Garda [LINK 6]. Uno di noi aveva realizzato un bel disegno di un villaggio palafitticolo con alcune galline che razzolavano fra le case: solo in sede di correzione delle bozze fummo informati che nell’Europa del secondo millennio a. C. i polli ancora non erano presenti. Infatti pare che i primi pollami, ormai domesticati, vennero diffusi verso Ovest solo nella seconda metà del II millennio aC; sebbene in Egitto, fra il XVIII e il XIV secolo aC, esistessero già raffigurazioni di galli domestici [LINK 7].
Per di più, l’originaria selvaticità di galli e galline risulta ribadita dai loro antenati [LINK 8]: i dinaosauri! Fin qui, in sintesi estrema, la non breve storia evolutiva del pollastrello che ho mangiato l’altra sera. Ma per provare a capire come possa essere connesso con l’Antropocene e, addirittura, con Giorgio Gaber devo evocare una notizia davvero recente.
Intanto, preci
siamo che per Antropocene [LINK 9] si intende quell’ultima manciata di secoli in cui l’impatto umano sui processi naturali del nostro pianeta ha iniziato a diventare rilevante e evidente, anche sul piano delle tracce ambientali. Però l’inizio di quest’epoca, ben successiva a 10.000 anni fa cioè all’inizio dell’Olocene [LINK 10] viene tuttora stimato in modi differenti: dall’avvio della deforestazione antropica (praticata, per varie funzioni strategiche, da almeno 10.000 anni) alla cosiddetta “rivoluzione industriale” [LINK 11] sino a farlo coincidere con la data della prima esplosione atomica (16 luglio 1945, ad Alamogordo nel Nuovo Messico/USA) perchè le sue tracce radioattive saranno ancora presenti per almeno altri 20.000 anni.
Pochi giorni fa, la recensione di una ricerca congiunta delle università di Leicester, Nottingham e la North West University sudafricana [LINK 12] ha evidenziato che i “polli da carne”, in quanto specie biologicamente modificata in funzione di allevamenti intensivi, sono il simbolo della progressiva antropizzazione della biosfera terrestre: i “polli da supermercato” ammontano ormai a 23 miliardi e il confronto scheletrico e genetico con i loro antenati di soli 2000 anni fa evidenzia che sono ormai radicalmente diversi. La loro vita media di circa 6 settimane è il risultato di allevamenti selettivi avvenuti soprattutto negli ultimi 70 anni, in conseguenza della crescita esponenziale della domanda globale di carni a basso contenuto di grassi (e a costo ridotto): una mutazione così rapida non ha confronti sul piano evolutivo, che in natura richiede milioni di anni.
Lo stesso confronto con i tempi della domesticazione di altre specie di animali, avvenuta sulla scala di alcuni millenni, indica che i “polli da carne” sono diventati un vero e proprio marker [LINK 13] dell’Antropocene.
Ma la connessione con “
Polli da allevamento” [LINK 14] – titolo di uno spettacolo tenuto da Giorgio Gaber nel 1978 – si evidenzia con:
– la crescita demografica globale, dai 4000 miliardi di allora ai 7,6 miliardi attuali [LINK 15];
– le conseguenze dell’auto-domesticazione [LINK 16] che è un processo ben noto nell’etologia umana ma altrettanto difficile da divulgare e/o da ritrovarne informazioni tramite link consultabili on-line. In estrema sintesi, la sua dinamica consiste nella continua ricerca di trovare modifiche ambientali utili alle strategie umane. La più nota è la domesticazione di pecore e capre, avviata circa 10.000 anni fa in Medio Oriente [LINK 17] che permise, tramite la sua versione pastorale – stagionalmente migrante – un multisfruttamento (da carne, da lana e da latte) di animali caratterizzati dal cosiddetto “effetto gregge”[LINK 18] applicabile anche a terreni marginali o divenuti tali per eccessivo sfruttamento antropico. La conseguenza fu di modellare specularmente la vita dei pastori in modo indissolubile, dunque auto-domesticati.
Ecco quindi emergere la chiave interpretativa gaberiana:
Homo (sedicente) sapiens, sempre più urbanizzato, come “polli d’allevamento”: non resta che ricopiare, in calce, il testo del suo monologo di 40 anni fa, magari aggiungendo un link sonoro (https://www.youtube.com/watch?v=s9KFsYMhmtY ).

LINKS

  1. #00000a;">In dialetto veronese “#00000a;">studiàr el polàme#00000a;">” significava eviscerarlo, una pratica ormai del tutto sconosciuta al giorno d’oggi che implicava abilità (compreso il bruciacchiarne le zampe) e odori domestici.
  2. #00000a;">Non tutti ruspanti perché già allora alcuni, sebbene acquistati dal pollivendolo “sotto casa”, avevano un gusto non proprio gradevole che mio nonno materno definiva “#00000a;">da panél#00000a;">”, termine probabilmente derivavante da un marchio di mangimi che, negli anni ’50, venivano venduti pressati in forma di “pannello”
  3. https://www.scattidigusto.it/2015/02/23/pollo-offerta-speciale-supermercato/#00000a;"> : “#00000a;">Il pollame è il tipo di carne più consumato al mondo (seguito dal maiale) con 123 milioni di tonnellate stimate nel 2018 che dovrebbero diventare 139 nel 2027: al 90% si tratta di pollo. Il pollo costa poco, ha un basso contenuto di grassi e non incontra ostacoli culturali o religiosi. Le previsioni dicono che il consumo di carne di pollo e di uova continuerà a crescere ovunque nel mondo, ma soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. I produttori maggiori di carne sono gli Stati Uniti (18% del totale) mentre il maggiore produttore di uova è la Cina (40%).#00000a;">
  4. https://www.lastampa.it/2018/09/07/societa/quante-galline-vivono-in-gabbia-hwS2mAPkZuDz7085JnguOJ/pagina.html
  5. https://it.wikipedia.org/wiki/Gallus_gallus_domesticus
  6. https://www.amazon.it/Antiche-civilt%C3%A0-del-lago-Garda/dp/B004MZR606#00000a;"> > vedi a pag. 113,
  7. https://www.tuttosullegalline.it/le-galline-nella-storia-e-nella-cultura/origini-storia-del-legame-uomo-gallina/#00000a;"> : #00000a;">I Persiani si dedicarono a diffondere i polli verso ovest, in Mesopotamia e in Asia Minore. Anche i Medi hanno avuto un ruolo di primo piano in questa diffusione: infatti i Greci denominavano il pollo “l’Uccello dei Medi”. L’altra designazione greca di “Uccello persiano” indica la sua probabile patria d’origine, situata sulla via della seta percorsa dalle carovane.” …. “. Un altro rinvenimento significativo è il dipinto di un gallo domestico su òstrakon proveniente dalla tomba di Tutankamon, e forse contemporaneo al funerale del Faraone avvenuto nel 1338 aC, molto somigliante al Gallus gallus; altro reperto consiste in una coppa d’argento del regno di Seti II (1200-1194 aC) con incisa la figura di un gallo domestico del tutto simile a quello dell’ostrakon.”
  8. http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/pollo-t-rex/pollo-t-rex/pollo-t-rex.html#00000a;"> +
    http://www.nationalgeographic.it/scienza/2013/12/13/foto/il_dinosauro_con_la_cresta_da_gallo-1929708/1/
  9. https://www.iltascabile.com/scienze/inizio-antropocene/
  10. http://www.treccani.it/enciclopedia/olocene/#00000a;"> scansione geo-climatica che coincide con l’avvio delle pratiche agricole e della domesticazione di specie erbivore, innescando progressive deforestazioni (la strategia detta “taglia e brucia”) con conseguenti modificazioni ambientali ed eco-sistemiche divenute esponenziali con la recente meccanizzazione degli strumenti di trasformazione ambientale.
  11. https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_industriale#00000a;"> > dal 1760-1780
  12. https://www.sciencedaily.com/releases/2018/12/181212121851.htm
  13. http://www.treccani.it/vocabolario/marker/#00000a;"> > marcatore, cioè elemento che segna un particolare significato (es. gli evidenziatori) o un cambiamento in atto. Ad esempio “In diagnostica, nome di sostanze reperibili nel sangue (per lo più antigeni o anticorpi), correlate a particolari infezioni (per es., epatite virale: m. epatitici) o a certi tumori…”
  14. https://www.matematicamente.it/staticfiles/approfondimenti/approfondimenti/STATISTICHE_POPOLAZIONE_MONDIALE.pdf
  15. https://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale
  16. #00000a;">Esempio: http://paduaresearch.cab.unipd.it/9536/1/massimiliano_sandri_tesi.pdf
  17. http://pikaia.eu/la-storia-delle-pecore/
  18. https://oggiscienza.it/2015/05/19/effetto-gregge-sicurezza/

http://www.giorgiogaber.it/discografia-album/polli-d-allevamento-testo

TESTO “POLLI D’ALLEVAMENTO” – 1978/1979

 Cari, cari polli di allevamento
coi vostri stivaletti gialli e le vostre canzoni
cari, cari polli di allevamento
nutriti a colpi di musica e di rivoluzioni

Innamorati dei colori accesi
e delle grandi autostrade solitarie
dove si possono inventare le americhe
più straordinarie

 

Con le mani sui grandissimi volanti
l’odore dell’incenso e tanta atmosfera
spingendo sull’acceleratore col vento tutto addosso
finché non scoppia il cuore, il cuore, il cuore, il cuore

 

Tra un’allegria così forte
e un bel senso di morte uno strano dlin dlan,
dlin dlan, dlin dlin dlan

 

Cari, cari polli di allevamento
scattanti come le palline dei vostri giochini
cari, cari polli di allevamento
che inventate come le palline i percorsi più strani

 

Che se qualcuno vedesse dall’alto
le sponde dove state rimbalzando
penserebbe che serve solo a questo
la superficie del mondo
dlin dlan, dlin dlan, dlin dlan


Siete voi che continuate a rimbalzare
da un paese all’altro, da una donna all’altra
inseguendo una forza che sembra lo slancio di impazzire
finché non scoppia il cuore, il cuore, il cuore, il cuore

 

Cari, cari polli di allevamento
che odiate ormai per frustrazione e non per scelta
cari, cari polli di allevamento
con quell’espressione equivoca e sempre più stravolta

 

Che immaginando di passarvi accanto
in una strada poco illuminata
non si sa se aspettarsi un sorriso o una coltellata

dlin dlan, dlin dlan

 

In questa vostra vita sbatacchiata
che sembra una coda di lucertola tagliata
per riflesso involontario vi agitate continuate ad urlare
finché non scoppia il cuore il cuore il cuore il cuore

 

Tra un’allegria così forte
e un bel senso di morte uno strano
dlin dlan,
dlin dlan, dlin dlin dlan

LE IMMAGINI

#00000a;">Fig. 1 : http://www.giorgiogaber.org/index.php?page=biblio-vedilib&codArt=101

#00000a;">Fig. 2 : http://www.today.it/cronaca/antibiotici-carne-pollo-rischi.html

 

Giorgio Chelidonio

2 commenti

  • Giorgio,
    credo ci sia un errore:
    dai 4000 miliardi di allora ai 7,6 miliardi attuali

    4000 miliardi?

    ciao
    nicola

  • Giorgio Chelidonio

    Touche’: 4 miliardi, ovviamente. Però anche le segnalazioni di refusi fanno piacere: confermano che qualcuno ti legge

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