Palermo, quale cultura?

di Alessandra Voutsinas (per Comunità Urbane Solidali)
Palermo. Anno 2013. Giunta Orlando.
Palermo candidata capitale europea della cultura per il 2019.
Palermo, 3 maggio 2013, ordinanza sindacale 169/05, oggetto: limitazione commercio su aree pubbliche in forma itinerante. Lungo elenco di vie dove vige il divieto all’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche in forma itinerante. Numero di licenze per vendita ambulante rilasciate dal comune di Palermo (a dire della stampa) circa 2000, di cui più della metà rilasciate a cittadini non comunitari. La sanzione amministrativa stabilita dall’ordinanza 169/05 ammonta a una somma che va da un minimo di 103,29 euro a un massimo di 516,46 euro.
Nell’ordinanza 169/05 si legge che è stato rilevato, da parte di alcuni cittadini, un eccezionale incremento dell’attività di commercio su aree pubbliche derivante dalla presenza di numerosi venditori ambulanti in 3 vie di Palermo. Pertanto, sempre secondo l’ordinanza 169/05, «tale situazione crea una difficile situazione di vivibilità e di sicurezza nell’intera zona e il restringimento della superficie pedonale favorisce il fenomeno di scippi, borseggi e la percorribilità dei marciapiedi».
Rileggiamo:
«[…] il restringimento della superficie pedonale favorisce il fenomeno di scippi, borseggi e la percorribilità dei marciapiedi».
Di nuovo:
«[…] il restringimento della superficie pedonale favorisce il fenomeno di scippi, borseggi e la percorribilità dei marciapiedi».
Dunque, secondo la giunta vi è una correlazione (quasi relazione causa-effetto) fra restringimento pedonale e l’incidenza degli scippi, borseggi e percorribilità (?) dei marciapiedi.
Non si evince, invece, nessuna ipotesi di correlazione fra numero di licenze rilasciate (e corrispettivo incasso in termini monetari in favore del Comune) e incremento dell’attività commerciale itinerante per le strade della città.
Cittadini non meglio identificati rilevano (non si sa bene con quali strumenti) e segnalano (non si capisce bene con quali modalità) un eccezionale incremento di un fenomeno, quello dell’attività commerciale itinerante. A questo fenomeno viene attribuito un connotato di non prevedibilità da parte delle istituzioni preposte alla gestione del territorio cittadino (che regolamenta e gestisce le licenze). Inoltre a questo fenomeno viene attribuita la responsabilità del fenomeno del restringimento della superficie pedonale, a sua volta definito come responsabile o, quantomeno co-responsabile, del fenomeno di scippi, borseggi e la percorribilità (?) dei marciapiedi.
In tutto questo non si evince nessuna considerazione di quella parte di cittadinanza che, invece, apprezza il commercio itinerante, sia per la sua utilità, che per la sua gradevolezza, ma soprattutto, non si evince alcuna attenzione agli interessi di categoria di chi, regolarmente, esercita l’attività commerciale ambulante per la quale paga le tasse.
Dall’ordinanza 169/05 si evince che gli unici incontri avvenuti sono con il comandante della Polizia municipale «Dr. Vincenzo Messina» e con l’assessore comunale al Territorio «Dott.ssa Agata Bazzi». Non risulta nessuna convocazione delle parti interessate, nessun tavolo di concertazione, nessuna iniziativa volta a discutere insieme alla cittadinanza e, soprattutto, ai diretti interessati, una soluzione collettivamente ragionata e condivisa.
Alias, l’ordinanza 169/05 è un intervento drastico, impositivo, repressivo, attento alle esigenze di una parte della cittadinanza non ben identificata, basato su discutibili teorie e correlazioni tra fenomeni, a tratti complottista e ingannevole, per altri versi persecutorio e controproducente. Ordinanza, quindi, affine a una cultura autarchica, autoritaria, sorda, inefficiente, di parte, autoreferenziale.
Una cultura tale da ritenere opportuno candidarla a livello europeo.

Redazione
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Un commento

  • moltissimi immigrati non lavorano da settimane, per paura di essere fermati dai vigili urbani, di essere multati e di avere sequestrata la merce, ricordiamoci che Palermo è la città dove Noureddine Adnane si è dato fuoco proprio per la vessazione dei vigili urbani.
    I danni economici per sè e per le proprie famiglie sono enormi visto che questo tipo di lavoro basta appena per la sussistenza, ma quello che forse non si evince dall’articolo è che le strade dove è vietato il commercio sono praticamente tutte le più trafficate, rimane solo la periferia degradata come liberamente percorribile.

    anche sull’istituzione della Consulta degli Immigrati Extracomunitari, prevista da una legge regionale Siciliana il Comune non si sta comportando diciamo “bene”. Ma la domandona è: come mai i paladini degli immigrati e della sinistra palermitana non dicono una parola su tutto questo?

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