pensieri elettorali

qualche citazione sulle elezioni, limitate e disordinate (le citazioni, si intende) scherzando, ma non troppo (grazie a Mauro Biani, come sempre)

Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga. (Nicolás Gómez Dávila)

 

Vota oggi, te ne pentirai domani. (Poster elettorale affisso in Gran Bretagna)

 

La democrazia ti permette di votare per il candidato che ti dispiace di meno. (Robert Byrne)

 

La cosa migliore di questo gruppo di candidati è che solo uno di loro può vincere. (Will Rogers)

 

Elettore. Colui che gode del sacro privilegio di votare per l’uomo scelto da un altro uomo. (Ambrose Bierce)

 

Se Dio avesse voluto che noi votassimo, ci avrebbe dato dei candidati. (Jay Leno)

 

Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori. (Corrado Guzzanti)

 

Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile. (David Foster Wallace)

 

Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com’è difficile scegliere! (Gesualdo Bufalino)

 

“Vai a votare quest’anno?”. “No, ringraziando Dio non mi serve niente!”. (Ficarra e Picone)

 

Il miglior argomento contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con l’elettore medio.(Winston Churchill)

 

L’unica consolazione, di fronte a certi duelli elettorali fra due candidati, è che almeno uno dei due perderà. (Gesualdo Bufalino)

 

Il fatto di poter eleggere liberamente dei padroni non sopprime né i padroni né gli schiavi. (Herbert Marcuse)

 

Niente c’è di definitivo nel mondo, ma le cose meno definitive di questo mondo sono le vittorie elettorali.(Benito Mussolini)

 

Se volessimo capire in cosa consiste davvero la razza umana, dovremmo solo osservarla in tempo di elezioni.(Mark Twain)

 

Andate a votare, che per i corridoi i lavoretti dei bambini sono stupendi! (TheMadman)

 

da qui

 

La differenza tra una democrazia e una dittatura è che in una democrazia prima voti e poi prendi ordini; in una dittatura non devi perdere tempo a votare. (C. Bukowski)

Alle prossime elezioni voterò Bakunin, che purtroppo non è in lista. (Luciano Bianciardi, 8 marzo 1971)

 

Se votare cambiasse qualcosa, sarebbe illegale. (Emma Goldman)

 

Ogni candidato si comportava bene nella speranza che lo si giudicasse degno di elezione. Tuttavia, questo sistema divenne un disastro allorché la città  era diventata corrotta. Poiché allora non era il più virtuoso, ma il più potente che si candidava alle elezioni e i deboli, perfino i virtuosi, erano troppo impauriti per candidarsi. (Niccolò Machiavelli)

 

Se fai parte di una società  che vota, allora vota. Forse non ci saranno candidati e decisioni per cui votare… ma senza dubbio ce ne saranno di quelli contro cui vorrai votare. Nel dubbio, vota contro. Seguendo questa regola sbaglierai di rado. Se ti pare una cosa troppo alla cieca per i tuoi gusti, consulta qualche sciocco benintenzionato (ce n’è sempre qualcuno in giro) e chiedi il suo consiglio. Poi vota in modo opposto. Questo ti consente d’essere un buon cittadino (se ci tieni) senza sprecare quell’enorme quantità  di tempo richiesta da un esercizio veramente intelligente del diritto di voto. (Robert A. Heinlein, Lazarus Long l’Immortale)

 

La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a pranzo. La libertà  un agnello bene armato che contesta il voto. (Benjamin Franklin)

 

La competizione elettorale è la continuazione del tifo sportivo con altri mezzi. (Ario Libert)

 

da qui

 

Redazione
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3 commenti

  • Daniele Barbieri

    Interessante e inquietante questa miscellanea di citazioni raccolte da Francesco Masala. Io però, come ho spiegato – http://www.labottegadelbarbieri.org/?s=Il+voto%2C+il+vuoto – pur comprendendo molte ragioni di chi si astiene anche stavolta voterò (per “Potere al popolo”).
    PS – Visto che fra i citati c’è anche il fantascientifico Heinlein, vi rimando a un mio vecchio post (che è divertente ma forse ancor più preoccupante: “Quattro scenari per il voto del futuro” (è qui: http://www.labottegadelbarbieri.org/?s=Quattro+scenari ).

  • Su un muro ho pure letto questa:

    “Tutti promettono, NESSUNO mantiene. Vota per NESSUNO”

  • lella di marco

    LAVORO in Italia (i pensieri di MIRKO)

    Al nord tutto è gestito dallo stato che collabora con la Mafia
    Al sud è gestito dalla Mafia che collabora con lo stato …

    Al Nord invii il curriculum ad aziende e centri per l’impiego…
    Al sud invii curriculum ad aziende e centri per l’impiego, ma poi vai dalla mafia per informarti a che punto è la tua candidatura…

    Al nord un operaio generico riceve circa 1300 € in busta paga…
    Al sud un operaio generico riceve circa 600€ perché gli altri servono a far campare il mafioso..

    Al nord se un operaio alza la testa è un eroe
    Al sud se un operaio alza la testa è uno che non vuole travagghiare, spione, e comunista

    Al nord se vuoi aprire un negozio in centro devi risolvere una marea di pratiche burocratiche..
    Al sud devi chiedere il permesso alla mafia …

    Al nord se non vuoi andare a scuola lavori lo stesso
    Al sud se vuoi andare a scuola … Ma tanto a che ti serve se poi c’è lo Zio!!

    Ora voi direte: ma allora tutti mafiosi sono al sud … No!
    Soltanto che al nord servono tante intelligenze per mandare avanti le città e forse a causa della nebbia che offusca i pensieri, un bel giorno di più di 150 anni fa di sono inventati la Mafia, gente semplice, semplicemente cattiva, ma che sa amministrare bene lo STATO!

    Ho postato io – SICILIANA IMMIGRATA A BOLOGNA – questo commento di Mirko Bivona cresciuto in uno dei quartieri più ghettizzanti di Palermo dove esiste la legge del più forte. Un Bronx in cui alcuni ragazzini chiedono già ”il pizzo” ai loro coetanei e ai commercianti… Nonostante tutto MIRKO si è “ribellato”: ha studiato ha acquisto coscienza di classe. E gira con il costante problema di tutti i giovani in Sicilia e altrove… cercare lavoro per potere “campare” ma in quella terra è più drammatico.
    I suoi pensieri sul lavoro sono forse realtà scontata, luoghi comuni ma è raro che un siciliano prenda la parola per dirle così… Oltre lo stretto di Messina la voce dei siciliani non arriva. Se pure urlano la loro voce è silenziosa, se si ribellano lo fanno tacitamente: nelle urne può succedere. come nelle recenti votazioni dove disperati sono sfuggiti al voto controllato e diretto dall’alto per ”affidarsi” alla LEGA (strano ma è così) o ai 5 STELLE. Quello della Sicilia non è un destino ma una scelta politica voluta dai Poteri italiani. Le colonie servono e arricchiscono l’IMPERO -come ben sappiamo.

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