Per cosa combattiamo?

Oggi, 20 novembre, a esempio….

EROI-BeatoIlPaese

combattiamo per difendere «La giornata mondiale dei diritti di bambine/i» ovvero la «Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia» che venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. La Convenzione è stata ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge 176. Tutti i Paesi del mondo (a oggi aderiscono 194 Stati) hanno ratificato questa Convenzione, a eccezione degli Stati Uniti: e che gli Usa non firmino molti fra i migliori accordi internazionali sui diritti umani… significherà qualcosa?

E’ importante ricordarci per cosa «combattiamo» (e per cosa finora abbiamo combattuto) perché chi oggi vuole spingerci alla guerra totale ci chiede di farlo in nome di valori fasulli: dicono civiltà e intendono imperialismo; urlano democrazia che per loro significa libertà di sfruttare; ripetono Occidente ma io intendo Uccidente, voce del verbo uccidere. Ci martellano che solo con più armi e meno diritti possiamo salvarci ed è vero il contrario; solo con la giustizia per tutte e tutti possiamo fermare la corsa a chi uccide di più.

Ho sentito in questi giorni dire che il terrorismo (altrui, quello made in Usa-Ue invece va bene) minaccia il nostro stile di vita; a domanda un interpellato risponde, senza la minima vergogna: “non potremo più neanche in pace andare allo stadio”… Come se questa fosse la conquista più importante della democrazia (e come se gli stadi fossero luoghi di pace oltretutto).

MI PIACEREBBE che questo mio post di oggi fosse un «Per cosa combattiamo? – 1» e che ogni tanto anche voi scriveste qui in “bottega” le altre puntate.

Non so se il termine «combattiamo» devo/dobbiamo scriverlo fra virgolette; credo di sapere però che la lotta per conservare i diritti conquistati e per allargarli a tutte/i sarà durissima contro fondamentalismi, fascismi, militarismi e troike dove solo il soldo conta. Dalla nostra parte però abbiamo un’arma eccezionale, forse invincibile: è quella che nel post precedente (Ci manca(va) un venerdì – 51 ) viene indicata così #sivispacemparaculturam. 

Felice il popolo che non ha bisogno di eroi. Felici i popoli senza eroi.

 

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • angelo maddalena

    e un’altra preoccupazione vacua arriva da altre lingue: “non potremmo più prendere un aereo in pace!”, un pò un mio amico un pò Paolo Giordano, che dice che dopo l’11 settembre non prende un aereo senza presagi oscuri o cose così…intanto lui ha meno di 30 anni, mi pare, e l’11 settembre…aveva dieci anni, quindi vuol dire che si può permettere il lusso di prendere aerei sotto i 18 anni o forse prima, io prima dei miei 35 anni avrò preso l’aereo meno di dieci volte in tutta la mia vita! ma vabé, questa puòe ssere anche una cosa generazionale…oppure se lui si preoccupa di prendere un aereo dopo 10 anni dall’11 settembre…o ha problemi lui o è un paraculo…oppure torniamo alla prima: ne prende così tanti che vive nel lusso! e qui andiamo alle parole di Raphael K. Salinari, che in un articolo pubblicato da il manifesto qualche giorno fa si chiedeva: ma quanto costa il nostro stile di vita? quanta energia? è un sistema di guerra il nostro, perché esclude una buona parte di cittadini del Pianeta da questa grande abbuffat, che tutti sappiamo non essere per tutti, senza scomodare Francuccio Gesualdi Zanotelli e i consumatori critici che lo ripetono da quasi vent’anni e Ivan Illich lo diceva già quarant’anni fa! e allora arriviamo a Marco Camenisch che è tenuto in carcere non più per i reati di cui ha scontato la pena (più di vent’anni per sabotaggi e un presunto omicidio per difesa estrema e comunque mai provato), ma perchè da dietro le sbarre del carcere continua a ripetere che il nostro è un sistema ecocida, uno Stato di guerra appunto, alla natura e all’uomo dovunque esso si trovi soprattutto se si trova nei posti “sbagliati” (Sud del mondo per esempio)….allora ditelo!

  • Lanfranco Lodoli

    Il 21/11/2015 18:13, lanfrancolodoli@alice.it ha scritto:
    > D’accordo in tutto anche se mi piace il calcio . Noi uccidentali
    siamo
    > cosi . bombardiamo , bruciamo , massacriamo , imponiamo i geans e la
    > minigonna , ma lo facciamo per la liberté l’egalité la fraternitè
    mica
    > cazzi. e poi se gli altri non si stracciano le vesti per inostri morti
    > sono incivili . detto questo il terrorismo delle bombe e delle
    > fucilazioni rimangono cose FASCISTE ,parola che purtroppo abbiamo
    > inventato noi. Aih quanto a dire è cosa dura Pupo

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