«Prove di esistenza in vita»

Un libro firmato Marco Peressi (che sarebbe Mark Adin: era un segreto, ora non lo è più): notizie, una prefazione, accenno alle postfazioni e… se siete dalle parti di Novara un appuntamento per stasera

1 – Il libro di Marco Peressi si intitola «Prove di esistenza in vita», è uscito a dicembre, pubblicato da Aljon (www.alioneditrice.it): 160 pagine per 15 euri. Una sola foto, in quarta di copertina, con gli occhi di Peressi e altro.

2 – Questa è una delle due prefazioni: firmata Daniele Barbieri (escluderei un omoni-mio perciò sono io).

Mi presento. Io sono amico di Marco Peressi (e di almeno un suo pseudonimo) e sono un orfano del lunedì.

Credo che per uno e/o l’altro di questi motivi il suddetto mi abbia chiesto una prefazione.

Forse non vi è chiaro cosa vuol dire essere amici di Peressi: neanche a me, quindi non posso esservi d’aiuto. Mi è invece chiarissimoooooooooo – alla romana, con molte o finali – cosa significa essere «un orfano del lunedì». Per lungo tempo uno pseudonimo di Marco ogni lunedì alle 12 scriveva alcune storie sul mio strano blog (o meglio sul «blog di danielebarbieri e altr*»).

Non vi dirò – mica sono una spia – quante storie lo pseudoPeressi scrisse e se qualcuna di esse è qui. Fu la sua una piacevole, lunga presenza. Quando con breve preavviso lo pseudoPeressi scomparve ci rimasi così maaaaaaaale che in blog lo salutai all’incirca così: «sapete cosa accade – nello sport – quando un campione lascia? la sua maglia viene ritirata, il suo numero non si usa più. Così per le ore 12 del lunedì: questo spazio resta vuoto». La firma era: «db, d’intesa con altre/i della piccola red-azione dello stra(no)-blog».

Così fu.

Ora voi vi chiederete perché lo pseudoPeressi non mantenne più il suo appuntamento settimanale. Siccome non sono una spia (l’ho già detto?) posso solo darvi quattro possibilità. Voi scegliete a, b, c oppure d: qualcuna delle 4 è verosimile o persino vera nei limiti ovviamente di una verità percepibile a voi umani.

a) lo pseudoPeressi è pigro;

b) lo pseudoPeressi detesta la quantofrenia;

c) lo pseudoPeressi aveva esaurito il suo apprendistato:

d) lo pseudoPeressi aborre la routine.

Adesso basta parlare dello pseudoPeressi, mi getto sul Peressi vero (o verosimile, diciamo anagrafico – riflettete sul titolo di questo libro – e non stiamo più a sottilizzare).

Leggendo (o rileggendo, chissà) queste storie io ho cercato di essere obiettivo, di mettere da parte l’amicizia e dunque di ragionare su stile e contenuti, il contesto, la scrittura all’epoca del tecnovudù, i nostri tempi, l’autismo che dilaga, il presente immobile che finge di correre eccetera. Magari di fare il pignolo e/o l’antipatico scrivendo qualcosa tipo «bravissimo Marco Peressi, è a un passo dalla grandezza»; e/o di fare il consolatorio e simpatico annotando «solo la miseria del fosco mondo editoriale gli preclude il grande pubblico che meriterebbe».

Non ci sono riuscito (a essere complicato) perché la bellezza dei racconti (delle storie?) di Peressi- vero o pseudonimo ch’egli sia – consiste proprio nella bellissima semplicità con la quale racconta persone e vicende assai complesse. Come si fa a non innamorarsi di Peppe Sbagliato, di Felice, di Balalocc? Io sono stato spiazzato dal Pyssavon, mi ha davvero turbato. Quanto a Midrash ho dovuto rifletterci a lungo, oserei dire molti secoli. Ho condiviso nel profondo «La vergogna», «Il vomito di Cristo», «Sei minuti all’alba» e non solo. Credevo di sapere il nodo che si aggroviglia intorno ai “brutti liberati” (o al Congo, che conosco, o all’«atomica culturale» che pure ho sotto gli occhi) ma solo ora mi è chiaro tutto, o quasi tutto.

Insomma io ho goduto di una scrittura e insieme ho sentito il piacere di conoscenza, di comprensione, che cresce dentro. Spero che sarà lo stesso per voi.

Daniele Barbieri, 24 agosto 2014 (secondo la numerazione arbitrariamente in uso da queste parti)

3 – Un accenno alle post-fazioni: nella prima Marco Peressi parla di Mark Adin; sull’attendibilità di quanto scrive giudicherete voi considerando che la data sotto la firma è 32 settembre 2014; nella seconda postfazione Mark Adin parla brevemente di Marco Peressi. Qualche “rivelazione” (occhi a parte) in quarta di copertina.

4 – Se stasera siete dalle parti di Novara… okkio alla locandina qui sotto perché quei due Peressi&Adin) presentano il libro.

 15gennaio-novara

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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