Publiacqua, una questioncella di veleni in Toscana

Scusi signor Vannoni, oltre alle microspie, ci sarebbe la faccenda dell’amianto nell’acqua…

una lettera di Vito Totire (*) al presidente di Publiacqua

Mi chiedo se il signor Vannoni possa – prima di essere scagionato (come gli auguro) per altre faccende – continuare a fare il presidente di Pubbliacqua.

“Chiare, fresche e dolci acque…” sono tra i desiderata di tutti i cittadini, ma in Toscana questa aspettativa è frustrata. Ora il signor Vannoni meritava più ampia notorietà nazionale da tempo, almeno da quando, in relazione al suo ruolo, in occasione del campionamento di 700.000 fibre di amianto nell’acquedotto di Agliana (Pistoia) asserì che si poteva stare tranquilli fino a 1 milione di fibre prima di avere dubbi sulla potabilità dell’acqua.

Quali fossero le sue fonti informative non è dato di sapere, ma poiché viene accreditato come molto vicino a Renzi, non si capisce perché non abbia contribuito a rottamare (cioè a bonificare) piuttosto che diffondere “rassicurazioni” infondate. Le sue competenze scientifiche in materia di salute pubblica sono, a mio modesto avviso, opinabili. Il problema è: visto che nominarlo presidente di Pubbliacqua non è un “diritto” perché non viene esonerato da quell’incarico fino al momento della sua eventuale assoluzione? Magari per il prossimo presidente si confrontino curricula e dichiarazioni di intenti dei candidati; certamente ci sarà qualcuno che si impegna a distribuire ai cittadini toscani acqua senza amianto.

(*) Vito Totire, medico del lavoro, è presidente AEA, l’associazione esposti amianto e rischi per la salute

LA VIGNETTA è di Giuliano Spgnul: la “bottega” l’ha scelta per questo articolo per la incredibile rassomiglianza del disegno con l’identikit di certi menager pubblici…

 

Redazione
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