«Quando cavalca Savoia imperiale…

non sai qual è l’uomo e qual è l’animale»

due parole di db dopo la notizia dei “gioielli della Corona”

 

LA NOTIZIA: Vittorio Emanuele e Maria Gabriella, Maria Pia e Maria Beatrice (eredi di Umberto II di Savoia) citeranno in giudizio la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e la Banca d’Italia per riavere i gioielli della Corona.

 

Criminali nonni-bisnonni di casa Savoia, arroganti e idioti figli-nipoti. Se pensate che i delitti dei Savoia furono solamente spianare la strada al fascismo e firmare le leggi razziste del 1938 davvero vi state sbagliando; la lista è molto più lunga (*). E non si conclude neppure con il 1945 perchè anche Vittorio Emanuele – nel suo piccolo – è un assassino (**) … ben coperto, come al solito.

Ovviamente gli ultimi rampolli di casa Savoia più che pericolosi sono idioti e relativamente innocui. Ma è grave – e indicativo – che nessuno di loro abbia mai fatto un serio “mea culpa” storico.

Questa ultima iniziativa dei gioielli è tragicomica. Se ci fosse un giro un po’ di giustizia dovrebbero essere le italiane e gli italiani a chiedere perchè i Savoia non siano mai stati portati in tribunale per i lutti provocati.

Qui finisce il discorso serio e comincia quello satirico che è forse l’unico modo sensato per parlare – nell’anno 2022 dell’Era Comune – di monarchie (siano italiane o inglesi).

Non ricordo più (e in rete non ne trovo traccia) dove sentii cantare «Quando cavalca Savoia imperiale / non sai qual è l’uomo e quale è l’animale».

Però ricordo bene «Non spingete, scappiamo anche noi! / Alla pelle teniam come voi. / Meglio esser becchi e figli di boia / che far l’eroe per casa Savoia» dei Gufi (***). E per oggi può bastare.

(*) cfr Scor-data: 18 marzo 1983 con l’editoriale di Luigi Pintor sulla morte del “re d’Italia” e sul permanente servilismo dell’informazione italica.

(**) Dirk Jeerd Hamer, un giovane tedesco, venne ucciso con un colpo di fucile nella notte fra il 17 e il 18 agosto 1978, in Corsica, sull’isola di Cavallo. Per quell’omicidio fu processato e assolto (in Francia) Vittorio Emanuele di Savoia. Ma nel 2006 il regale Savoia ammise di aver ucciso il ragazzo. La confessione shock venne registrata con una microcamera nel carcere di Potenza nel 2006 quando il Savoia era detenuto per l’inchiesta su Vallettopoli. Fu Il Fatto Quotidiano in esclusiva a pubblicarla. Seguì un gran silenzio.

(***) in “bottega” cfr Non spingete, scappiamo anche noi – Canzoni contro la guerra; qualcosa ho scritto qui: Occcazzo, i Gufi

 

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • Gradite due cose: la nettezza della presa di posizione. L’essenzialità dell’argomentazione. Che dire di più dopo quanto detto? Impossibile aggravare un bilancio già fin troppo grave.
    Sciaboletta (il terzo della serie) è solo il più noto dei funesti casa Savoia.

  • Francesco Masala

    i Savoia hanno la faccia come il culo

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