Regali: amianto è per sempre?

San Lazzaro: “pacco” di Natale ai margini di Grotta del Farneto.

L’assassino lascia la firma: oltre alla strage di operai, eternit semina morti nel territorio

di Vito Totire

Un serbatoio in Eternit (con tanto di marchio di fabbrica!) sfondato, ritto alla base, contenente pure una tubazione in fibro-cemento.

Avvistato ieri sera da un nostro attivista ex-Gev a cui la “provincia” ritirò il tesserino perché non faceva “i turni” alla sturmtruppen.

 QUANTO TEMPO CI VORRA’ PER LA RACCOLTA-BONIFICA?

Contiamo da ieri sera; stamattina il “pacco” era ancora lì. Premesso che a San Lazzaro di Savena si è verificato quantomeno un altro abbandono di eternit solo qualche mese fa (via Galletta), dobbiamo tornare sulla vexata questio della bonifica del territorio:

  1. l’abbandono del serbatoio è l’ennesimo (piccolo?) crimine di pace ed è un reato; per questo informiamo questa volta anche i carabinieri del NOE;
  2. il responsabile dell’abbandono non ha attenuanti;
  3. non meno colpevoli sono Stato e istituzioni che a 25 anni dal varo della legge 257-92 e a 82 anni dalla acquisizione di consapevolezza circa la cancerogenicità dell’amianto, ancora fanno finta di non capire;
  4. il piano regionale amianto Emilia-Romagna appena presentato alla stampa, discusso fra giunta regionale e Cgil-Cisl-Uil (consigliamo a costoro la lettura del libro di Tobie Nathan “Non siamo soli al mondo”; se poi lo hanno letto forse hanno saltato delle pagine…) ma più che piano procede a una lentezza esasperante) e “promette” un sostegno per la bonifica dell’amianto “domestico” dove non si è ancora visto quasi niente;
  5. comunque il “piccolo” criminale responsabile dello smaltimento abusivo e nocivo evidentemente non ha potuto contare del servizio che noi riteniamo dovuto a ogni cittadino: supporto gratuito alla bonifica e allo smaltimento;
  6. il ceto politico non è su questa lunghezza d’onda; “loro” devono sostenere banche fallite (!), comprare strumenti di morte (F35) e pagarsi redditi privilegiati;
  7. circa il serbatoio: lo smaltitore abusivo ha bevuto l’acqua lì contenuta? Se fosse uscito dalla clandestinità poteva entrare nella coorte dei consumatori di acque inquinate da amianto (studi di Brandi e altri) e magari giovarsi di qualche strumento di diagnosi precoce; ma avendo smaltito nottetempo, magari in calzamaglia nera come Cattivik, se gli dovesse accadere qualcosa (speriamo di no) risulterà, nelle statistiche, fra i “non esposti” ad amianto; dando alimento a quegli osservatori che hanno inventato come, nel 20% dei casi, il mesotelioma non è correlato all’amianto! Peraltro il nostro “sfortunato” abusivo dovrebbe controllarsi anche, forse di più, gastroenterico e cistifellea.

BASTA! Esigiamo che:

  1. il raccapricciante reperto venga bonificato entro 24 ore da adesso
  2. il governo e gli enti locali accolgano le nostre proposte
  3. tutto il territorio venga bonificato, i cittadini vengano supportati e risarciti
  4. i politici non si preoccupino solo di come rigarantirsi la cadrega per la prossima legislatura, ma si occupino di cose serie come la salute della collettività.

E poi: uno smaltimento abusivo di amianto ai bordi di un parco naturale; non c’è più “religione”?

Aspettiamo un messaggio urgente dalla sindaca.

Per un 2018 asbesto free cioè libero dall’amianto (e magari da altro).

Bologna, 23.12.2017

PS: Resto disponibile ad ampia e raccapricciante documentazione fotografica.

 

Redazione
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