Ricordando Lina Ben Mhenni

di Doriana Goracci (*)

Era maggio 2012 quando aprii una finestra per scrivere di «Lina Ben Mhenni – Tunisian Girl Zitta Mai».
Leggo ora che «E’ morta a 36 anni dopo una lunga malattia autoimmune che l’aveva costretta ad un trapianto di rene, Lina Ben Mhenni, blogger, giornalista, paladina del diritto alla libera espressione e attivista dei diritti umani. Il suo blog divenne famoso in tutto il mondo durante la rivoluzione dei gelsomini nel 2011 in Tunisia ed è stata spesso considerata come “la voce della rivolta tunisina”».
Di seguito trovate quanto scrissi 8 anni fa.

Le dedico tutto quello che posso, con amore <3 a Tunisian Girl بنية تونسية Lina Ben Mhenni:
https://www.politicamentecorretto.com/…/Lina-Ben-Mhenni-Tu…/
Portrait Lina Ben Mhenni
لينا بن مهني

https://www.youtube.com/watch?v=DUUvhaXs3iU
Lina Ben Mhanni è una giovanissima blogger tunisina, TUNISIAN GIRL, voce dei giovani del suo Paese e della Primavera Araba, che io ho visto nelle foto… Intervistata racconta anche: «…Personalmente ho subìto abusi sessuali da parte di tre poliziotti. Mi hanno picchiato sulla testa, sono stata palpeggiata e maltrattata sessualmente. Tre poliziotti mi hanno toccato dappertutto, nel cuore di Tunisi, davanti a tanta gente. Non avrei mai immaginato di vivere queste cose…».

Dalle notizie che abbiamo su lei, si apprende: «… E’ considerata una delle artefici della rivoluzione in Tunisia, è scesa in piazza durante la primavera araba per abbattere il regime di Ben Alì. Il suo attivismo su blog e social network l’ha portata alla nomina a Premio Nobel per la Pace. Che poi non ha vinto, “fortunatamente” a detta della giovane. Musulmana, di Tunisi, figlia del presidente di Amnesty International in Tunisia…».

[…]

Lina dice: «Manca il lavoro, come mancava prima, c’è corruzione a tutti i livelli, come c’era prima ma il dissenso è sempre represso con l’uso della violenza da parte della polizia e dell’esercito con aggressioni, uso di lacrimogeni, violenze, bastoni. Nel governo c’è corruzione a tutti i livelli e nonostante le nostre denunce sono tornati gli stessi picchiatori dei tempi di Ben Alì. Abbiamo le prove. Foto, video, registrazioni ma nessuno fa niente per bloccare definitivamente questa oppressione. Io sono stata aggredita e picchiata presso la piazza dell’orologio il 9 aprile scorso da tre poliziotti. Mi hanno ferita, hanno tentato di violentarmi sessualmente per indurmi al silenzio, ma i colpevoli vivono indisturbati, pur essendo stati denunciati. Vogliono ridurmi al silenzio con la violenza e con ripetute minacce di morte, ma io non mi fermo».
Lina Ben Mhenni si appella alla stampa libera internazionale alla Rete «perché continuino a tenere alta, il più possibile, l’attenzione su quanto sta succedendo nel nostro Paese…So che il mio nome è stato inserito nella lista di persone indesiderate da eliminare e che anche il nostro blog viene preso di mira dalla polizia, per tentare di spegnare le poche voci libere che ancora ci sono in Tunisia».
L’abbraccio e apro una finestra anche io che vorrei spalancare le porte e abbattere i muri, sono certa come tutte e tutti voi.Tacere è essere complici.

(*) testo scritto per Facebok: lì trovate altri link e immagini

 

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