Rigaglie: una specie di omaggio a Straub

di Andrea Appetito

Una cornacchia si lancia nel vuoto da un pino altissimo e s’accoda a una nuvola grigia e solenne come un prete addobbato in processione. Sullo sfondo Roma è un brulicare di vite invisibili. Sto seduto sul belvedere del parco che circonda la mia scuola. Gli studenti sono usciti da poco invadendo il piazzale con la loro allegria. Un camioncino bianco si arrampica sulla collina invasa dalle villette a schiera e si ferma. Essere coscienti e modesti, pare abbia detto un giorno Jean-Marie Straub. Un cane abbaia, un altro risponde in lontananza. Il vento scuote il vecchio leccio che veglia sui confini della scuola. Ricomincia a piovere timidamente sulle foglie gialle di un fico, sulla siepe di bosso, sul pino alto e maestoso dove la cornacchia è tornata ad abitare il nido sospeso tra i rami più alti, alla mercé del vuoto e del vento. Le nuvole viaggiano leggere e si dissolvono, una dopo l’altra. Che lusso stare qui a osservare. 

(*) Dal 9 gennaio ogni domenica in “bottega” trovate «Rigaglie» ovvero le ispirazioni e riflessioni di Andrea Appetito. Qui le ultime 4: #000080;">Rigaglie: in cerca di cibo, #000080;">Rigaglie: domeniche a Berlino, #000080;">Rigaglie: eco di vite antiche e Rigaglie: all’autunno (20 novembre)

 

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