Scor-data: 13 febbraio 1903

Nasce Georges Simenon

di Fiorella Iacono (*)  

«Io sono un artigiano, ho bisogno di lavorare con le mani. Vorrei poter scolpire il mio romanzo da un pezzo di legno. I miei personaggi vorrei che fossero più pesanti, più tridimensionali. E vorrei creare un uomo in cui chiunque ci possa trovare i propri problemi».

Effettivamente, soprattutto leggendo i suoi romanzi, sembra che questo desiderio poetico, o, per meglio dire “poietico” (nel vero senso della etimologia della parola che ha in sé la radice del “fare”manuale) si sia infine avverato. Il mondo di Georges Simenon è popolato di personaggi davvero tridimensionali, gente comune che va incontro al proprio destino terreno senza nulla di speciale se non un delicato e a volte soffocante male di vivere. Tanti gli scrivevano, infatti, per ringraziarlo di aver messo nelle sue storie i loro problemi o le situazioni esistenziali in cui si riconoscevano: d’altra parte Simenon sceglieva i protagonisti dei suoi romanzi sfogliando gli elenchi telefonici (ne aveva una personale collezione) delle varie città nelle quali ha soggiornato anche per breve tempo.

Ma è la sua prosa cristallina e limpida che colpisce e avvolge il lettore. Lo scrivere con quotidianità e costanza certosina. Il costruire le tante storie di vita partendo dal nulla, da eventi di poco conto, da particolari apparentemente senza significato che pian pano lo scrittore ingigantisce, analizza e conduce verso l’epilogo, spesso tragico.

Sono più appassionata dei romanzi di Simenon, ma “i Maigret” non sono da meno.

Durante un’estate, ho “divorato” le sue «Memorie Intime» scritte come una sterminata lettera alla figlia Mary-Jo morta suicida, in cui lo scrittore ripercorre tutta la sua vita a ritroso. Sono pagine e pagine di paesaggi interiori ed esteriori che spesso rimandano a situazioni dei suoi romanzi. Amori torbidi e violenti, sconfitte che si aggrovigliano su se stesse, uomini qualunque che vanno incontro al loro destino, odio incontrollato che genera abbandono e rinuncia, storie straordinariamente semplici e struggenti che si consumano in poche ore lasciando il vuoto.

Le pagine della sua vita, come i romanzi, risentono molto dei luoghi che Simenon ha abitato: il Belgio, dove è nato, la Francia, il Canada, la Svizzera, i deserti texani, la grande neve del Connecticut.

«Non scriverò mai un grande romanzo. Il mio romanzo più grande è il mosaico dei miei più brevi… Scrivere non è una professione ma una vocazione all’infelicità».

Una personale “cognizione del dolore” pervasa di umile quotidianità.

Buon compleanno Georges.

 

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili ma sinora sempre evitati) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”. Talvolta il tema è più leggero che ogni tanto sorridere non fa male, anzi.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 13 febbraio fra l’altro avevo ipotizzato: 1250: nasce fra Dolcino; 1278: a Verona bruciati 200 catari e valdesi; 1927: tassa sui celibi; 1929: Pio XI chiama Mussolini «uomo della provvidenza»; 1934: Dollfuss massacra gli operai; 1944: muore Alessandro Sinigaglia; 1945: bombe a Dresda; 1965: censura contro «Il vicario» di Hochuth; 2006: assurda sentenza del Consiglio di Stato sul crocefisso. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.

Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su www.radiazione.info.

Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… vi aggiorneremo. (db)

 

 

Redazione
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