Scor-data: 13 marzo 1930

Plutone c’è ma forse no (ovvero: il desiderio di credere)

di Andrea Albini (*)  

I declassamenti, si sa, vengono decisi con carta, penna e computer ma da qualche parte provocano scompiglio, anche se non riguardano gli Stati, i loro debiti sovrani o i cittadini che devono pagarne le conseguenze.

Quattrocento anni orsono, Galileo combatté accanitamente contro i propri colleghi per far cadere il dogma aristotelico che voleva i corpi celesti perfetti e immutabili. Oggi sappiano che nell’universo avvengono trasformazioni, nascite e morti seguendo leggi fisiche ben precise e nessuno si scandalizza a riguardo. Soprattutto se si tratta di astronomi, ossia di professionisti in materia.

Il caso di Plutone, però, è particolare. Le trasformazioni che hanno interessato questo pianeta sono state, per così dire, di natura burocratica.

Plutone ha avuto un destino beffardo: scoperto nel 1930 dall’astronomo americano Clyde Tombaugh (la notizia cominciò a diffondersi il 13 marzo di quell’anno) questo corpo celeste è stato considerato il nono pianeta del nostro sistema solare per soli 76 anni. Beninteso Plutone rimane al suo posto ma ora si chiama 134340 Pluto e il numero che lo precede serve a identificarlo fra gli innumerevoli asteroidi che popolano una regione dello spazio chiamata Fascia di Kuiper.

Anche se non mancarono, fin da principio, le contestazioni da parte di chi non lo considerava un vero pianeta, i guai veri per Plutone iniziarono solo a partire dal 1977, quando fu scoperto il pianetino 2060 Chirone insieme a molti altri oggetti celesti con dimensioni e orbite imbarazzantemente prossime alla sua. Dopo che nel 2005 l’astronomo Mike Brown identificò Eris – un oggetto transuranico con le stesse dimensioni di Plutone – molti astronomi cominciarono a chiedersi se per caso non stavamo rischiando un’inflazione planetaria. Oppure, per dirla in termini diversi, se l’identificazione di Plutone come il nono pianeta del nostro sistema solare non fosse stata un poco affrettata.

Meglio cambiare le regole del gioco, e riclassificare Plutone in una categoria di oggetti – numerosa fino a quanto vogliamo – chiamata plutoidi; lasciando a otto il numero dei pianeti “ufficiali”. E questa fu la decisione presa nel 2006 dalla Unione astronomica internazionale (Uai) suscitando un interesse mediatico paragonabile solo a quello che aveva caratterizzato la scoperta di Plutone stesso.

L’origine del pasticcio plutonico nasce da una debolezza molto umana, e che non risparmia neppure la scienza: il desiderio di credere. Nel 1846, il matematico e astronomo francese Urban Le Verrier predisse teoricamente l’esistenza di Nettuno basandosi sulle perturbazioni osservate nell’orbita di Urano. Quando a brevissimo tempo un collega comunicò di aver osservato effettivamente questo corpo celeste, iniziò a diffondersi l’idea che, se esisteva un ottavo pianeta nel nostro sistema solare, poteva ben esisterne un nono più lontano. La caccia al pianeta sconosciuto cominciò nel 1906 soprattutto grazie ai cospicui finanziamenti di Percival Lowell: un miliardario americano che aveva fondato l’osservatorio astronomico di Flagstaff in Arizona. E dato che la volontà può molto – incluso vincere la ragione (un’idea che avrebbe provocato gravi conseguenze nel corso del secolo) – la scansione del cielo continuò fino all’effettiva “scoperta” di Plutone nel 1930.

Plutone, come pianeta, è durato poco più di 70 anni, ma il suo destino è stato comunque migliore se paragonato a quello di Vulcano: un pianeta interno all’orbita di Mercurio previsto teoricamente da Urban Le Verrier (ancora lui) dopo i successi di Nettuno, per giustificare la precessione del perielio del pianeta più interno al sistema solare. Nonostante un periodo di “Vulcanomania” durato per gli ultimi decenni dell’Ottocento, l’ipotesi dell’esistenza di pianeti intramercuriali fu definitivamente abbandonata all’inizio del nuovo secolo. Se la scoperta di Nettuno aveva segnato il trionfo della teoria newtoniana applicata alle orbite planetarie, per giustificare le anomalie nel moto di Mercurio non era necessario un nuovo pianeta ma un cambiamento di paradigma: la teoria della relatività appena formulata da Albert Einstein.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili ma sinora sempre evitati) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”. Talvolta il tema è più leggero che ogni tanto sorridere non fa male, anzi.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 13 marzo avevo, fra l’altro, ipotizzato: 1307: cattura di fra Dolcino; 1858: Orsini ghigliottinato; 1864: catturato il brigante Ninco Nanco; 1912: nasce Morisseau-Leroy; 1983: uccisa Marianela Garcia; 1984: muore Aurelio Peccei; 1987: 13 operai navali muoiono a Ravenna; 1992: ucciso Salvo Lima; 1998: assassinata Maria Leide Amorim dei Sem terra; 2002: Ramallah, ucciso Raffaele Ciriello; 2007: una storia di Chiquita da Galeano; 2010: muore Jean Ferrat… e chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.

Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su www.radiazione.info .

Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… vi aggiorneremo.  (db)

Redazione
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