Scor-data: 15 settembre 1930

 

Porfirio Diaz, eroe per alcuni anni, dittatore per oltre trenta

di Francesco Cecchini(*)

Nell’ anniversario della sua nascita, Porfirio Diaz nacque ad Oaxaca il 15 settembre 1930, qualcosa si dice o scrive di lui in Messico, ma non molto. Qualcuno vorrebbe far ritornare in patria le sue ossa sepolte al cimitero di Montparnasse a Parigi.

Durante i festeggiamenti per la Rivoluzione,invece moltissimi sono i riferimenti alla necessità che aveva il popolo di sbarazzarsi del dittatore che per 35 anni aveva occupato la poltrona di presidente violentando il Messico ed il suo popolo.

Porfirio fu  per qualche tempo, in gioventù, un eroe guerriero. Dopo studi da seminarista, invece di fare il prete decise di fare il soldato. E lo fece bene tanto da potersi fregiare del titolo di Soldado de la Patria, Soldato della Patria.Porfirio Diaz intervenne in almeno tre guerre, facendo una brillante carriera.

– la Guerra Messico Stati Uniti ( 1846-1848). Fà il suo debutto come guerriero, si arruolò nell’ esercito.

-la Guerra Civile ( 1858-1860) tra conservatori e liberali, chiamata Guerra della Riforma, nella quale appoggio la causa liberale. I conservatori erano contro la Costituzione del 1867. Partecipò a dodici battaglie e fece carriera.  Nel 1859 grazie ad una raccomandazione del Presidente della Repubblica al Governatore di Oxaca venne promosso a Tenente colonello. Nel 1860 venne nominato Capo della Brigata della Sierra della Divisione Operativa diOxaca. Nel 1861 gli venne data una menzione onorifica per il suo contributo alla battaglia di Jelatiaco e promosso a Generale di Brigata

– la Guerra contro l’intervento francese ( 1862-1857) guidato da Massimiliano, che puntava a fare l’imperatore del Messico. Partecipò e vinse  alla battaglia finale di Puebla, sconfisse i francesi e divenne Capo dell’Esercito operativo.Dopo queste tre guerre si dedicò alla politica o meglio al potere politico e mentre fino ad ora ebbe un ruolo patriottico, d’ ora in avanti Porfirio metterà il suo coraggio,  intelligenza e capacità che lo fecero rispettare dai nemici al servizio di sé stesso ed latifondisti. Con risultati brillanti per lui e l’oligarchia.

L’ ex Soldato della Patria governò come un despota dal 1876 al 1911, con eccezione del periodo 1880-1884, quando il potere venne esercitato da fedeli servitori. In questo periodo, conosciuto comeporfirato, ci fu un certo sviluppo economico. Installazione di nuove industrie, costruzione di opere pubbliche, vi porti, ferrovie ed edifici pubblici. Ma la stragrande maggioranza finanziate e gestite da capitale straniero.  Porfirio Diaz dette concessioni importanti a capitali francesi, inglesi e statunitensi. Questi si accaparrarono tutta l’industra mineraria, del petrolio e delle ferrovie, senza concedere posizioni di responsabilità a messicano e sfruttando ferocemente la manodopera locale. Insomma Porfirio Diaz svendette il Messico provocando lo scontento del suo popolo affogato nei debiti, maltrattato, in preda a licenziamenti ingiustificati e sottoposto a lunghe giornate di lavoro.

Inoltre Porfirio favorì i ricchi latifondisti, aumentò le loro proprietà assegnando loro terre comunali che appartenevano agli indigeni. Questi si trovarono a vivere una vita precaria e ad essere costretti a lavorare come braccianti nei latifondi per un compenso da fame.

Trascurò l’educazione popolare e favorì la Chiesa Cattolica prestando poca o nessuna attenzione alla politica di secolarizzazione del 1859.

Il malumore e lo spirito di ribellione si diffusero in tuto il paese con moti di protesta che vennero repressi violentemente. Come le proteste degli indigeni yaquis o mayos derubati delle loro terre o gli scioperi degli operai di Rio Blanco o Cananea.

Nel 1908 per neutralizzare questi movimenti di ribellione che si stavano diffondendo in tutto il paese Porfirio Diaz, per dimostrare il suo rispetto per la democrazia dichiarò che avrebbe accettato  volentieri la partecipazione oppositore alle prossime elezioni del 1910. Il candidato proposto dai liberali fu Francisco Madero. Madero fu anche imprigionato, ma la sua influenza aumentò sempre di più. Diaz vinse con un gigantesco broglio elettorale le elezioni, ma le proteste popolari lo costrinsero a lasciare la poltrona e ad abbandonare il Messico.

Prima di fuggire o già nell’oceano Pofirio disse una frase celebre:

Madero ha soltado al tigre, a ver sipuede domarlo”

“Madero ha liberato la tigre, vediamo se saprà domarla”

La tigre si chiamava rivoluzione, era stata liberata dalla dittatura di Porfirio Diaz. Anzi erano molte tigri con i volti di Emiliano Zapata, Francisco Villa ed altri ed avrebbero sbranato i nemici del popolo messicano.

 

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – o anche soltanto di segnalare qualcosa mettetevi in contatto con me (pkdick@fastmail.it) e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

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