Scor-data: 21 novembre 1920

Bologna nel mirino delle squadracce fasciste

di d. b. (*)  

«Impediremo ai socialisti di issare il loro cencio rosso sul palazzo comunale». Lo avevano detto le squadracce fascista di Leandro Arpinati e tentarono di farlo. Così il 21 novembre 1920 al palazzo d’Accursio di Bologna vi furono 10 morti in strada e uno dentro il consiglio comunale. Non esiste una ricostruzione storica da tutti accettata. Ma prima di arrivare a quel 21 novembre è bene capire il clima e qualche antefatto.

Nella provincia di Bologna dal 1920 (dopo l’occupazione delle fabbriche che si conclude in settembre) si svolgono grandi lotte dei mezzadri che vogliono aumenti salariali e le 8 ore. Scioperi possenti, ma anche scontri sanguinosi, che si chiudono in ottobre con la vittoria dei contadini. Gli agrari ma anche gli industriali, una parte dei commercianti e la borghesia più ricca non si sentono abbastanza tutelati dallo Stato e varano una nuova formazione politica, «Associazione di difesa sociale», che parla di organizzare “l’auto-difesa”. Un invito a nozze per i fasci da combattimento che sono stati riorganizzati quell’anno da Leandro Arpinati non solo per «difendere i valori patriottici dileggiati dai socialisti» ma più concretamente per organizzare crumiraggi, assaltare le sedi della sinistra e praticare lo squadrismo.

Però a Bologna i socialisti sono forti, stravincono le elezioni. Si arriva al 21 novembre, il giorno in cui si deve insediare il nuovo Consiglio comunale. Quando il sindaco, Ennio Gnudi (un socialista dell’ala detta massimalista) si affaccia al balcone su Piazza Maggiore, i fascisti sfondano a bastonate il cordone – forse compiacente e comunque debole – delle guardie. E’ il kaos. Da qui le versioni divergono. C’è chi dice che a sparare e a lanciar bombe sono solamente i fascisti con qualche isolato socialista e comunista a difendersi; altri invece sostengono che, quando la folla in fuga invade il cortile del Palazzo D’Accursio, bombe a mano vengono tirate dalle Guardie Rosse (cioè da nuclei, semi-spontanei più che organizzati, di autodifesa delle sinistre) nel timore di un assalto fascista: 9 operai e un’operaia rimangono uccisi. Anche dentro il Comune si scatena l’inferno: viene assassinato un consigliere della destra, Giulio Giordani, e un altro rimane ferito.

Un tribunale compiacente deciderà poi che a sparare furono solo i socialisti e alcuni consiglieri vengono condannati per «complicità» anche per la morte di Giordani (l’autore del delitto non venne individuato). E’ probabile, vista la dinamica dei fatti, che quel giorno si sparò da tutte le parti: fascisti soprattutto, socialisti e Guardie regie.

Quel che importa è che il Consiglio comunale viene sciolto; un risultato forse programmato dai fascisti e dai loro burattinai. Ma soprattutto quell’assalto squadrista è una sorta di prova generale per i mesi successivi. Gli agrari, poi seguiti dagli industriali, hanno scelto il loro cavallo.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 21 novembre fra l’altro avevo ipotizzato: 1694: nasce Voltaire; 1921: in Australia nasce Muum Shirl; 1942: Titti al cinema (con la sua celebre frase che nell’originasle è palindroma); 1963: muore «l’uomo di Alcatraz»; 1973: condannato Ordine Nuovo; 1994: arrestati, quasi per caso, i fratelli Savi; 1995: accordi Dayton; 2002: Woytyla “si scusa”. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

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