Scor-data: 22 luglio 1991

Honduras: uccidono Marco Tullio Lopez Hernandez

di Maria Teresa Messidoro (*)

22 luglio del ’91, sono le prime ore del pomeriggio. Fa caldo a Giaveno, è una giornata limpida, mi sto godendo il paesaggio dall’immensa finestra tondeggiante del mio salotto. Suona il telefono e la voce strozzata dal pianto del segretario dell’Aict (Associazione Internazionale contro la Tortura) – nel suo spagnolo perfetto da nordamericano – mi comunica che Marco Tullio Lopez Hernandez è stato ammazzato all’alba, alla fermata del bus, dopo aver accompagnato i figli a scuola, a San Pedro Sula, in Honduras.

Non ricordo più se già in quella prima telefonata o nelle molte successive di quei giorni vengo a conoscenza della dinamica dell’episodio, so però che la imparo a memoria.

Quando vedrò il filmato, con il corpo di Marco supino, a terra, nella pozza di sangue, con la gente che si stringe intorno a semicerchio, la scena è già dentro di me.

Chi era Marco Tullio ? Perché è stato ammazzato ?

Marco Tullio era figlio di Liduvina Hernandez, allora presidente di Cofadeh, l’Associazione dei Familiari degli Scomparsi di Honduras, il corrispondente delle Madri de Plaza de Mayo argentine.

Liduvina ha infatti già perso un figlio, inghiottito dalla terribile tecnica della “desaparecion”, utilizzata in quegli anni in tutta l’America Latina da governi militari o civili ma dittatoriali.

L’Honduras non fa eccezione, anche se lì le persone scomparse sono relativamente poche – all’inizio del ’91 si parla di 150 – ma selezionate: si cerca di colpire le organizzazioni popolari, si “costruiscono” sindacati paralleli a quelli veramente in lotta, si diffonde la corruzione e la sottomissione agli Stati Uniti che lì fanno da padrone.

Dall’Honduras partono le operazioni dei Contras per sfiancare il governo sandinista del Nicaragua; in Honduras si addestrano gli squadroni della morte ed i battaglioni speciali che agiranno impuniti in Salvador e Guatemala.

Marco Tullio non è ancora trentenne, ha raccolto il testimone del fratello: limpido nella sua onestà, intelligente, cocciuto, determinato, raccoglie attorno a sé giovani e meno giovani, cercando di tessere una paziente ragnatela di contatti tra organizzazioni giovanili e contadine che fino ad allora – per paura, per diffidenza – non si erano mai confrontate allo stesso tavolo.

Per l’agosto del 1991 è previsto un incontro nazionale di queste organizzazioni, a cui dovrebbe partecipare un gruppo di italiani, fra cui anch’io.

E’ già stato minacciato di morte: per questo, nel dicembre del ’90, una delegazione italiana dell’Aict, associazione di cui Marco fa parte, come me, lo accompagnerà in Italia, dove rimarrà nostro ospite fino al giugno del 1991, quando decide di ritornare in patria.

E’ una decisione improvvisa, probabilmente dettata dalla convinzione che qualcosa non quadra, che qualcuno sta facendo il doppio gioco, che qualcuno (anche a lui molto vicino) in realtà è un traditore.

Sono nostre supposizioni, la verità non la sapremo mai; solo Marco avrebbe potuto aiutarci a dipanare ciò che realmente stava succedendo.

Il giorno prima del suo assassinio, Marco Tullio avrebbe dovuto depositare nella sede di Cofadeh una testimonianza, che non fece per mancanza di tempo: fu rimandata al giorno successivo, ma non avvenne mai più.

L’assassino è stato arrestato, condannato e ora già si trova fuori dal carcere, probabilmente negli Stati Uniti, grazie ai mandanti che hanno ordinato questo assassinio e che hanno cercato di infangare la memoria di Marco Tullio, diffondendo la notizia che probabilmente si è trattato di un regolamento di conti all’interno del suo gruppo politico.

Quell’incontro previsto per l’agosto ’91 non avvenne, né allora né dopo: l’assassinio di Marco Tullio ha raggiunto il suo scopo e diffidenza, paura, rassegnazione hanno ripreso il sopravvento.

Adesso che sono passati molti anni da allora, quando ascoltiamo la storia di nuove resistenze in Honduras, di persone che si ribellano e scendono in piazza, pensiamo che Marco Tullio sarebbe in mezzo a loro, a combattere per recuperare la dignità del popolo honduregno.

Ma una mano omicida ha stroncato la sua vita e a noi resta soltanto il ricordo di un amico, di un compagno di vita e di lotta.

Compagno Marco Tullio, presente!

Questa poesia è stata scritta (nel settembre del 1991) da un amico di Marco Tullio, ma è rimasta anonima

Non basteranno

fiori

lacrime, pensieri

e

tanti

buoni propositi;

non basteranno

fax,

parole, ricordi,

per

il fratello caduto;

che mille

bocche

implorino;

che mille

pugni

si alzino;

che mille

rabbie

ruggiscano;

non basteranno

perché

ogni volta

che

rivedrò il tuo viso

mi

scoppierà

il cuore.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili ma sinora sempre evitati) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 22 luglio avevo anche ipotizzato i 6 morti a Gioia Tauro (1970) o la scarcerazione (nel 2010) di Giuseppe Gullotta, dopo che aveva trascorso innocente 22 anni in carcere.E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori. Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.

Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (db)

 

Teresa Messidoro

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