Scor-data: 5 novembre 1998

«Riabilitare i traditori, i disertori, i presunti vigliacchi…»: un discorso di Lionel Jospin sui “decimati”

di Daniele Barbieri e Francesca Negretti (*)

 

FRANCESCA – In Italia non c’è, come in Francia e in Gran Bretagna, un dibattito per riabilitare ufficialmente quei militari “giustiziati”… senza alcuna giustizia. In Italia non c’è stato un primo ministro che abbia avuto il coraggio di pronunciare parole come quelle dette, il 5 novembre 1998, a Craonne dal francese Lionel Jospin.

DANIELE – «I soldati fucilati per dare l’esempio […] sfiniti dagli attacchi condannati in anticipo all’insuccesso, scivolanti in un fango inzuppato di sangue, immersi in una disperazione senza fondo […] vittime di una disciplina il cui rigore non aveva eguale che nella durezza dei combattimenti […] tutti loro (SCV) completano oggi la nostra memoria collettiva nazionale». Così disse Jospin, riabilitando i traditori, i disertori, i presunti vigliacchi…

FRANCESCA – Perché quel discorso venne fatto a Craonne? Perché esiste una notissima canzone di Craonne. Venne scritta da un anonimo soldato nel 1915. E’ una canzone molto lunga […]

(*) Questo brano è tratto da «Ancora prigionieri della guerra», una lettura a due voci ideata da Daniele Barbieri e Francesca Negretti con immagini e suoni montati dal centro sociale «Brigata 36» di Imola. Lo stiamo portando in giro … ovunque ci chiamano (Padova, Milano, Imola, Torino) e saremo a BADIA POLESINE (Rovigo) la sera del 14 novembre; per info: http://www.cdponlus.it, 333 2350664. Un piccolo antidoto alle bugie e alle omissioni che perfino 100 anni dopo ci vengono proposte, in Italia ancor più che negli altri Paesi.

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 5 novembre avevo, fra l’altro, queste ipotesi:
1605: Guy Fawkes (in blog un anno fa); 1714: muore Ramazzini; 1855: nasce Debs; 1883: la Corte Suprema Usa decide che «un indiano americano è per nascita uno straniero»; 1952: nasce Vandana Shiva; 1977: muore La Pira… E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (
db)

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • francescocecchini

    In Inghilterra non vi e’ nessun dibattito sui fucilati in quanto sono stati gia’ riabilitati. Jospin non ha riabilitato di fatto i fucilati. In Francia ne stanno ancora parlando. Fece il discorso a Craonne non per la canzone, ma per la battaglia.

  • A me risulta questa situazione (ovviamente sintetizzo). In Francia c’è un dibattito sulla necessità di riabilitare ufficialmente i militari decimati e i disertori che, grazie anche al discorso di Jospin, si è amplificato.
    In Gran Bretagna il conte di Carlise alla Camera dei Lords domandò il perdono per tutti i fucilati di guerra e nell’estate del 1998 il ministro della Difesa, il laburista John Reid, ha proposto di «reintegrare a pieno titolo i fucilati nella memoria nazionale e di commemorarli insieme alle altre vittime della guerra». Sempre in Gran Bretagna esiste un monumento al National Memorial Arborerum che ricorda i soldati – inglesi, irlandesi o del Commonwealth – fucilati durante la prima guerra mondiale (ufficialmente 306) per diserzione o “codardia”. Dopo una campagna durata decenni quei “codardi” sono stati “perdonati” nel 2006 con un emendamento alla corrente legge inglese delle Forze Armate: perdonati non riabilitati.
    In Germania c’è, a Stoccarda, un monumento ai disertori sia della prima che della seconda guerra mondiale, ma per loro ufficialmente non vi è riabilitazione o “perdono”. Una iniziativa isolata.
    In Italia quasi nulla.
    Quanto alle canzoni sia quella di Craonne che quella di Gorizia restano “famose” – ancora 100 anni dopo – persino fra coloro che non ricordano le battaglie (o per dire meglio le stragi) dalle quali sono nate; lo stesso accade con film e romanzi. La memoria sia individuale che collettiva va alimentata o svanisce. Da qui lo sforzo – oggi come ieri – dei poteri per cancellare le tracce di chi disobbedì, disertò, sabotò l’infamia delle guerre. E da qui l’impegno – anche di questo blog – per alimentare quella memoria, necessaria per l’agire dell’oggi contro altre guerre.

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