Scor-data: 6 agosto 1890

La sedia che uccide in nome dello Stato

di Claudio Giusti (*)  

William Kemmler fu cavia involontaria nella prima esecuzione con la sedia elettrica. La decapitazione causata dall’impiccagione mal riuscita ha il difetto di inondare di sangue gli astanti e un paio di disastri del genere convinsero le autorità di New York a cercare aiuto nella moderna tecnologia. Chiesero a un tizio di costruire un marchingegno elettrico che desse la morte istantanea e costui si rivolse a sua volta a Edison. Il grande inventore era contrario alla pena di morte ma voleva danneggiare il suo concorrente Westinghouse che patrocinava l’uso della corrente alternata, mentre Edison usava la continua. La prima è molto più pericolosa della seconda, ma notevolmente più facile da distribuire e, in effetti, fu quella che vinse la gara: in tutti i sensi. Edison procurò un alternatore di seconda mano al tecnico che stava costruendo la sedia elettrica, mentre Westinghouse – contrario a Edison se non alla pena di morte – passava fiumi di denaro al povero Kemmler nel tentativo di evitarne l’uccisione con la sua corrente alternata. Alla fine la Corte Suprema (In Re Kemmler) non trovò nulla da ridire sul nuovo attrezzo di morte e la prima electrocution ebbe luogo il 6 agosto 1890. Sin dal primo momento se ne comprese tutto l’orrore e Westinghouse commentò acidamente che avrebbero ottenuto un risultato migliore se avessero usato una scure (come aveva fatto Kemmler con la sua convivente) ma non si può fermare il progresso e da allora quasi 5.000 persone sono state cotte vive dalle varie Old Sparky e Yellow Mama. Solo nel 2001 la Corte Suprema della Georgia decise che trasformare la gente in bistecche bruciacchiate è contrario alla Costituzione di quello Stato; ma non vi preoccupate, la sedia era già stata rimpiazzata dal nuovo ritrovato tecnologico: l’iniezione letale.

(*) Ripreso da http://www.astrangefruit.org/index.php/it/risorse/726-la-crudelta-della-pena-di-morte che trovate anche qui in blog come La crudeltà della pena di morte.

In un altro 6 agosto – l’anno lo sapete – gli Usa (sempre all’avanguardia pere uccidere) decidono di utilizzare una ben più grande “sedia elettrica” sperimentale per punire un intero popolo: la città si chiamava Hiroshima.

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”. Ma qualche volta ci sono argomrenti più leggeri che… ogni tanto sorridere non fa male.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 6 agosto avevo,fra l’altro, ipotizzato: 1492: Rodrigo Borgia diventa papa; 1945: Hiroshima; 1991: 20mila albanesi arrivano a Bari. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

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