Scor-data:12 luglio 1562

Il grande rogo dei conquistatori cristiani

di d. b. (*)  

Incredibile l’arroganza dei capi maya che non vogliono abbandonare i loro sciocchi riti per abbracciare l’unica, vera religione che ovviamente è il cristianesimo. Così il 12 luglio 1562 il vescovo Diego De Canda li fa arrestare e torturare. Poi ordina di distruggere i codici, le sculture e tutti i libri scritti in quella lingua. «Bruciamoli indistintamente» (cioè senza guardare se parlano di scienza, religione o sesso) perché, spiega, «in essi non v’è cosa che non sia corrotta di superstizione e falsità diabolica».

Così vien fatto. Non è il primo rogo (gli antichi romani vollero che il fuoco cancellasse Cartagine) e non sarà l’ultimo. Persino gli strumenti musicali degli amerindi vengono bruciati perché lì dentro – si spiega – suona il demonio. Viene vietato agli indigeni di parlare in pubblico la loro lingua.

Ma le fiamme non cancellano tutto. Le rivolte durano secoli e dalle ceneri qualcosa resiste, torna. Di bocca in bocca…. sino ai giorni nostri. Eduardo Galeano ritrova alcuni di quei documenti, li riordina e li pubblica: tre volumi di «Memorie del fuoco» (tradotti anche in italiano) che è opportuno conoscere.

Oggi gli sconfitti popoli indigeni sono di nuovo protagonisti. Bisogna ammettere che non è male la Costituzione degli Stati Uniti ed è bella anche quella italiana ma il popolo boliviano ne ha varata una ancora migliore: è stato deciso, dopo una lunga discussione che ha coinvolto metà del Paese, di parlare dei diritti di Pacha Mama, la madre terra. Il presidente boliviano Evo Morales è un indio aymara. Difende i diritti della terra come quelli della sua gente, è un tipo “arrogante” come quei maya del 1562. Provate a indovinare chi lo odia e chi parla di lui solo per calunniarlo.

 

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 12 luglio fra l’altro avevo ipotizzato: 1726: ultima spedizione di Cook; 1904: nasce Neruda; 1942: nasce in Croazia un campo di sterminio; 1944: strage a Fossoli; 2007: soldati Usa fanno una strage a Bagdad, come tante o forse peggio. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

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