Bolivia: il ritorno del golpismo

A seguito dello spostamento della data del Censo de Población y Vivienda,l’ultradestra ha promosso tre settimane di sciopero ad oltranza con epicentro il dipartimento di Santa Cruz per destabilizzare il governo di Luis Arce e rivendicare il separatismo dell’Oriente boliviano utilizzando la violenza delle squadracce paramilitari dell’ Unión Juvenil Cruceñista. di David Lifodi

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Dalle ambasciate USA: un nuovo Plan Condor …

… contro il socialismo latinoamericano. di Geraldina Colotti In nome della “lotta al terrorismo”, dalla Colombia al Paraguay, dal Cile al Perù, fino a Bolivia e Venezuela ritornano le sparizioni forzate, le torture, l’uso di paramilitari travestiti da civili e una diplomazia a senso unico che cerca di delegittimare ad ogni costo i governi popolari.

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La Bolivia che verrà

«Abbiamo recuperato la democrazia e la speranza» sono state le prime parole pronunciate da Luis Arce dopo la sua elezione. Il Movimiento al Socialismo dovrà guardarsi dalle manovre di destabilizzazione della destra, tutt’altro che terminate, ma proseguire sulla strada del rinnovamento e dell’apertura ai movimenti sociali senza tentativi di cooptazione come accaduto negli ultimi anni: queremos volver mejores. di David

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Bolivia: perché adesso a sinistra tacciono?

Il duro atto d’accusa di Itzamná Ollantay – nei confronti di indianisti, indigenisti, ambientalisti e femministe, di coloro insomma che, da sinistra, criticavano Evo Morales quando era a Palacio Quemado, senza peraltro preferire i golpisti (come è ovvio) – farà sicuramente discutere. A pochi giorni dalle presidenziali che, ci auguriamo, possano sancire la vittoria di Luis Arce e del Mas, il

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