Scor-date: 17 luglio 1959

Ricordando Louis e Mary Leakey (che scoprirono ad Olduvai l’ominino fossile detto Zinjanthropus boisei, oggi ridefinito Australopithecus boisei)

di Giorgio Chelidonio (*)   

Lo studio delle più antiche fasi africane della preistoria e della stessa ominazione non sarebbero probabilmente le stesse senza le ricerche di Louis Leakey (1), di sua moglie Mary (2) e del figlio Richard (3).  Cronologicamente parlando basta visualizzare l’anno (1972) in cui è mancato Louis, capostipite di questa famiglia così importante per le ricerche paleoantropologiche del XX secolo, per cogliere quanto abbiano contribuito ad aprire orizzonti alle ricerche che si stanno adesso sviluppando ed estendendosi oltre la stessa “culla africana”.  Quest’ultima idea, avviata nel 1925 da R. Dart con la scoperta del cranio di Taung (4) – in decenni ancora dominati dal pregiudizio euro-centrico (1912-1953) ben rappresentato dal falso reperto inglese di Piltdown (5) – conobbe nuovi e rilevanti sviluppi con le ricerche di L. Leakey in Tanzania: fra il 1960 e il 1968, nella Olduvai Gorge, scoprì due crani datati a circa 1,8 milioni di anni fa e dotati di capacità cranica fra 400 e 600 cm. cubici riferibili ad esemplari di Homo habilis (6). Ne risultò così ribadito il concetto dartiano di antenati bipedi ma dotati di masse cerebrali modeste e paragonabili a quelli degli scimpanzé e gorilla attuali (7). L’associazione di resti di Homo Habilis (ominino africano oggi retrodatato fino a 2,3 milioni di anni fa) con utensili in pietra (intenzionalmente prodotti e usati) seppellì l’idea tardo-ottocentesca di un’umanità delle origini “bianca”, che già le scoperte (1891) del cosiddetto Pitecantropus erectus, fatte da E. Dubois a Sumatra e Giava, avevano messo in discussione senza essere riconosciute per quasi 30 anni. In altre parole, le ricerche e le scoperte di Louis Leakey contribuirono all’affermarsi della multidisciplinarietà della moderna paleoantropologia. Per farla breve bisogna però citare almeno altre due scoperte della famiglia Leakey: a) le impronte fossili di Laetoli (1976) individuate e riportate alla luce da Mary Leakey e che testimoniano il bipedismo già a 3,75 milioni di anni fa (8); b) la scoperta del cranio siglato come “KNM 1470” (9) fatta nel 1972 da una equipe diretta da Richard Leakey. Divulgato come Homo Habilis (o come Homo Rudolfensis) e dotato di una capacità cranica di 752 cm³ circa (riconsiderata, fra il 2008 e il 2012, fra 526 e 700 cm³), resta datato a 1,9 milioni di anni fa, cioè a un importante momento evolutivo per gli ominini africani. Infatti, alcune tracce rinvenute nella valle palestinese del Giordano (sito nell’altopiano di Yron datato a prima 2,4 milioni di anni) (10) suggeriscono presenze antropiche già migrate dall’originaria nicchia africana. Ancora oggi la Leakey Foundation (11) promuove ricerche internazionali, citando sulla home page del suo sito un motto di Louis Leakey : «Without the opportunity to seek, there is no opportunity to discover». Potremmo tradurre con «mancando opportunità di ricerca, non c’è probabilità di scoperte», una indicazione inoppugnabile anche per le istituzioni archeo-culturali italiane.  Soprattutto per quei politici che considerano la cultura un costo e non un investimento.  Con tali premesse non solo andrà perso un numero imprecisabile quanto elevato di nuove scoperte, ma lo stesso patrimonio già è condannato al degrado progressivo: infatti la sua valorizzazione necessità di adeguate attività educative e divulgative.

  1. http://en.wikipedia.org/wiki/Louis_Leakey
  2. http://en.wikipedia.org/wiki/Mary_Leakey
  3. http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Leakey
  4. http://en.wikipedia.org/wiki/Taung_Child
  5. http://en.wikipedia.org/wiki/Piltdown_Man
  6. http://en.wikipedia.org/wiki/Homo_habilis
  7. http://www.treccani.it/enciclopedia/ominidi/
  8. http://en.wikipedia.org/wiki/Laetoli#The_footprints
  9. http://en.wikipedia.org/wiki/Homo_rudolfensis
  10.   Bosinski G., 1996: «Les origines de l’homme en Europe et en Asie», Editions Errance, Paris.
  11. http://leakeyfoundation.org/

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

Redazione
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  • Grazie a Giorgio Chelidonio per la bella scor-data. A me che collaboro in un progetto di ricerca di astronomia sui pianeti extrasolari (link), cioè mondi alieni, il motto della Leakey Foundation non può non ricordare la celeberrima frase con cui i fisici Giuseppe Cocconi e Philip Morrison chiudevano lo storico articolo pubblicato su Nature nel 1959, che sarebbe divenuto la base per quella branca della moderna astrobiologia che è la ricerca SETI:

    «The probability of success is difficult to estimate; but if we never search the chance of success is zero»

    Si può vedere l’articolo originale qui (link), anche con la traduzione in italiano. D’altronde si sa che l’astronomia è po’ come l’archeologia e la paleoantropologia, discipline che studiano qualcosa di lontano nello spazio e nel tempo…

    E poi c’entra anche la fantascienza, un titolo su tutti Nell’abisso di Olduvai di Mike Resnick: qui (link) la sua pagina nel Catalogo Vegetti della letteratura fantastica.

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