Scuola: «voi andreste a combattere?»
«Guerra e conflitti» : il questionario dell’AGiA per le scuole che, se non proprio guerra, un po’ di conflitto ha creato
«Racconta l’antico amico Mao Valpiana, leader del movimento non violento, che quando gira nelle scuole a parlare di guerra la domanda la pone sempre: ‘Ma voi ci andreste, a combattere?’. Domanda che, dice, accende sempre il dibattito tra gli studenti». A parlare è Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. “La stessa domanda è formulata nel nostro questionario destinato agli adolescenti ‘Guerra e conflitti’, una consultazione per capire i vissuti di ragazze e ragazzi: ‘Se il mio Paese entrasse in guerra mi sentirei responsabile e se servisse mi arruolerei. Quanto sei d’accordo con questa affermazione?’. Per inciso, i risultati parziali su circa quattromila questionari – la consultazione si chiuderà il prossimo 19 dicembre – dicono che il 68% del campione non si arruolerebbe”.
“Su questa domanda il Fatto Quotidiano – prosegue Terragni – ha ritenuto di costruire un vero e proprio teorema con un articolo a firma Elisabetta Reguitti, giornalista che peraltro non mi ha mai interpellato direttamente, articolo che parla di domande ‘patriottiche’. In breve, il teorema è il seguente: in vista di una generale chiamata alle armi e di un ritorno alla leva obbligatoria, il governo dà mandato alla Garante infanzia e adolescenza di sondare gli umori dei giovani e la loro disponibilità ad arruolarsi. E l’Autorità garante ubbidisce”.1
Quello sopra è uno stralcio del “comunicato” apparso sulla pagina ufficiale del dell’AGIA (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza) il 5 dicembre scorso, in seguito alle polemiche scaturite (non solo su Il Fatto quotidiano2, e non solo su siti, social e blog antimilitaristi3, ma anche su alcune delle testate con interesse specifico all’universo scuola4 e su altri quotidiani e su siti e giornali a carattere locale e non specialistico. Scrive, per esempio, Alessandra Prospero su Abruzzo Sera5:
“Sta suscitando polemiche il questionario “Guerra e conflitti” promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), una consultazione rivolta ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni e diventata, in poche ore, uno dei temi più discussi online. L’iniziativa è finita al centro di un’ondata di critiche dopo un articolo de Il Fatto Quotidiano che ha portato all’attenzione pubblica alcune domande del questionario, considerate da molti troppo dirette e inopportune.
Il punto più controverso è una domanda che chiede agli adolescenti se, in caso di guerra, si sentirebbero “responsabili” e se sarebbero pronti ad “arruolarsi, se servisse”. Una formulazione che, al di là delle intenzioni ufficiali, ha immediatamente acceso dubbi: perché porre a minori una domanda del genere? Con quale finalità? E con quali cautele?
Il questionario è effettivamente pubblicato sul sito dell’AGIA e accessibile su base volontaria tramite la piattaforma dedicata. Non risulta, nei documenti ufficiali, un obbligo per le scuole a diffonderlo, né un coinvolgimento formale del Ministero dell’Istruzione. Tuttavia, ciò non ha impedito che alcune famiglie e insegnanti si siano trovati davanti alle domande senza un’adeguata cornice esplicativa, alimentando sospetti e preoccupazioni.
L’allarme sollevato da Il Fatto Quotidiano non nasce nel vuoto: in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni crescenti, chiedere a un quattordicenne se sarebbe disposto a imbracciare un’arma non può essere considerato un dettaglio. Il rischio che simili quesiti vengano percepiti come una forma di normalizzazione della guerra o come un test di disponibilità all’arruolamento non è trascurabile. E la reazione dell’opinione pubblico lo dimostra.”
Le dichiarazioni della Garante dell’Infanzia potrebbero anche rassicurare, grazie anche al suo tirare in ballo il probabilmente inconsapevole Mao Valpiana e il Movimento Nonviolento. Almeno sulla sua buona fede. Se non fosse che la sua contestatissima nomina a Garante (formalmente da parte dei presidenti di Camera e Senato, nel gennaio scorso) sia apparsa a molti una forzatura voluta dal Governo Meloni, e dalla Ministra per la famiglia Eugenia Rocella. Forzatura perché, come le è stato da subito contestato, non aveva i titoli giuridici e curricolari adeguati6, senza alcuna esperienza specifica (gli unici suoi interventi conosciuti riguardanti gli adolescenti, ai tempi del Ddl Zan, non sembravano proprio “garantisti”, erano anzi apparsi discriminatori nei confronti dei genitori e dei “bambini con varianza di genere”.
Appare inoltre innegabile (nonostante la dichiarazione di indipendenza dell’Osservatorio dall’esecutivo) la sua contiguità con alcune delle ideologie e finalità caratterizzanti il Governo in carica.
Per cui anche il “questionario in questione” (oltretutto accessbile a tutti, senza verifiche sull’età dichiarata, basta entrare sul sito per poter partecipare) non può non essere visto come coerente (organico) con le politiche portate avanti da questo Governo nel voler militarizzare ideologicamente la scuola di ogni ordine e grado (non solo da questo, purtroppo, ma con una accelerazione evidentissima).
Politiche e scelte programmatiche in cui le ultime proposte, riassunte nell’ossimoro crosettiano della “leva volontaria”7, sono solo uno degli ultimi tasselli; assieme al tentativo di imporre il corso di filosofia per allievi ufficiali dell’Esercito all’Università di Bologna8; o del divieto arrivato dall’alto al corso “4 novembre la scuola non si arruola” che doveva tenere il CESTES9.
Il fine evidente è fare delle scuole i luoghi privilegiati per educare alla disciplina e all’ordine; ai valori nazionalistici e guerreschi; alla famiglia tradizionale e all’autorità patriarcale e a quant’altro la destra al potere (dentro e fuori da Governo e Parlamento) sta cercando di far passare, in maniera spesso becera ma comunque pericolosa.
Del resto è lo stesso ministro Crosetto ad affermarlo, quando provando a “rassicurare” sulla sua contrarietà alla leva obbligatoria, afferma che (vedi articolo alla nota 7): “le forze armate non possono essere pensate come un luogo per educare i giovani, cosa che deve essere fatta dalla famiglia e dalla scuola”.
Il tutto in un contesto, non solo nazionale, di smarrimento e spinta alla ricerca di valori autoritari, come rivela il rapporto CENSIS reso pubblico alcuni giorni fa.10
Da anni, ancora prima della cesura rappresentata da pandemia e confinamento, i movimenti pacifisti e antimilitaristi stanno denunciando e combattendo queste politiche. E negli ultimi anni si sono dati anche un coordinamento/luogo particolare e specificoper analizzare il fenomeno e organizzarne la contestazione, con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università https://osservatorionomilscuola.com/info/
“Il processo di militarizzazione delle scuole italiane è oggi un fenomeno onnicomprensivo che investe istituti di ogni ordine e grado, riducendo la libertà di docenti e studenti e trasformando le radici di un sistema che dovrebbe invece promuovere il futu
ro.” afferma Antonio Mazzeo, insegnante, tra i fondatori dell’Osservatorio, autore del libro La scuola va alla guerra, inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia, edito da manifestolibri nel 2024: https://www.ibs.it/scuola-va-alla-guerra-inchiesta-libro-antonio-mazzeo/e/9788872859865
Il questionario dell’AGiA, come ha sottolineato qualcuno, non fa che normalizzare il concetto di guerra: nel ridurla a evento possibile, in fondo esistito da sempre, paragonabile, su scala più grande, ai normali conflitti e “scatti d’ira” che tutti possiamo avere; derivante quasi esclusivamente da ragioni umorali; qualcosa che potrebbe anche accadere e, quindi, tanto vale sapere come sarà meglio o come “dobbiamo” comportarci. Anzi, visto che probabilmente sarà inevitabile, tanto vale preparare bene i nostri giovani e le nostre giovani (non sappiamo cosa pensi in proposito, la Garante, per le persone non binarie).
LINK
Sul questionario
https://www.garanteinfanzia.org/il-68-degli-adolescenti-non-si-arruolerebbe-in-caso-di-guerra-2/
Per approfondire sull’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università e sulle sue campagne, e non solo:
https://ilmanifesto.it/sciopero-degli-studenti-tedeschi-contro-la-leva
https://osservatorionomilscuola.com/2025/12/08/intervista-serena-tusini-osservatorio-radio-onda-rossa-ritorno-leva/
10/07/2025 https://altreconomia.it/nessun-progetto-funzionale-alla-cultura-di-guerra-dovrebbe-entrare-a-scuola/
22/09/2023 https://www.lacittafutura.it/editoriali/%c3%a8-in-atto-la-militarizzazione-delle-scuole
https://www.siped.it/pubblicazione-numero-speciale-rivista-eas-tema-guerra-classe/
in Bottega
29/05/024 https://www.labottegadelbarbieri.org/la-scuola-pubblica-italiana-istruisce-alla-guerra-o-alla-pace/
21/04/2024 https://www.labottegadelbarbieri.org/roma-10-11-maggio-la-scuola-italiana-va-alla-guerra/
15/09/2023 https://www.labottegadelbarbieri.org/al-via-losservatorio-contro-la-militarizzazione/
26/04/2023 https://www.labottegadelbarbieri.org/la-scuola-terreno-di-conquista/
NOTE
1 https://www.garanteinfanzia.org/marina-terragni-il-fatto-distorce-realta-sempre-lavorato-per-pace/
2 https://www.officinadeisaperi.it/agora/politica-e-cultura/italia-in-guerra-ti-arruoleresti-cosi-il-garante-agli-adolescenti-da-il-fatto-e-il-manifesto/
3 https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-se_litalia_entra_in_guerra_un_sondaggio_shock_del_garante_agli_adolescenti_italiani/45289_63978/
4 https://www.tecnicadellascuola.it/adolescenti-e-guerra-il-68-non-si-arruolerebbe-consultazione-del-garante-infanzia-e-adolescenza/amp
https://www.scuolalink.it/adolescenti-e-guerra-il-68-dei-giovani-dice-no-allarruolamento
5 https://abruzzosera.it/attualita/arruolamento-ai-minori-cosa-ce-dietro-il-questionario-agia-che-fa-discutere-litalia/
6 https://www.repubblica.it/cronaca/2025/01/18/news/marina_terragni_garante_infanzia_chi_e-423946042/
https://www.unita.it/2025/01/17/chi-e-marina-terragni-nuova-garante-infanzia-femminista/
7 https://www.orizzontescuola.it/servizio-militare-obbligatorio-le-proposte-che-reintroducono-la-leva-per-i-18-26enni-italiani-ma-crosetto-avverte-le-forze-armate-non-possono-essere-pensate-come-un-luogo-per-educare-i-giovani/
https://osservatorionomilscuola.com/2025/12/08/intervista-serena-tusini-osservatorio-radio-onda-rossa-ritorno-leva/
8 https://www.ilpost.it/2025/12/02/cosa-e-successo-universita-bologna-accademia-modena-corso-filosofia-esercito/
9 In Bottega https://www.labottegadelbarbieri.org/il-ministero-dellistruzione-e-della-guerra-senza-vergogna/
10 https://www.adnkronos.com/economia/italia-vecchia-e-immobile-nelleta-selvaggia-smarrisce-la-strada-del-futuro-il-rapporto-censis_4F0Pde78OneRdAYp3BzL4c





