Sinistra e destra: distorsioni e mandrie di gatti

di Giorgio Chelidonio

Il meglio (FORSE) del blog-bottega /298…. andando a ritroso nel tempo (*)

Mandriani di gatti?  

Nei conservatori (nel senso dell’orientamento politico) pare prevalga la convinzione che i loro omologhi sociali condividano gran parte delle loro preferenze e idee. Mentre quelli “di sinistra” sembra che ritengano di distinguersi dai propri compagni di fede politica molto più di quanto lo siano realmente. Queste distorsioni percettive sistematiche influiscono sul funzionamento delle organizzazioni politiche.

Quando Bill Clinton era presidente degli Stati Uniti pare si lamentasse del fatto che convincere i democratici a concordare una linea d’azione fosse come radunare una mandria di gatti (herding cats, è frase idiomatica inglese equivalente a «qualcosa impossibile a farsi», quasi un “contro natura” per chi conosce i felini: domestici però non addomesticati) laddove i repubblicani non sembravano avere il problema.
Che sia questa convinzione di unicità che rende simili le persone di sinistra? Forse è come nella scena del film «
Brian di Nazareth» (1979) dei Monty Python, in cui una folla di centinaia di persone canta all’unisono: «Sì, siamo tutti individui! Sì, siamo tutti diversi!» (http://www.youtube.com/watch?v=jVygqjyS4CA). Oppure come nell’indimenticabile, disperante, esilarante monologo di Nanni Moretti («Palombella rossa», 1989): http://www.youtube.com/watch?v=D-J38XGB4cI

Riguardatevi le due scene e poi provate a leggere l’articolo:

http://www.lescienze.it/news/2014/01/25/news/unicit_somiglianze_individuo_conservatori_sinistra-1980538/?ref=nl-Le-Scienze_31-01-2014 di Sarah Estes e Jesse Graham

Buone visioni e buona lettura

PS: per i più “curiosi & studiosi” questo è il link al testo originale pubblicato su «Scientific American»: http://www.scientificamerican.com/article/psychologists-getting-liberals-to-agree-really-is-like-herding-cats

(*) IL NOSTRO “MEGLIO”

Anche quest’agosto la “bottega” recupera – nel pieno dell’estate – alcuni vecchi articoli che a rileggerli, anni dopo, ci sembrano interessanti. Il motivo? Un po’ perché 22 mila articoli (appena superati) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché d’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda (ma un po’ alla volta siamo arrivati al 2014) valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto ritrovare semi, ponti, ornitorinchi (cioè stranezze eppur vere), pensieri perduti; ove possibile accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente. Con le firme più varie, con stili assai differenti e con quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza il nostro blog-bottega. Al solito con l’inizio di settembre terminiamo questo (forse) “meglio”. Per rivederci presumibilmente la prossima estate. O magari a dicembre per farvi in/soliti regali riciclati. [db]

 

Giorgio Chelidonio

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