Solvay e gassificatori: “governo del cambiamento” come tutti gli altri?

di Maurizio Marchi (*)

Al governo della Repubblica (e ai singoli ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture, dello Sviluppo economico)

Oggetto: Progetto Edison di rigassificatore di GNL a Rosignano (LI). Richiesta di cancellazione definitiva.

La soc. Edison sta tentando dal 2002 di imporre alla comunità di Rosignano un rigassificatore di GNL per 8 miliardi di metri cubi l’anno, appoggiandosi sulle strutture esistenti dello stabilimento Solvay e in parte proponendo la costruzione ex-novo dei serbatoi e del rigassificatore. Tutti i governi della Repubblica, da Prodi a Gentiloni, passando per quello di Berlusconi, che ebbe un ruolo particolarmente attivo con il ministro Matteoli – di origine locale – hanno appoggiato il progetto, mentre la Regione Toscana gli preferì nel 2004 quello galleggiante proposto da OLT Lng a Livorno.

La Provincia di Livorno finchè è esistita si è espressa contro il progetto, mentre il Comune di Rosignano ha tenuto un atteggiamento altalenante negli anni, fino ad arrivare ad una presa di posizione negativa, annunciando anche il ricorso al TAR contro il decreto del Ministero dell’Ambiente 215 del 14.7.17.

Nel frattempo il rigassificatore OLT è stato quasi sempre vuoto, dalla sua entrata in funzione (fine 2013), godendo tuttavia di incentivi statali per 45 milioni di euro negli anni 2013/2014, addirittura 80,3 milioni di euro nel 2015, 92 milioni di euro nel 2016 e 97 milioni di euro nel 2017.

Tornando al progetto Edison, la popolazione e le categorie economiche si sono sempre espresse contro il progetto, visto come preclusivo di qualsiasi altro tipo di sviluppo per il territorio comunale, che fatica a riconvertirsi verso il turismo, dopo aver subito per circa un secolo l’impatto devastante dello stabilimento Solvay: non solo spiagge e mare bianco, ma anche morie di pesci, fughe di cloro ed ammoniaca, movimentazione di navi etileniere, alti consumi d’acqua dolce ed altro.

Un gruppo di cittadini riusciva a fine 2005 ad ottenere anche l’ammissione di un referendum propositivo, previsto dallo Statuto comunale, ma bloccato dal TAR di Firenze per ricorso di Edison. Si vanificava, ed è a tutt’oggi vanificato il dettato del Trattato di Aarhus, recepito dall’Italia, che prescrive un larga partecipazione pubblica alle decisioni riguardanti progetti così rilevanti.

Recentemente anche il governo Gentiloni-Calenda frenava sui rigassificatori, con una revisione della SEN: il documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN 2017) firmato e presentato dai ministri Calenda e Galletti il 10 novembre il cui avviso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 11 dicembre 2017 a pag. 27. Il nuovo documento, che definisce le linee della strategia energetica dell’Italia fino al 2030 afferma tra l’altro a pag 160   che:
“A seguito di ulteriori approfondimenti successivi ai risultati della consultazione l’ipotesi originariamente prevista di promuovere la realizzazione nel breve termine di 4 miliardi di metri cubi di capacità di rigassificazione addizionali con garanzie a carico del sistema… è stata valutata non necessaria in questa fase…”

Si ritiene che abbiano pesato su questa “frenata” i minori consumi e d’altra parte anche gli alti incentivi che lo stato ha garantito finora, nonostante il parzialissimo utilizzo dei rigassificatori esistenti.

Visto tutto quanto sopra, con la presente si chiede che il progetto Edison, inutile, costoso per le casse pubbliche e pericoloso per l’economia locale e per la sicurezza dei cittadini, sia definitivamente cancellato dal Governo della Repubblica in nome del bene comune, che deve prevalere sull’interesse privato.

Il progetto Edison negli anni in sintesi

2002

Il progetto veniva respinto dal Comune di Rosignano in quanto incompatibile con il Piano strutturale.

Il primo progetto di terminale metano prevedeva

  1. prolungamento del pontile di 430 mt, per l’attracco di navi metaniere oceaniche

  2. serbatoio di GNL (metano liquefatto) da 160.000 mc in area archeologica costiera

  3. serbatoio di etilene da 10.000 tonn. nella stessa area,

  4. connessione alla fabbrica e al metanodotto SNAM in Comune di Castellina

Si prometteva inoltre 50 posti di lavoro e una ricaduta positiva nella filiera del freddo (altre produzioni ad alto rischio come i gas tecnici, azono, ossigeno liquido , argon).

2005

Il secondo progetto (Variante) veniva presentato solo da Edison e Innovene, Solvay non appariva, ma c’era), cambiava quasi tutto, ma raddoppiava la quantità di GNL importato. In sintesi prevedeva 1 – il prolungamento del pontile di 430 metri 2- la costruzione di due serbatoi di GNL all’interno del perimetro Solvay per una capacità totale di 320.000 mc l’anno , con accanto l’impianto di rigassificazione 3- tubazioni criogeniche per portare il gas liquido mantenuto a meno 162 gradi dal pontile allo stabilimento (circa 5 km) 4- lo spostamento e il raddoppio del serbatoio di etilene a 20.000 mc l’anno.

2010

Il progetto del 2005 veniva approvato nel novembre 2010 dal Ministero dell’ambiente nonostante il parere tiepidamente sfavorevole della Regione, che aveva appoggiato il progetto OLT di Livorno (Serbatoi e rigassificatore per 3 miliardi mc l’anno, su nave ancorata stabilmente a 22 km dalla costa davanti a Tirrenia), e quello “sostanzialmente positivo” del Comune di Rosignano.

2015

Il progetto Edison resta dormiente per 5 anni (crisi internazionale, crollo dei consumi di metano), finchè viene riesumato nel dicembre 2015 e rilanciato, senza lo spostamento del serbatoio di etilene.

2017

il 25 novembre 2017 il Governo Gentiloni-Galletti conferma l’esclusione dalla VIA del 2010 del Governo Berlusconi e Prestigiacomo, mentre Edison fa balenare un accordo con Ineos per lo spostamento del serbatoio di etilene, dopo la costruzione del rigassificatore.

In una visita “ricognitiva” della Lega alla Solvay di Rosignano, effettuata ieri 5.10.18 la sottosegretaria all’ambiente Vannia Gava, il deputato locale Manfredi Potenti e il consigliere regionale Paolo Biasci, hanno ribadito la loro “vicinanza” ai problemi dell’industria, hanno perfino messo in dubbio che la Solvay inquini il mare (spiagge bianche) e non hanno speso una parola sul progetto di rigassificatore, lasciando intendere che faranno di tutto per farlo passare.

Così avremmo 3 rigassificatori in 100 km di costa, da Rosignano a la Spezia (ENI) passando per quello di Livorno OLT).

(*) Medicina democratica – Movimento di lotta per la salute, Sezione di Livorno e della val di Cecina; www.medicinademocraticalivorno.it

NELLA FOTO – scelta (in retre) dalla “bottega” – LA SPIAGGIA DAVANTI ALLA SOLVAY.

 

Redazione
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