Steenrock, un video

ricevo da Milena, un’amica in Belgio (db)

Il Paese che ospita le istituzioni europee non rappresenta purtroppo un’eccezione alla politica della detenzione e dei respingimenti che la Fortezza Europa utilizza come unica risposta alla pressione migratoria.

In Belgio il primo carcere per migranti, allora un  prefabbricato posto ai bordi della pista dell’aeroporto internazionale di Bruxelles, è stato eretto nel 1989, anno in cui altrove crollavano muri. Ora si contano 6 centres fermés, e un settimo, enorme, è  in costruzione, direttamente collegato all’aeroporto e isolato da tutto il resto. Per le tante persone atterrate da altri continenti sarà l’unico luogo dell’Europa che mai visiteranno.   Contro il sistema delle carceri per sans papiers lotta un bel pezzo di società civile belga, fatta di associazioni, collettivi, artisti, reti di avvocati militanti. Per portare più gente possibile davanti a quelle sbarre e mostrare cosa esse nascondono, una di queste organizzazioni, la Crer, Coordination contre les rafles, les expulsions et pour la régularisation (http://regularisation.canalblog.com/) si è inventata una manifestazione originale: lo Steenrock, un festival di musica e arte di strada organizzato proprio di fronte al centro. In questo video (http://www.dewereldmorgen.be/video/2011/05/09/maak-muziek-geen-gesloten-centra ) facilmente comprensibile anche ai non francofoni e nederlandofoni, c’è il racconto della giornata  e del senso di questa iniziativa. Una bella idea esportabile anche in Italia.

 

Redazione
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