STESO

(di Pabuda)

 

dopo l’orario

dedicato

all’ottenimento

d’un salario,

Bianco Maggiore

mi stavo

concentrando –

disteso sul letto –

su un sonnellino

breve breve

ma ben fatto:

a tal punto

ben interpretato

che un brevissimo sogno

ho sognato.

sognavo d’aver talmente sonno

che per strada,

a un certo punto,

mi fermavo imbambolato

e per terra

sull’asfalto mezzo sgretolato,

zeppo di scomodissime pietruzze,

pur di fare un sonnellino

mi sdraiavo,

colla testa pesantissima

poggiata su un avanzo

di cemento rotto e grigio chiaro.

a quel punto mi sono alzato

(dal letto)

per andare a pisciare

e pisciando ho pensato

che per ridurmi in quello stato

chissà che popò di salario

m’ero prima procurato!

(a illustrare la “neurop” c’è Bianco Maggiore di Franco Bonelli, che piace tanto al Pabuda)

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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