Sui migranti, senza immigrati: Old Story

di Bozidar Stanisic (*)

Dopo quello milanese (vedi qui in blog, il 29 settembre Oh come sono cooperanti i professori universitari) leggo, da stupido, poi commento, sempre da stupido, l’annuncio di un altro convegno sull’immigrazione: Convegno internazionale “MIGRANTS WITHIN THE CITY – Gender, Social  Spaces, Narratives” che si terrà a Padova l’11 e il 12 novembre 2013. Il convegno discute i risultati finali di due ricerche collegate: «Condizioni per il riconoscimento. Genere, migrazioni e spazi sociali» (PRIN) frutto della collaborazione fra le Università di Padova, Venezia Ca’ Foscari, Firenze, Milano Bicocca e Roma Tre e «Posizionalità translocali e cittadinanza stratificata in Europa. La vita quotidiana delle famiglie migranti attraverso i confini» (Progetto Giovani Studiosi 2010, Università di Padova e Camera di Commercio). La città è considerata come contesto sociale privilegiato da cui osservare le nuove intersezioni della cittadinanza sostantiva. La vita quotidiana di donne e uomini migranti, e delle loro famiglie, con le relazioni legate al lavoro, alle attività di cura, ai transiti e agli spazi di aggregazione, all’uso delle istituzioni, ha contribuito a ridefinire per tutti il senso dei luoghi, a partire dalle homes fino ai territori fisici e simbolici riconosciuti come homeland oppure come terre d’esilio. Seguendo l’approccio intersezionale e biografico, i/le partecipanti esamineranno le combinazioni tra le condizioni di accesso ai diritti e alle risorse materiali/simboliche e i processi di appartenenza e inclusione, che definiscono anche i significati, le pratiche, le gerarchie sociali connesse alle relazioni di genere, alla classi e alle appartenenze
linguistico-culturali. L’iscrizione e la partecipazione sono gratuite, ma è necessaria la registrazione on-line:
www.migrantswithinthecity.com/iscrizioni  <
http://www.migrantswithinthecity.com/iscrizioni>. Durante il convegno è prevista la traduzione simultanea. Su richiesta verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Per maggiori informazioni: www.migrantswithinthecity.com <
http://www.migrantswithinthecity.com/>
info@migrantswithinthecity.com <mailto:info@migrantswithinthecity.com>Tel.: 340 3250857  – 329 1085016

Pure stavolta – dico da stupido – degli oggetti delle ricerche non ci sarà neanche una presenza, né un saluto ai partecipanti del convegno e ai relatori. Chi è meno stupido di me, riuscirà a leggere meglio e, in conseguenza, capire meglio i contenuti del convegno a Padova.
Forse chi è meno stupido di me mi dirà: «stai tranquillo, sono robe degli universitari e fra gli universitari»?
A tal punto, sempre da stupido, forse gli risponderò che ha ragione: se gli accademici decidono, a esempio, di studiare la vita e le abitudini degli elefanti, ciò non vuol dire che al convegno sugli elefanti bisogna chiamarne alcuni. Poi, se un convegno sugli elefanti viene organizzato a esempio a Padova, questa città è lontana dai Paesi degli elefanti. Hm, chi garantisce il loro buon comportamento durante il convegno? In quale albergo sistemarli? Ci sono letti adatti per loro? V
a bene la tavola svedese? Russano? Vanno a teatro?

Quel tale, dialogando con me (cioè perdendo tempo) da pover uomo  sicuramente mi dirà che non si meraviglia.

La prova che sono stupido – vero? certo che è vero – sta nel fatto che anche un elefante capisce come la netta maggioranza dei  docenti universitari in Italia (pure quelli all’estero, basta leggere quel www…..dell’annuncio) non sa come sedersi al tavolo di un convegno con gli oggetti della ricerca, che fra l’altro, mica sono del tutto innocenti perché son così spesso assenti.
– Lo capirai un giorno?
– No, non ci riuscirò!

– Non ti hanno risposto neppure quelli di Milano! Chi sei tu per loro, per criticare le loro scelte accademiche?

– Nessuno.

– Ottimo, finalmente una risposta giusta. Quindi, forse non sei stupido quanto pensi…

– Non lo so, ho perso il mio vecchio stupidometro…

– Stupidometro? Esiste una cosa del genere?

-Certo che esiste! C’è anche l’unità di misura…

– Davvero? Ed è…?

– E’ un sopportare…

– Che corrisponde?

– E’ facile… Un sopportare corrisponde a un tacere moltiplicato con un non vedere al cubo e un non reagire alla sesta…

– Interessante, però se ritrovi ‘sta macchinetta, almeno non proverai a tornare più su queste tematiche perdi-tempo?

– Invece, ci proverò.

– Allora sei davvero stupido!
– Grazie dell’aiuto, avevo dei dubbi.
– Non c’è di che.

(*) In questi giorni sono arrivati al blog molti interventi che, a partire dalle tragedie dei migranti nel Mediterraneo, analizzano la politica (o la non politica?) italiana e le prospettive. Troppi interventi per mantenere il ritmo di 3 post al giorno (più una «scor-data») dei quali alcuni sono appuntamenti fissi. Così ecco qui, uno di seguito all’altro, alcuni interventi legati a questa attualità. (db)

 

Redazione
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Un commento

  • bozidar stanisic

    Bozidar Stanisic: Il convegno di Padova è paragonabile con la Giornata di studio dell’Univ. di Insubria? Agli organizzatori e ai partecipanti all’Insubria pare sia normalissima la presenza dei diretti interessati!
    Ecco il loro programma.

    Università degli Studi dell’Insubria
    Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate
    Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione
    L’italiano oggi
    La lingua italiana nel mondo e in Italia
    Giornata di Studio
    29 ottobre 2013, ore 14.30-19.00
    Aula Magna, via Dunant 3, Varese (Italia)
    PROGRAMMA:
    Saluti di accoglimento
    Prof. Ezio Vaccari, Direttore del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate (Università degli Studi dell’Insubria)
    Prof. Fabio Minazzi, Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione (Università degli Studi dell’Insubria)
    Interventi
    Introduzione
    Dott.ssa Alessandra Vicentini (Università degli Studi dell’Insubria)
    La lingua italiana nel mondo e in Italia
    Prof. Gianmarco Gaspari (Università degli Studi dell’Insubria)
    Dott. Giulio Facchetti (Università degli Studi dell’Insubria)
    Il caso è grave, ma non serio. Lo stato di salute dell’italiano oggi
    Contatti e contaminazioni
    Prof. Giovanni Iamartino (Università degli Studi di Milano)
    Morbus Anglicus? diagnosi e indicazioni terapeutiche
    Prof. Armando Gnisci (Accademia Europea di Londra)
    Integrazione e transculturazione attraverso la lingua italiana
    Interventi musicali
    TANGUEDIADUO
    Barbara Tartari (flauto) e Claudio Farinone (chitarra): brani di Astor Piazzolla.
    L’italiano degli argentini
    Dott. Sabatino Annecchiarico (Università degli Studi dell’Insubria)
    Influenza dell’oralità dei dialetti degli italiani e della lingua italiana sul lessico degli argentini
    Testimonianze
    Stranieri ma non troppo. La parola agli studenti dell’Insubria
    Con Domagoj Havliček, Oneda Kabali, Issa Seganga Hassani, Leonard Selaj
    Dibattito
    La giornata di studio, che si tiene in concomitanza con le celebrazioni per la Settimana della lingua italiana nel mondo promossa dal Ministero degli Affari Esteri, intende costituire un momento di riflessione sullo stato della lingua italiana oggi – fuori ed entro i confini dell’Italia. A livello globale l’italiano si attesta infatti come una lingua dalla diffusione importante in diversi paesi, nei quali non è lingua ufficiale a causa di diverse vicende storiche (emigrazione, presenza coloniale, annessione ad altri paesi), il che ha comportato e comporta un’evoluzione specifica e del tutto particolare nel contatto con altre lingue e culture autoctone. Il caso dell’Argentina si propone come particolarmente esemplare, e questa è la ragione per cui la giornata di studio è gemellata con un ateneo argentino, l’Università CAECE di Mar del Plata, impegnata nella promozione della lingua italiana nel Paese; per l’interesse assunto dal confronto tra le due nazioni, la giornata si avvale anche del patrocinio del Consolato Generale e del Centro di Promozione della Repubblica Argentina in Italia. Anche in Italia risulta particolarmente interessante osservare come l’italiano, nell’ultimo cinquantennio, si sia modificato a seguito degli apporti linguistici di diversi immigrati – dal nord Africa e dall’America Latina prima, dai paesi dell’ex blocco comunista più di recente – che hanno contribuito a mutarne l’aspetto e l’uso, oltre che a plasmare una lingua specifica degli immigrati in Italia. Il riferimento alla città di Varese, sede della giornata di studio, è significativo per la presenza di varie comunità di immigrati che vi si sono succedute, stratificate e radicate negli anni. La riflessione non può che toccare anche l’inglese – lingua franca della scienza e della comunicazione a livello mondiale – che sembra oggi giocoforza erodere la presenza dell’italiano in diversi settori specialistici (business, informatica, media ecc.), supportata da politiche governative e ministeriali che la spingono a sostituire l’italiano come meta-lingua formativa (si pensi ai corsi di laurea impartiti interamente o parzialmente in lingua inglese). L’intenzione ultima della giornata di studio è quella di aprire una sorta di osservatorio permanente, con cadenza annuale, sull’evoluzione della lingua italiana in Italia e nel mondo.

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