La criminalizzazione di attivisti e dissenzienti in Italia/conclusione
Livio Pepino già consigliere della Corte di cassazione (*) continua da qui
Continua a leggereil Blog di Daniele Barbieri & altr*
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di Livio Pepino (*) Continua da qui *** 3 Modalità e tecniche della repressione Arriviamo, dunque, alle modalità di repressione del dissenso e della protesta oggi il Italia. La repressione ha, come sempre, forme eterogenee e diversa intensità. Può essere diretta, cioè aggredire il dissenso in quanto tale al fine di impedirne il manifestarsi (tradizionalmente, il divieto di scioperare o
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Alcune considerazioni sugli arresti domiciliari per 2 anni e mezzo (solo 2 ore di uscita al giorno) a un compagno di Modena. Le condanne vengono dal Tribunale di Torino e sono legate a manifestazioni No Tav. I giudici non hanno dato l’affidamento ai servizi sociali perchè le “forze dell’ordine” modenesi ritengono Enrico Semprini molto pericoloso
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… contro il movimento NO TAP di Alexik (*) “Espressioni come “una protesta pacifica” sono, dunque, non particolarmente utili per descrivere le nostre lotte. “Protesta pacifica” non significa niente, perché dal punto di vista dello Stato e del Capitale, quando qualcuno si impegna in una protesta è, per definizione, non più in pace: l’atto di protestare è un rifiuto. È il
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di Alexik (*) Ci eravamo lasciati, al termine del capitolo precedente, commentando i dati elaborati da Alessandro Senaldi sulla velocità dei processi contro il movimento No TAV. Una velocità sorprendente, più che doppia a confronto della media dei processi chiusi in primo grado nel Belpaese. Davanti a tanta celerità eravamo quasi sull’orlo di encomiare il Tribunale di Torino per il
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Articoli di Patrick Cockburn, Doriana Goracci (con un video) e Chiara Cruciati, appelli di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e dell’ Anti-Imperialist Front, il comunicato dei Comitati torinesi in sostegno all’Amministrazione autonoma della Siria del nord-est e alcune notizie riprese dall’agenzia Anbamed
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di Alexik Sin dall’inizio della lotta, e con particolare intensità negli ultimi dieci anni, l’opposizione popolare al TAV Torino/Lione si è dovuta confrontare con un livello altissimo di violenza istituzionale, di cui la criminalizzazione penale è un aspetto rilevante. La creazione di una corsia preferenziale per i procedimenti contro il movimento, con il coinvolgimento di centinaia di imputati, l’esercizio dell’azione
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Qualche domanda: è pericoloso chi combatte l’ISIS? e chi invoca la Costituzione? UN APPELLO
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In occasione dell’udienza sulla sorveglianza speciale contro cinque ex combattenti italiani, la pm Pedrotta ha ribadito che sono andati in Siria solo per imparare a usare le armi e, di conseguenza, per fare la rivoluzione in Italia. di Chiara Cruciati (*)
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di GIUSEPPE OTTAVIANO (*) Se questa è libertà di stampa. Intervista a Davide Falcioni (che nel 2012 ha raccontato il movimento No Tav su AgoraVox Italia) dopo la condanna
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