THC, omonimie spinose e un reato ogni 3 pagine

di db – aka Daniele Barbieri

Sfogliando le prime pagine ho contato un reato ogni 3 pagine; se aggiungiamo gli inviti (più o meno sorridenti) a commettere azioni che sono punite dalle vigenti leggi la media “criminale” arriva probabilmente a un reato per pagina. Un avvocato potrebbe fare una recensione solo con l’elenco degli articoli del Codice Penale violati dai protagonisti dei 12 racconti di «THC» (sottotitolo: «Storie di tetraidrocannabinolo») appena pubblicato da Tempesta editore.

Il tetraidrocannabinolo è ovunque, guardato con trasparente partecipazione, quasi lussuria. Racconti … direte voi. Non è grave. Anche se l’autore confessa la sua simpatia per i criminali, «disadattati per vocazione», fra i quali probabilmente… lui stesso. Ma il recensore – db, come avete visto all’inizio – deve raccontarvi il suo grande sconcerto perchè questi racconti vengono attribuiti a Gianluca Cicinelli, un suo amico nonché serissimo giornalista e animatore dell’agenzia «Diogene – lotta contro la povertà». Se guardate in Bottega l’articolo precedente è firmato proprio da Gianluca Cicinelli. Possibile che il Cicinelli autore di Sassonia: il nazista della porta accanto sia il cialtrone che sghignazza in «THC» ?

Deduco che si tratti di un omonimo. Me ne intendo: come Daniele Barbieri (aka dibbì o db) ho incontrato vari Daniele Barbieri, fra i quali un docente universitario bolognese con il quale vengo spesso confuso; tanto più che io abito a Imola, assai vicino, che abbiamo alcune passioni comuni (fumetti e fantascienza) e che l’età non è troppo diversa.

Fortuna che l’altro – daniele barbieri y (o xz, fate voi) – è una persona davvero simpatica e siamo diventati amici. Solo una volta, quando per scherzo volevo accedere al suo conto in banca, si è un attimo inquietato.

Tornando al Cicinelli omonimo – che chiamerò k (o hj, fate voi) – ho condotto qualche indagine scoprendo che anni fa scrisse uno strano romanzo intitolato «365» (*) a quattro mani con… un Daniele Barbieri. E qui le coincidenze cominciano a diventare troppe. Un’impossibilità statistica o, se preferite, il dio delle coincidenze non è così potente.  Insomma tutta questa faccenda non è un’omonimia, piuttosto una tempesta perfetta o una congiura.

Fra pochi giorni «THC» verrà presentato a Roma, in una sede che per pigrizia viene definita “prestigiosa”. Confido che sia una trappola per cogliere il reo, Cicinelli k, con le mani nel sacco. Quasi quasi vado a Roma per vedere che faccia ha questo malfattore; anzi “fattone” direbbe lui con il gergo da drogati che scorre per tutto iil suo libro.

Gianluca mio, non preoccuparti. Io continuerò a battermi perchè il tuo nome resti onorato. Nei secoli. Amen.

PS: proprio mentre scrivevo questo sofferto articolo ha suonato alla porta un mio omonimo («sono Daniele Barbieri 731» ha detto). Senza chiedere permesso, è entrato e guardandomi negli occhi mi ha detto: «quando presentiamo THC a Imola?». E ora che faccio?

(*) Con i TAG troverete facilmente tracce di «365» in questo blog.

IL DISEGNO QUI SOPRA mi è arrivato da un certo Benigno Moi, omonimo del mio amico che fece la copertina di «365».

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