Vi restituiamo un po’ della vostra merda

una lettera arrivata – a quanto pare – dal 2 ottobre 2014 (*)

Cominciò così. Vidi il gigantesco poliziotto privato (privato anche di senno, mi sembrò) strattonare il vecchietto. Aveva messo in tasca un po’ di parmigiano e si era fatto beccare. Faceva pena il vecchio, provai a intromettermi. Il robo-cop e un non meglio precisato «funzionario» mi strattonarono subito. Mi fecero anche male. Come al vecchietto, credo: che poi dico “vecchietto” come se io fossi giovane. Un ragazzo mi venne in soccorso, protestò: ci spinsero fuori tutti e due mentre arrivano le forze dell’ordine pubblico (per modo di dire “pubblico” che non hanno un numero di identificazione) venute a prelevare il ladro di parmigiano.

Ci ritrovammo fuori. E tristi. «Da che parte vai?» chiese il ragazzo. «Verso via Mazzini» risposi. «Anch’io, ti accompagno»: non ci eravamo mai visti ma a lui venne un “tu” naturale, come si fa con chi sta dalla stessa parte, con chi capisci che ha un sentire comune.

Camminammo in silenzio poi lui riassunse: «Che merda». Allora io gli raccontai che la settimana prima, in un altro supermercato («di sinistra» dissi con sarcasmo) avevo visto una scena simile, se non peggiore, contro una ragazzina: «non so cosa avesse rubato» aggiunsi «ma faceva pena vederla anche perché 10 anni o 12 ma aveva il viso così segnato di botte che pareva… la maschera di Frankenstein, hai presente?». Mi rispose: «Merda, doppia merda».

Mi si accese una lampadina. Su quel «doppia merda» ci pensai su tre minuti. Poi mi fermai, presi per il braccio il ragazzo e gli dissi: «hai detto bene, gente di merda. E se allora cominciassimo a restituir loro un po’ di merda?». Scosse il capo: «Cioè?». Gli feci cenno di appoggiarsi su una staccionata: «Quei fascisti ti controllano all’uscita giusto? E poi hanno le targhette o come si chiamano… ». Lui automaticamente mi corresse: «bande magnetiche credo, ma va avanti» mentre io già proseguivo «che suonano. Però non possono controllare gli ingressi. E se noi cominciassimo a portar dentro merda e lasciarla lì nei banconi?». Mi guardò sorpreso. «E a farlo sapere in giro dicendo “non andate da quei merdosi: hanno fatto questo e questo, così noi li abbiamo ripagati lasciando un po’ di merda negli scaffali”…. che te ne pare?».

Sbarrò gli occhi e sorrise in alternanza: «Bella», poi rise: «non è un’idea da vecchietto». Risi anch’io: «vuol dire che la rabbia mi ha fatto ringiovanire. Se ti piace, parliamone un po’ in giro e poi cominciamo. Ci stai?».

Ci pensò su. Poi: «Ci sto ma bisogna studiarla bene perché se ti beccano mentre lasci le feci in un reparto di alimentari penso che ti fanno una denuncia con i fiocchi e poi per altri motivi diciamo organizzativi. Sì, bisogna studiarla mooooolto bene ma io ci sto. Sì, sì, scommetto che Marina e Giulio ci daranno una mano».

Ecco cominciò così, pochi giorni fa. E oggi i giornalisti cominciano a parlare dei supermercati dove ignoti lasciano merda e di “come si fa a controllare tutti quelli che entrano?” e “chi saranno i sabotatori?”, “perché?” e tutte le solite idiozie. Fanno finta di non sapere che lo abbiamo spiegato nei volantini. Sapete, come quando fanno finta di non capire e si chiedono «come mai tanta gente imbratta le banche? e durante i cortei tira vernice contro le agenzie interinali o le sedi dei partiti?». Sono anche fessi o solo bugiardi?

Ecco è cominciata così: da un vecchietto e tre ragazzini. Abbiamo iniziato a restituire un po’ della loro merda. E già altre/i ci stanno imitando, la voce si è sparsa e noi speriamo di crescere ancora, che tante persone vadano dentro per «dar merda alla merda» e che ancor più smettando di fare la spesa lì e di riempire le casse dell’1 per cento che prima affama la gente e poi l’accusa di rubare. Noi siamo il 99% e se anche solo un 5-6 per cento si organizzasse… Intanto tenetevi ‘sta merda.

(*) Stamattina alzandomi ho trovato in bella vista questa lettera datata “2 ottobre 2014”. Uno scherzo … ma di chi? Sonnambulismo? Un me stesso che mi scrive dal futuro? Voi che dite?

 

Redazione
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4 commenti

  • Ho riletto questa lettera (mi sono riletto se l’ho scritta io dal futuro) e ho pensato: «ma la fatica, l’organizzazione e i rischi (di denunce) per portare merda dentro gli iper-mercati non potrebbero essere meglio usati?». E ancora: «mi hanno scritto (o mi sono scritto?) questa lettera per dire che entro un anno non ci resterà che “merda alla merda” o per suggerirmi un’altra strada, meno merdosa e magari più efficace, di resistenza organizzata alle merci tiranne e vigliacche, allo spregio poliziesco di chi non ha più neppure qualcosa da mangiare?». Forse mi ripeto ma chiedo: «voi che dite? Scrivete – dal presente o dal futuro – e aiutatemi a capire, grazie».

  • per i cortocircuiti della mente questa lettera dal futuro mi ha fatto pensare a un libro letto qualche anno fa: “Ammazza un bastardo”, ci sono i bastardi in comune (non nel senso nel municipio)

  • E’ un bel racconto, che stimola, certo, azioni di ribellione ai/nei supermercati. Male non faranno, ma non so quanto provocheranno un cambio sociale e politico reale. In me gioca molto il pessimismo dell’ intelligenza ( in questo caso) e la volontà di voler applicare l’ ottimismo della volontà ad altro.

  • Ti scrivo dal presente
    Lavoro in un supermarket dove non c’è robocop, e vedo tutti i giorni le “due” facce della medaglia, da un lato i veri bisognosi che intascano generi di prima necessità, dall’altro, e sono molti di più, persone che aprono confezioni del superfluo ne mangiano una parte e il resto lo nascondono in mezzo agli scaffali… creme costose, profumi, trucco, trovo i contenitori vuoti,non ti sto a dire quanta merce rovinata… forse è anche questo un modo per dire merdosi? Ti assicuro che questo incide tantissimo sul prezzo finale del prodotto, è già calcolato alla fonte. Poi se vogliamo colpevolizzare i gestori perchè hanno il pelo sullo stomaco facciamolo pure…ma io sono a rischio di cambiare supermarket e di fare ciò che ha fatto il “vecchietto” poichè tra poco la ditta chiuderà i battenti, non perchè ci sono i furti… fatto è che per me la merda a vagonate dovremmo portarla alle camere, quando quei gran figli/e di buonasignora stanno lì tutti a pazziare sulle cavolate, anzichè affrontare i veri problemi, ma tanti di quei vagoni da farceli affogare…

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