We are tide. You are only (G)20

di Gianluca Cicinelli

Li stanno aspettando per dirgliene un po’ più di quattro. Per alzare una marea di persone e associazioni che contesti ai “grandi della terra” che si riuniranno nel G20 a Venezia dall’ 8 all’11 luglio la distruzione sistematica del pianeta e delle persone. Un’intenzione già dichiarata nel nome della piattaforma “Noi siamo la marea e voi siete solo (G)20“, che può essere seguita sulla pagina facebook https://www.facebook.com/wearethetide.NoG20Venezia. Mobilitazioni sono previste in tutta Italia nelle varie città toccate dalle assemblee tematiche del G20, dal lavoro all’ambiente alla salute, che proseguiranno fino a tutto l’autunno prossimo. Per contestare un’idea di sviluppo delle economie neoliberiste che ha messo da parte i diritti costruendo un mondo dove l’1% delle persone detiene il 50% del totale della ricchezza mondiale e il 10% delle nazioni sono responsabili del 50% di emissioni inquinanti che alterano il clima. Il G20 non si preoccupa dei 2 miliardi di persone prive di acqua potabile e accesso ai servizi per la salute. We are tide. You are only (G)20 ha però intenzione di ricordaglielo.

Domenica scorsa si è svolto a Marghera un incontro preparatorio con Fridays For Future, No Grandi Navi, centri sociali, associazioni ambientaliste, no Tav, ma soprattutto persone, motivate e decise a dare battaglia. Ritengono che un cambio radicale di rotta passi attraverso l’autorganizzazione e la presa di parola di chi è abituato a pagare i costi di ogni crisi, dando l’assalto al G20 della finanza che si terrà nel capoluogo veneto. La parte conclusiva dell’assemblea plenaria, che è possibile visionare sulla pagina fb della piattaforma, ha illustrato le tematiche emerse dai gruppi di lavoro. A partire dal Tavolo sul Welfare, che ha posto come centrale la violenza esercitata dalla finanza sulla società come sui corpi. Una violenza che passa per le guerre e per gli omicidi di lavoratori come Adil Belakhdim alla Lidl. Il portavoce del tavolo sul welfare punta l’indice contro le nuove forme di precariato che destabilizzano le persone, i giovani in particolare. La pandemia ha visto morire persone a causa di scelte scellerate come l’impoverimento della sanità pubblica in Lombardia, come ci mostra anche la vicenda della mancata distribuzione dei vaccini nei paesi più poveri. Sono tre le proposte lanciate: reddito universale per uscire dal ricatto della precarietà, un welfare che fornisca risorse materiali e immateriali per rendere dignitosa la vita, rimettere al centro dell’azione i beni comuni come capacità di costruire comunità. il resto va messo in discussione la produzione che non deve essere finalizzata all’arricchimento di pochi ma che il lavoro sia uno strumento di benessere per tutti.

Un’immagine fb dell’assemblea di Marghera

L’idea è quella di organizzare, prima del G20 di luglio, un’azione contro uno degli istituti di credito più attivi nel finanziamento dell’economia fossile e della crisi climatica. Un tema che ha affrontato il portavoce del Tavolo per l’Ambiente e il Clima, che ha indicato tra le ulteriori arroganze dei “grandi” la stessa scelta della sede, Venezia, città simbolo della fragilità ambientale. Ha poi sollecitato la necessità di discutere di come si produce e dove si produce e come si consuma, perchè le scelte del G20 comportano un debito che ricadrà su di noi e allora vanno messe in campo conflittualità e radicalità delle lotte contro un sistema che si autonarra come transizione ecologica, in realtà un’operazione di facciata che sta utilizzando le guerre come strumento di controllo. La portavoce del Tavolo Transfemminista ha invece posto l’accento sui danni prodotti dalla pandemia sulle donne e sulle persone Lgbt, aggravando le discriminazioni lavorative e dei diritti già esistenti, schiacciate da un sistema che crea ricchezza con l’oppressione dei corpi senza dargli la possibilità di autodeterminarsi. Donne che hanno dovuto convivere con il partner violento senza alcun aiuto. Donne migranti bloccate ai confini con violenze. Soggettività Lgbt impedita dalla mancanza di tutele dal punto di vista lavorativo e con la privazione dell’accesso alle terapie ormonali. A fronte di tutto questo, spiega la portavoce, abbiamo un Pnrr che parla di fondi all’imprenditoria femminile e non si occupa di centri antiviolenza nè di altre risorse sociali. Il G20 deciderà sul futuro dei nostri corpi e delle nostre identità.

Dalla pagina fb della piattaforma

L’intenzione della piattaforma è di violare la zona rossa che sarà dichiarata in tutta la città nei giorni del G20 che si terrà nell’area dell’Arsenale. Sono previsti tornelli identificativi e posti di blocco militari con le moto d’acqua a presidio dei canali e tutte le manifestazioni vietate. L’appuntamento è per il 10 luglio alle Zattere, da dove partirà un corteo in direzione, oltre che della zona rossa, di un mondo ecosostenibile e a misura delle persone.

La Bottega si è occupata poche settimane fa del G20 della salute con l’articolo G20-SALUTE: IPOCRISIA, CINISMO E INDECENZA di Riccardo Petrella
seguito da un appello di Greenpeace per fermare l’industria dei virus.

ciuoti

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