«Due capolavori dai Caraibi»

recensiti da franz (*)

La breve favolosa vita di Oscar Wao – Junot Diaz

È un romanzo di formazione, una storia di amore (e amori), un romanzo politico, una storia sul’’amicizia e sulle maledizioni, un romanzo di emigrazione e sulla famiglia, tra le altre cose, di sicuro è un romanzo meraviglioso, ma non si può capire finché non si legge.

(e chissà se il giorno che incontreremo uno come Oscar lo riconosceremo).

Lasciate ogni speranza di poter interrompere a metà lettura, non ci riuscirete.

(Junot Diaz cita, fra i grandi libri, “Texaco” di Patrick Chamoiseau, tradotto in italiano da Sergio Atzeni, approfittate del consiglio di Junot Diaz, io, nel mio piccolo, mi associo, solo dopo che uno lo legge capisce)

http://stanlec.blogspot.it/2013/08/la-breve-favolosa-vita-di-oscar-wao.html

Una domenica in cella – Patrick Chamoiseau

Chamoiseau sa come si scrive, e qui si tratta di cose molte dolorose, la schiavitù dei neri, e la memoria.

Se leggi il libro sappi che si soffre, ti ho avvisato, ma ne vale davvero la pena,

promesso.

http://stanlec.blogspot.it/2013/05/una-domenica-in-cella-patrick-chamoiseau.html

(*) così si presenta franz (rigorosamente minuscolo): «Ah, i libri! Sono bottiglie lanciate in mare, come nei film di pirati, i migliori sono mappe del tesoro, solo bisogna saper leggere quello che qualcuno, che non ci conosceva, ci ha donato. Credo davvero che quanto più s’allarga la nostra conoscenza dei buoni libri tanto più si restringe la cerchia degli esseri umani la cui compagnia ci è gradita. Noi siamo come nani sulle spalle di giganti e la lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. Una cosa è necessaria: non leggete come fanno i bambini per divertirvi o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere. Risponde qualcuno alla domanda sugli scrittori del momento: “Non so niente della letteratura di oggi, da tempo gli scrittori miei contemporanei sono i greci”. I libri non si scrivono sotto i riflettori e in allegre brigate, ciascun libro è un’immagine di solitudine, un oggetto concreto che si può prendere, riporre, aprire e chiudere e le sue parole rappresentano molti mesi, se non anni, della solitudine di un uomo, sicché a ogni parola che leggiamo in un libro potremmo dire che siamo di fronte a una particella di quella solitudine. Un libro è uno specchio. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non è evidentemente l’immagine di un apostolo.

PS: mi hanno aiutato con le loro parole (in ordine sparso): Paul Auster, Georg Lichtenberg, Bernardo di Chartres, Gustave Flaubert,Ludwig Feuerbach, Francesco Masala, JL Borges, René Descartes. Grazie a tutti – franz»

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

  • Grazie i consigli di lettura. Non ho letto niente di Diaz, che tra l’ altro credevo che scrivesse in spagnolo. Vedro di procurarmi il romanzo segnalato.
    Abbastanza di Patrick Chamoiseau, Texaco per esempio. Interessante e’ la lingua nella quale scrive: un francese-creolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *