E-spiando: chi controlla e chi si ribella

db si entusiasma per «Fuori controllo» di Carola Frediani

Chi domani (8 novembre) alle 18 è a Bologna troverà l’autrice a Ubik, in via Irnerio 27

Sempre più brava Carola Frediani, di libro in libro. Con «Fuori controllo» si conferma regina del cyber-thriller italiano, capace di muoversi in quella zona del crepuscolo («Ai confini della realtà» ricordate la vecchia serie tv?) dove se siamo nella fantascienza è comunque quella del prossimo mese ma se vi siete distratti allora è successo 18 minuti fa…

Come dite? E’ il suo primo romanzo? Noooooooo: non posso crederci. Ma allora è “nata imparata” (come si dice a Pordenone) perchè trama, personaggi e scrittura sono sull’orlo della perfezione. E l’autrice ha perfino raffinati tocchi di letterario sadismo come all’inizio del libro quando se chi legge si distrae 20 righe non vede le molliche di pane che indicano il sentiero, anzi neppure capisce “chi è chi”. O come dopo averci mostrato 4 maschietti in azione invece del solito deus ex machina… introduce una donna, capace di nuotare in ogni mare (pure quello di merda) anche se arriva la tempesta. E a proposito di stereotipi da sadicamente frantumare eccone un altro: chi legge sta gioiendo o sussultando (a secondo i gusti o forse l’età) perchè lei ha allungato le mani sul culo di lui… una riga appena e sapremo che è per vigilanza e non per erotismo: in quella tasca sulla chiappa c’è un telefono pericoloso.

I protagonisti? Axel, Damiano, Karl e Mark: «esistono solo su quello specifico server, che avevano messo in piedi loro stessi». Credono nella libertà d’informazione. E sottoscriverebbero la famosa frase di Benjamin Franklin (che forse solo Damiano sa chi è): «Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza». E stanno combinando un gran casino facendo circolare dati top secret sulle schifezze “securitarie” di un pessimo governo italiano che somiglia a quelli veri, verosimili, probabili (ma evitabili, aggiungo io).

In ogni pagina ci muoveremo in mezzo a telecamere, spioni, militari, telefoni e computer diversamente abili, terroristi veri e soprattutto fasulli. Ma lo sfoggio di divise e armi fra la gente non rassicura anzi aumenta «la sensazione di angoscia e precarietà più del senso di sicurezza», come direbbe il citato Benjamin.

Bisogna buttarsi dentro perchè (come riflette Vanessa, la “dea ex machina”) «da fuori nessuno capiva mai, e questa era l’unica vera lezione che le aveva insegnato il giornalismo». E a perdifiato bisogna buttarsi anche nei vicoli di Escher – scusate, intendevo di Genova – se si vuole salvare la pelle, sperando che una trans solidale (per puro fiuto non perchè abbia letto Franklin) faccia inciampare lo sbirro all’inseguimento.

C’è un problema: se avete la mia età e non siete “spiritati della rete” dovete armarvi di pazienza e cercare in rete una ventina di parole del tecno-inglese alla moda. Come spiega proprio Carola Frediani mica vorrete somigliare a quel tipo proverbiale che «reagiva come se avesse ricevuto una scudisciata ogni volta che qualcuno dei più giovani usava una parola inglese o un termine tecnico».

Come sempre io scelgo di non “spoilerare” la trama. Molte le frasi memorabili e dunque citabili ma purtroppo le migliori 4/5 non ve le posso svelare proprio per mantenere i segreti. E le ultime due righe del libro sono splendide … ma solo se avete letto tutto il resto. La lunga citazione fra pagina 280 e 281 vi piacerà: è un capolavoro (negativo) di giornalismo schifoso e di nulla fritto. Mi sa che la incornicio e la tengo sulla scrivania.

Da pagina 218 in avanti i colpi di scena (qualcuno forse prevedibile, almeno politicamente, ma altri “bum bum”) vanno a coppie o a quartetti. Non tutto si chiarirà, come è giusto sia. Se amate il “lieto fine” qui ci siamo assai vicino. Il presente è durissimo ma il futuro non è solo catastrofe. Se fossimo fuori dalla fiction concluderei così: tutti spiano tutti ma forse una speranza resta. Però, come sempre, nessuna/o arriverà a salvarci… se non ci salviamo da sole/i.

Evviva: 100 di questi esordi. Se oltre alla scrittura vi contagiano il tema e il ragionevole ottimismo condito di resilienza forse vorreste sapere cosa leggere dopo «Fuori controllo». Francamente di italiane/i  “così” non ne conosco o non ce n’è. Invece qualche oceano in là, c’è il grande Cory Doctorow (molto amato in botteguccia) che benissimo oscilla tra fantascienza e altri oggi.  Aspettando il secondo libro di Carola Frediani …

Ah, lei è davvero (anche) una giornalista digitale e nel tempo libero scrive una newsletter settimanale gratuita – tinyletter.com/carolafrediani – con una rassegna ragionata di notizie dal mondo cyber.

 

CAROLA FREDIANI

«FUORI CONTROLLO»

VENIPEDIA

334 PAGINE per 15 EURI

La libreria Ubik-Irnerio di Bologna presenta «Fuori controllo» domani (8 novembre) alle 18: in via Irnerio 27. Con l’autrice ci saranno Marco Trotta e Daniele Barbieri. A prima vista ‘sto Barbieri sembrerebbe un omonimo di chi sta scrivendo ma francamente non mi sento di escludere di essere io, proprio io, me medesimo in carne, piume e bit.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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